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OPINIONI

La settimana santa di Pier Silvio Berlusconi: dal colpo Milo Infante al “miracolo” del papà

Il colpo di mercato televisivo, la tragedia sfiorata in un incidente d’auto, la protezione di papà Silvio. In pochi giorni Pier Silvio Berlusconi ha rafforzato Mediaset e aggiunto un tassello mistico alla sua figura da leader, con una chiara ipotesi di progetto politico sullo sfondo.
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Non c'era settimana più adatta ad accogliere tutto quello che è successo a Pier Silvio Berlusconi. Sette giorni in cui Mediaset ha spostato gli equilibri del mercato televisivo, infliggendo un durissimo colpo alla Rai, ma anche quelli durante i quali l'Amministratore delegato ha visto la tragedia con i suoi occhi, vittima di un incidente gravissimo da cui è uscito illeso per "miracolo", come ha spiegato lui stesso.

L'operazione Infante e Mediaset che prende tutto

Tutto è iniziato con il colpo di Mediaset, che è riuscita a strappare Milo Infante alla Rai. L'azienda di Cologno Monzese aggiunge alla squadra un volto di riferimento della stagione che si è da poco conclusa, segnata inevitabilmente dalla cronaca nera e Garlasco, di cui Infante è stato personaggio di punta. Un colpo di mercato importante che serve a Mediaset soprattutto per indebolire la concorrenza, privata di un nome in grado di aprire una finestra di ascolti importante nel pomeriggio di Rai2, che ora sarà molto difficile da rimpiazzare. Un'operazione che rende ancora più chiara una strategia che Pier Silvio Berlusconi persegue da anni, quella di agire sul mercato provando a privare la concorrenza dei suoi cavalli di razza, un po' come accadeva in ambito calcistico con il Milan dei sogni targato Berlusconi. Fatte le dovute proporzioni, Nuzzi e Infante come Rui Costa e Rivaldo: poco spazio in campo per entrambi, ma campioni utilissimi per la vetrina.

Milo Infante a Mediaset, il colpo di mercato dell’estate
Milo Infante a Mediaset, il colpo di mercato dell’estate

 L'incidente e la protezione di papà Silvio

Protagonista non solo per ragioni televisive, Pier Silvio Berlusconi ha appunto sfiorato una tragedia a metà settimana, coinvolto in un incidente mentre era alla guida della sua auto. Un evento da cui è uscito illeso, che ha cavalcato alla perfezione dal punto di vista mediatico. Il giorno dopo si è infatti presentato a un incontro coi dipendenti Mediaset per ricordare Silvio Berlusconi a tre anni dalla morte ed ha inevitabilmente legato la sua incolumità alla figura del padre, convertendo la cronaca in destino e dimostrando di aver ereditato una dote preziosa: la capacità di trasformare un incidente di percorso in un trionfo mediatico. "Grazie a qualcuno che ha trasformato una tragedia in un miracolo", dice Pier Silvio ai dipendenti. Un'allusione chiara che si trasforma in una mossa perfetta per la costruzione della propria immagine pubblica.

Pier Silvio dopo Silvio, distruggere e conservare

La svolta dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi è stata evidente, da allora Pier Silvio ha iniziato a imporre una sua idea più definita della Tv che avrebbe voluto, nel tentativo di sfoltire e ripulire Mediaset da paradigmi e volti che non avrebbero più dovuto rappresentarla, l'operazione con Barbara D'Urso in questo senso assume un enorme valore simbolico più che pratico. Prendere distanza dal padre, ma allo stesso tempo conservare il perenne legame, nei gesti e nelle parole, con messaggi d'amore verso la figura del patriarca che Pier Silvio non ha mai ridimensionato.

Il progetto politico di Pier Silvio in eterna costruzione

E non si può escludere che questo miracolo possa essere un altro tassello della costruzione di un progetto politico attorno alla figura di Pier Silvio Berlusconi per il quale pare esserci sempre più spazio. La figura di una destra moderata ed europeista alternativa a quella di Giorgia Meloni, ma soprattutto alla torsione verso gli estremismi della nuova realtà politica guidata da Vannacci. E soprattutto con un impero televisivo a disposizione, che non è mai cosa di poco conto.

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"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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