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“Kate Middleton costretta a rivelare la malattia”: qualcuno aveva minacciato di diffondere la notizia

La Royal Family sarebbe stata costretta a girare il video in cui Kate Middleton annuncia di essere malata di cancro. A riportarlo è il Daily Mail, secondo cui ci sarebbe stata una fuga di notizie e chi era venuto a conoscenza della diagnosi aveva contattato Kensigton Palace, minacciando di rivelare tutto.
A cura di Ilaria Costabile
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Con un video che ha fatto il giro del mondo, lo scorso 22 marzo, Kate Middleton ha annunciato di essere malata di cancro, dopo una serie di ipotesi maturate in lunghe settimane di silenzio e mistero. Stando a quanto riportato dal Daily Mail, però, la principessa del Galles sarebbe stata "costretta" a girare quel video, perché qualcuno che aveva saputo delle sue reali condizioni di salute, dopo aver contattato Kensignton Palace, avrebbe potuto diffondere queste informazioni prima della casa reale.

Chi conosceva la diagnosi ha contattato Kensington Palace

Secondo quanto riportato dalla testata inglese, Kensington Palace sarebbe stato contattato in merito alla diagnosi di Kate Middleton, costringendo così la Royal Family a correre ai ripari comunicando al più presto la notizia. Non è facile stabilire da chi sia partita questa fuga di notizie, ma non è escluso che possa trattarsi proprio della London Clinic, dove la principessa era stata sottoposta ad un intervento lo scorso gennaio. Le sue reali condizioni di salute, però, erano state rese note soltanto al Re Carlo e la sua consorte, oltre che alla madre di Kate. Stando a quanto rivelato dal Daily Mail, quindi, sembrerebbe che pochi giorni prima della pubblicazione del video in cui la principessa annuncia la sua malattia, tre dipendenti della London Clinic, siano stati indagati perché avevano provato ad accedere alle cartelle sue cliniche. Il tutto si sarebbe verificato a pochi giorni dalle dimissioni dall'ospedale.

Le indagini sulla fuga di notizie

Al momento sono state avviate delle indagini dall'Ufficio del Commissario per le Informazioni (ICO) e molto probabilmente verrà aperto un fascicolo anche da Scotland Yard, la polizia metropolitana, affinché si possa fare luce sulla questione, dal momento che diffondere dati personali e violare la privacy di qualcuno, può essere considerato un reato penale. Non si escludono, ad oggi, anche le ipotesi di un complotto contro la famiglia reale, per ottenere un lauto riscatto. A questo proposito, l'ex sovrintendente capo e capo dell'unità di protezione reale, Dai Davies, ha dichiarato: "Chiunque sia accusato di questa gravissima violazione della fiducia dovrebbe essere interrogato il prima possibile. Le implicazioni per la famiglia reale sono ampie e vaste e ci deve essere un'indagine completa da parte di Scotland Yard per determinare se siano stati commessi ulteriori crimini". 

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