video suggerito
video suggerito

Michele Rosiello: “Mi sono fatto da solo, soffro i raccomandati. La rivalità con Francesco Arca? Ci abbiamo riso su”

Intervista a Michele Rosiello, su Prime Video con Ancora più sexy. L’attore napoletano racconta la sua storia. Una carriera di successo iniziata senza scorciatoie: “A volte vengo a sapere di persone piazzate per una conoscenza o per simpatia. Al di là delle raccomandazioni, vorrei giocassimo ad armi pari”. È sposato con l’attrice Denise Capezza: “Non do per scontato il nostro amore, lo coltivo ogni giorno”.
Intervista a Michele Rosiello, l’attore di Ancora più sexy racconta la sua storia
Intervista a Michele Rosiello, l’attore di Ancora più sexy racconta la sua storia

Intervista a Michele Rosiello. L'attore, attualmente su Prime video nella commedia Ancora più sexy, racconta la sua storia. Le origini in una famiglia semplice, la laurea in Ingegneria Gestionale e i primi passi nel mondo dello spettacolo come comparsa nella serie Capri, poi i ruoli in alcune delle fiction più amate come L'isola di Pietro, Mina Settembre e Gomorra. Se nel lavoro c'è una cosa che lo infastidisce sono gli attori che ottengono ruoli da protagonista ma non per merito: "A volte succedono cose poco chiare, vengo a sapere di persone che vengono piazzate per una conoscenza, per simpatia o altro. Al di là delle raccomandazioni, vorrei giocassimo ad armi pari". Nella vita privata, il matrimonio con l'attrice Denise Capezza: "Non do per scontato il nostro amore, lo coltivo ogni giorno. Non dimentico di darle attenzioni". E poi il legame con le sorelle, Maria Rosaria e Marcella, quest'ultima con un cammino in salita a causa di alcuni problemi di salute: "Oggi so quali sono i veri problemi della vita e ho imparato a dare il giusto peso alle cose. Sono sempre molto aperto all'ascolto degli altri. Tutto quello che faccio, lo faccio anche per Marcella e per dare una soddisfazione ai miei genitori".

Sei su Prime Video con Ancora più sexy. Interpreti Vanni, il fidanzato di Maddalena. C'è un ricordo in particolare a cui associ il tempo trascorso sul set?

Ricordo di avere festeggiato lo scudetto del Napoli durante le riprese. Era il mio primo giorno di set e avevo quest'ansia per il Napoli che doveva assolutamente vincere la partita. Lo ammetto, non è professionale, ma ho girato la scena con il telefono silenziato e nascosto in una pianta lì in scena (ride, ndr). Ogni tanto buttavo l'occhio, una tensione incredibile. Ricorderò per sempre di avere festeggiato con delle comparse napoletane con cui avevo socializzato.

Vanni non è un personaggio del tutto negativo. Quando Maddalena vive dei momenti di difficoltà lui c'è. 

Il messaggio del film è chiaro: anziché cercare l'altra metà della mela, è preferibile essere un frutto intero. Ma uno degli aspetti interessanti è che non dipinge il classico triangolo da commedia: lui, lei e l'altro, dove l'altro – che interpreto io – è il cattivo da cui scappare. Sono contento che si sia creato una sorta di team Vanni. Molte persone alla fine tifavano per lui.

In cosa credi che Vanni, invece, sbagli?

È il compagno ideale, non pecca in nulla, ama la sua donna. Il problema è che è troppo convinto di sé. Stanno per sposarsi e lui dà tutto per scontato. Dovrebbe ascoltare realmente Maddalena. Per l'eccessiva sicurezza, smette di coltivare ogni giorno quella relazione.

A differenza di Vanni, quale errore cerchi di non fare nel tuo matrimonio con Denise Capezza?

Io ho la presunzione di Vanni nel reputarmi il compagno ideale (ride, ndr). Ci tengo che mia moglie non abbia nulla da ridire. Però, al contrario di lui, non do per scontato quell'amore che va coltivato ogni giorno, non dimentico di darle attenzioni. Questo è importante.

Michele Rosiello e la moglie Denise Capezza
Michele Rosiello e la moglie Denise Capezza

Tua moglie è un'attrice. Condividere lo stesso lavoro ha influito in qualche modo nel vostro rapporto?

Penso che alla base di ogni rapporto debba esserci la fiducia. È fondamentale per vivere sereni. Nel nostro lavoro ancora di più perché si può essere facilmente gelosi. Essere entrambi attori è un vantaggio. Ci capiamo, sappiamo cosa significa stare lontani talvolta per mesi, lavorare di notte, relazionarsi con altri attori. Ci supportiamo nel preparare i provini o i film. Però non è scontato. Conosco coppie di attori che si sono lasciati perché tra loro è subentrata rivalità o gelosia.

Facciamo un passo indietro. Raccontami delle tue origini. Non sei nato in una famiglia di attori.

Mi sono fatto da solo. Ho iniziato per gioco con la videocamera di mio padre, costringevo i miei amici a girare dei cortometraggi. Cose semplici, amatoriali. Mi appassionava, ma era un mondo lontano da me a cui non sapevo come arrivare. Poi andai a Sperlonga a fare il bagno con gli amici e stavano girando Capri 3. Facevano i casting per le comparse. Ci abbiamo provato e ci hanno preso. Per tre settimane, ci siamo recati sul set tutti i giorni. Guadagnammo una bella cifra, ma la perdemmo tutta nelle multe che prendevamo per andare da Napoli a Sperlonga (ride, ndr). Però ho avuto modo di vivere il set e di chiedere a un paio di attori qualche informazione. Mi indicarono i nomi di buone scuole. Da lì ho iniziato a studiare e a fare sul serio.

E ce l'hai fatta anche senza avere la strada spianata.

Devo dire che sto "soffrendo" un po' più ora che mi sono costruito da solo il mio percorso. Sono riuscito a ottenere ruoli da protagonista sin dall'inizio ma più vado avanti e, di conseguenza, più lotto per altri ruoli da protagonista, più succedono cose poco chiare. A volte vengo a sapere di persone che vengono piazzate per una conoscenza, per simpatia o altro. Prima, essendo agli inizi, quasi non me ne accorgevo. Ora che queste cose succedono più spesso, accuso un po' di più questa cosa. Al di là delle raccomandazioni, vorrei giocassimo ad armi pari.

Michele Rosiello foto di Federica Pierpaoli
Michele Rosiello foto di Federica Pierpaoli

In occasione di un tuo TEDx, hai parlato di Marcella, la sorella nata quando avevi due anni e che ha avuto un cammino in salita per via di alcuni problemi di salute.

Mia sorella ha 35 anni, ma mentalmente è come se fosse una bambina. I miei genitori sono riusciti a fare capire a me e all'altra mia sorella, Maria Rosaria, che c'era un problema grave ma che si poteva convivere con questa cosa solo se tutti eravamo uniti. Allo stesso tempo, però, non ci hanno mai messo da parte, né hanno fatto gravare su di noi la disabilità di Marcella. Sono stati bravi e mi hanno dato una lezione importante.

Quale?

So quali sono i veri problemi della vita e sono sempre aperto all'ascolto degli altri. Nel mio lavoro sono tanti i periodi di down. Partecipi a un progetto, guadagni anche bene, poi stai a casa sei mesi o un anno aspettando che il telefono squilli. Avere imparato a dare il giusto peso alle cose mi aiuta anche a gestire meglio questo mestiere. Tutto quello che faccio, lo faccio anche per Marcella e per dare una soddisfazione ai miei genitori. La mia è una famiglia molto semplice. Mia madre sognava il figlio medico, oggi è contenta di vedermi recitare in quel ruolo. Le va bene lo stesso. La mia Laurea è appesa in salone.

A proposito, sei laureato in Ingegneria Gestionale. Ti sei mai chiesto come sarebbe stata la tua vita, se avessi scelto una professione legata al tuo titolo di studio?

Scelsi ingegneria perché la matematica mi veniva facile e all'epoca gli ingegneri gestionali andavano per la maggiore. Però pensavo al lavoro in maniera diversa. La mia idea era: lavoro, guadagno e con quei soldi coltivo i miei hobby. Oggi che faccio l'attore, posso dire che non avrei mai potuto fare un lavoro da ufficio. Ho bisogno della libertà di gestire il mio tempo. Nella mia vita attuale si alternano settimane in cui dormo tre ore a notte, a settimane in cui ritrovo quella libertà.

Se avessi fatto l'ingegnere gestionale poi non avresti conosciuto tua moglie. Vi siete incontrati sul set di Gomorra.

È vero. Però tornassi indietro rifarei tutto quanto, perché nel mio percorso di studi ho sviluppato quella parte razionale e quella disciplina che poi mi sono tornate utili anche nel mio lavoro attuale.

Come dicevi prima, la vita dell'attore è altalenante. Ci sono momenti più intensi e poi lunghe pause. Come si gestiscono quelle attese?

Innanzitutto mettendo qualcosa da parte nei momenti in cui guadagni. Così nei periodi di attesa puoi permetterti di fare altre cose. Da anni scrivo poesie in lingua napoletana. Le ho raccolte e ora è tutto pronto da presentare a un editore. Poi ho scritto la sceneggiatura di un film. Inoltre, con mia moglie stiamo pensando di fare qualcosa insieme a teatro. È una strada che mi piacerebbe percorrere.

Michele Rosiello con il cast de L’Isola di Pietro
Michele Rosiello con il cast de L’Isola di Pietro

Tra i ruoli che ti hanno permesso di farti conoscere dal pubblico c'è quello di Alessandro Ferras ne L'isola di Pietro con Gianni Morandi. Dopo la seconda stagione, tu uscisti di scena. Si parlò anche di una rivalità tra te e Francesco Arca, che subentrò nella terza stagione.

Con Arca non ci conoscevamo. Ci siamo beccati solo successivamente sul set di Guida astrologica per cuori infranti dove io ero protagonista e Francesco interpretava un ruolo divertente nella seconda stagione. Andammo una sera a cena tutti e due con altri ragazzi e ci ridemmo su. La rivalità non c'è mai stata. Ci siamo fatti un sacco di risate.

Chiara Baschetti disse di provare "dolore e rabbia" per la tua mancata conferma. Tu come affrontasti la fine di quel progetto?

È stato il mio primo ruolo da protagonista. Dopo due stagioni, si era creato un clima bellissimo. Quando mi è stato comunicato che avrebbero sacrificato il mio personaggio perché serviva una spinta nuova, mi è sembrato di dire addio a un amico. Mi è dispiaciuto non poter dare un finale vero al personaggio. Anche solo nel primo episodio della terza stagione, avrebbe potuto morire in maniera gloriosa, salvando qualcuno. Invece la sua morte è stata solo raccontata.

Poi sono arrivati tanti altri progetti come La compagnia del cigno, Mina Settembre, Guida astrologica per cuori infranti, La voce che hai dentro.

Ecco, "La voce che hai dentro" penso sia stata proprio una bella serie. Fatta bene, diretta egregiamente da Eros Puglielli. Però è stata un po' venduta male. Puoi metterci tutto l'impegno che vuoi, ma se una serie non viene valorizzata…Un po' dispiace, soprattutto se ha una sua forza e una sua originalità. Inizialmente doveva andare in onda a ottobre, ma all'improvviso decisero di trasmetterla a inizio settembre senza che ci fosse il giusto lavoro di promozione dietro. Poi cambiarono il giorno di messa in onda. Così si ammazzano mesi di lavoro. Quello di Raffaele Ferrara è stato uno dei personaggi più complicati per me.

Come mai?

Era un personaggio carico di ombre. Ma non solo. Quel set fu difficile anche perché ci fu un lutto. Un ragazzo della troupe, una sera, tornando a casa dal set ebbe un incidente e morì. Arrivai all'ultimo giorno di riprese molto provato. Quando finì tutto e ci fu l'applauso e il brindisi, iniziai a piangere. Avevo accumulato tantissimo. Me ne andai quasi senza salutare, perché ogni volta che provavo a farlo, mi commuovevo. Bellissimo, ma emotivamente complicato.

Michele Rosiello e Brenda Lodigiani in Love Bugs
Michele Rosiello e Brenda Lodigiani in Love Bugs

Più di recente, invece, sei stato il "fidanzato televisivo" di Brenda Lodigiani in Love Bugs.

Dal lunedì al sabato giravamo 30-40 pagine al giorno. Non potevi memorizzarle neanche volendo. È stato fondamentale trovare subito una complicità tra di noi. Dopo la prima settimana, che è stata un po' più tosta, andavamo a braccio o improvvisavamo del tutto. Eravamo effettivamente diventati una coppia di fatto, anche se di finzione (ride, ndr). È capitato che in pausa caffè, mentre chiacchieravamo, ci rendessimo conto che stavamo parlando come i personaggi. Quindi ci fermavamo e ci dicevamo: "Calma, usciamo dal personaggio e parliamo come due persone normali".

Vi è mai capitato di discutere?

È difficile discutere con me. Se lo faccio significa che è successo qualcosa di grave, altrimenti cerco sempre di mantenere la calma, di capire le ragioni. Brenda, probabilmente, è un po' più impulsiva e si sorprendeva: "Per quanto siamo a contatto, è assurdo che non abbiamo mai litigato".

Un ruolo che hai rifiutato?

In un'occasione ho fatto il provino per un ruolo da protagonista per un film su piattaforma. Ero piaciuto molto, però poi mi hanno detto che per una questione di equilibrio con la protagonista, avevano fatto un'altra scelta e mi hanno proposto un ruolo minore. A me importa solo che un personaggio sia interessante, ma il ruolo che mi avevano proposto non mi sembrava aggiungesse nulla al mio percorso. Dato che non mi interessa accettare un ruolo solo per fare bancomat, dissi di no. Mi sarei sentito anche a disagio a stare su set.

Un attore e un regista con cui ti piacerebbe lavorare?

Stimo tantissimo Luca Marinelli. E poi Lino Guanciale. Ci siamo incontrati a un evento qualche giorno fa, ci siamo salutati. Mi ha fatto una bellissima impressione, empatico, una brava persona che si impegna nelle cose che fa. Non mi dispiacerebbe lavorare con lui. Come regista, apprezzo la poetica di Pietro Marcello. Mi sembra abbia un occhio diverso dagli altri. Chi ha lavorato con lui, mi ha raccontato che mette l'attore in condizioni sia estreme che stimolanti.

Dove ti vedremo dopo Ancora più sexy?

In una serie Netflix che si dovrebbe intitolare Minerva. L'abbiamo girata l'anno scorso a Napoli. È ispirata alla scuola della Nunziatella. Quindi è ambientata in un'accademia militare di Napoli, dove ci sono tantissimi giovani e quattro adulti: io, Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi e Irene Maiorino. Poi c'è anche Raiz. La serie si concentra sulle dinamiche che accadono all'interno della scuola, ma ognuno di noi ha una storia personale da raccontare. Dovrebbe uscire in autunno.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views