C’è una differenza abissale tra l’essere la co-protagonista di un evento mediatico e l’esserne l’assoluta regista. Nel giugno del 2005, una ventiquattrenne Ilary Blasi saliva le scalinate della Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma con il pancione, stretta nell’abito da sposa e immersa in una liturgia televisiva che celebrava prima di tutto l’ottavo Re di Roma, Francesco Totti. A raccontare quelle nozze fu la tv, con le telecamere di SkyTg24 collegate in diretta nazionale per trasformare quel sì nel matrimonio del secolo, le italianissime nozze reali.
Ilary c’era, bellissima e innamorata, ma di quella narrazione era l’appendice meno potente, meno famosa e meno ricca del vero protagonista assoluto.
Ventuno anni dopo, la musica è cambiata. A poco più di un mese dall'ufficialità del divorzio che ha chiuso quella lunghissima pagina giudiziaria, Ilary ha sposato Bastian Muller. Ma questa volta ha preteso e ottenuto che quelle nozze fossero raccontate da un altro film, scritto e diretto interamente da lei.
Per mesi la macchina organizzativa è rimasta trincerata dietro uno strettissimo silenzio. Fanpage.it lo ha ricostruito attraverso fonti qualificate vicine all'evento: conduttrice e neo marito avevano stretto accordi ferrei con chiunque fosse coinvolto nella cerimonia affinché i dettagli restassero riservati. Poche indiscrezioni, alcune incerte fino all’ultimo. Nessuna foto rubata dai paparazzi. Zero curiosi a rovinare l'esclusiva del loro momento. Ma blindare per Ilary non ha significato nascondere. Tutto il contrario: finita la cerimonia a Villa Cimbrone, a Ravello, è stata la stessa Ilary ad aprire i cancelli della sua vita privata sui propri canali social.
Le immagini condivise dopo la cerimonia documentano una scelta opposta a quella di vent'anni fa. Ilary mostra il momento in cui, accompagnata dal padre, percorre la navata all'aperto verso Bastian. Ma soprattutto mostra chi c'era ad attenderla all'altare per celebrare il rito: l'avvocato Alessandro Simeone, il legale che l'ha affiancata passo dopo passo nella battaglia legale contro Totti. A siglare l'inizio della sua nuova vita è la stessa persona che ha firmato la fine di quella precedente.
Nel giorno dei festeggiamenti, Noemi Bocchi era riuscita a insinuarsi nel flusso di notizie pubblicando una Instagram story che datava clamorosamente l'inizio della sua storia con Totti a un’epoca in cui l'ex capitano era ancora legato alla ex moglie. Qualcuno ci ha letto un clamoroso epic fail, qualcun altro il tentativo di riaffermare i tempi originali della loro storia. Ma sono bastate poche ore perché Ilary si riprendesse tutta la scena, senza nemmeno nominare quelle polemiche. I commenti riferiti all’inizio della storia d’amore tra il calciatore e la nuova compagna sono stati spazzati via dai dettagli dell’evento che ha avuto la conduttrice per protagonista assoluta: dal dress code total white imposto a tutte le invitate, alla presenza dell'unica amica del mondo della tv, Silvia Toffanin, fino alla prestanza di questo sposo tedesco che per anni ha scelto di restare lontano dai riflettori.
Questo secondo matrimonio è stato preteso e costruito passaggio dopo passaggio da Ilary, che ci si è gettata con fiducia nello stesso periodo in cui camminava sulle macerie di quello che lo aveva preceduto. È la scelta di maturità di una donna che aveva smesso da un pezzo di essere la sposa di qualcun altro, che per anni ha allargato il più possibile i gomiti per garantirsi uno spazio che fosse tutto suo. Un atteggiamento che la caratterizza, e che aveva spiegato nel documentario Unica quando, di fronte all’aut aut impostole dall'ex marito, che le chiedeva di rinunciare alla carriera per salvare il loro rapporto, ha scelto sé stessa. Quella versione di sé che oggi è così orgogliosa di condividere.