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Rocco Siffredi torna al porno a 61 anni: “È l’unico posto in cui riesco a ritrovare la mia vitalità”

Rocco Siffredi confessa in un’intervista come il lavoro davanti all’obiettivo sia diventato un rifugio psicologico per superare un anno complesso, tra i guai giudiziari e la malattia del figlio.
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Rocco Siffredi ha rivelato le ragioni che lo hanno spinto, alle soglie dei 62 anni, a riprendere la carriera di attore hard interrotta diverso tempo fa. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il regista abruzzese ha spiegato come la scelta di tornare a esibirsi davanti alla cinepresa non sia legata a dinamiche di business o di esibizionismo, ma rappresenti una risposta quasi clinica a un crollo emotivo, una sorta di terapia d'urto per ritrovare se stesso.

Il set hard come terapia

Rocco Siffredi ha ammesso che la spinta decisiva per ricominciare a girare scene esplicite è nata come reazione a una sofferenza psicologica accumulata lontano dai riflettori: "Quando vivo un momento di difficoltà, mi rendo conto che l’unico ambiente in cui riesco a essere me stesso e a esprimere la mia sincera vitalità e voglia di vivere è quello del porno. Stando davanti e non dietro alla telecamera. Io sono sposato con una donna unica, con la D maiuscola: mamma fantastica, bellissima, cuore pazzesco. Ecco, lei sa che per quanto la ami, quel circo mi manca. E quindi quando torno sul set non è che stia proprio malissimo. Anzi, si dice: ‘meglio così'". Il ritorno all'attività fisica intensa, tuttavia, ha dovuto fare i conti con i limiti anagrafici. Lo stesso attore ha ammesso i contraccolpi fisici legati alla decisione di ricominciare a fine ottobre 2025: "Fare a quest’età le performance che facevo a 30 mi provoca la notte dolori alla schiena terrificanti. Questa è l’unica differenza. La gioia di continuare a fare quest’attività che mi dà anche tanto relax è impagabile".

Il dramma del figlio Leonardo e le vicende giudiziarie

La necessità di cercare una valvola di sfogo affonda le radici in un periodo recente, decisamente complesso per tutta la famiglia Tano. Il regista ha infatti affrontata la preoccupazione per il secondogenito Leonardo, promessa della corsa a ostacoli, costretto ad abbandonare definitivamente l'attività agonistica dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico al cuore. A questa emergenza familiare si sono poi sommate tensioni esterne e pubbliche, alimentate da pesanti accuse da parte di alcune ex colleghe, che l'hanno trascinato in una serie di complessi strascichi giudiziari.

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