Levante e la prima polemica di Sanremo 2026: “Se vinco no a Eurovision, non si può fare finta di niente”

La cantautrice siciliana Claudia Lagona, in arte Levante, ha le idee chiare: in caso di vittoria a Sanremo 2026 non rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Contest. La dichiarazione segna la prima vera polemica della prossima edizione della competizione canora più famosa d'Italia che si svolgerà da martedì 24 a sabato 28 febbraio 2026. Da regolamento, il vincitore del Festival della Canzone italiana ottiene di diritto l'accesso all’Eurovision Song Contest, la manifestazione musicale televisiva più seguita al mondo. Un palcoscenico internazionale che negli anni ha lanciato e consacrato artisti italiani a livello globale come i Maneskin, diventati una band di fama mondiale proprio dopo la vittoria europea nel 2021 con la canzone ‘Zitti e buoni'. Anche nell'ultima edizione le polemiche non sono mancate: lo scorso anno, dopo il trionfo di Olly a Sanremo 2025, il dibattito sulla sua partecipazione all’Eurovision è stato al centro dell’attenzione, fino alla decisione finale che ha portato sul palco europeo Lucio Corsi con il brano ‘Volevo essere un duro'. Un'opportunità considerata da molti irrinunciabile, alla quale però Levante sceglie consapevolmente di sottrarsi in caso di vittoria con il brano “Sei tu”, uno tra i più attesi della prossima edizione.
Levante spiega perché non parteciperebbe a Eurovision
In un'intervista a AdnKronos, Levante ha spiegato le motivazioni del suo rifiuto, definendo l'Eurovision come una "manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi". "E siccome di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio, non si può fare finta di niente. Non l’ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a casa del ladro" ha sottolineato. Il riferimento è diretto ovviamente alla situazione internazionale, con particolare attenzione al caso di Israele, mai escluso dalla competizione. Una posizione che non rappresenta un caso isolato nel mondo della musica: anche Marco Mengoni si è espresso a sostegno del boicottaggio dell'evento da parte di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda, come forma di protesta contro la partecipazione israeliana alla kermesse.
Nonostante le polemiche, Levante si sente pronta per il palco dell'Ariston per la terza volta dopo il 2020 e il 2023. "Lo stato d’animo è di puro entusiasmo. Torno perché vorrei modificare l’ultimo ricordo che ho del mio Sanremo del 2023, quando ero in balia di troppe emozioni dovute al post partum. Allora non ero cosciente di quello che stavo attraversando" ha confessato. Questa volta, Levante vuole vivere il Festival con maggiore serenità. Eurovision o no, la sua presenza a Sanremo 2026 promette già di lasciare il segno.
Carlo Conti sull’Eurovision: "Decisioni individuali"
Intanto, sul tema della partecipazione all’Eurovision, è intervenuto anche Carlo Conti, direttore artistico del Festival di Sanremo. A Non Stop News su Rtl 102.5, Conti ha spiegato: "Un sondaggio preventivo tra i cantanti per capire se parteciperanno ai prossimi Eurovision? Questa è una decisione che fa la Rai in maniera aziendale, ma credo che sia puramente indicativa. È chiaro che la presenza all’Eurovision è una scelta che ogni artista prende in caso di vittoria, ed è giusto lasciarla come decisione individuale". Il conduttore ha aggiunto che trova positivo che la Rai abbia segnalato agli organizzatori dell’Eurovision di valutare attentamente eventuali partecipazioni di cantanti provenienti dalla Palestina. Come la Rai, anche San Marino TV ha confermato di voler partecipare alla prossima edizione dell’Eurovision in caso di gara di Israele. L’emittente del piccolo Stato, di cui la Rai detiene il 50% della proprietà, ha recentemente ribadito sui social che non prenderà in considerazione alcun boicottaggio, confermando così la propria presenza indipendentemente dalla partecipazione israeliana.