Il settimanale Chi verso la chiusura dopo lo scandalo Signorini: “Marina Berlusconi vuole puntare di più sui libri”

È Lettera 43 a lanciare l'indiscrezione secondo la quale in quel di Mondadori si starebbe pensando di chiudere il settimanale Chi dopo lo scandalo Signorini innescato da Fabrizio Corona. "Stanno facendo i conti con un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari e di calo delle copie vendute. Marina Berlusconi vuole puntare di più sui libri", scrivono.
Alfonso Signorini ha lasciato la direzione editoriale del settimanale Chi nel marzo 2026 con una lettera aperta ai lettori, dopo vent'anni alla guida della rivista. A capo del giornale e della sua linea editoriale dal 2006, ha spiegato che il momento delicato derivato dagli attacchi di Fabrizio Corona non sono stati la causa principale del suo allontanamento dal noto settimanale di gossip. Da tempo pensava di dedicarsi a nuovi aspetti della sua vita e avvertiva un richiamo nei confronti di un privato che da tempo non lo era più.
"A Segrate stanno facendo i conti con un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari e di calo delle copie vendute, e anche durante l’ultima assemblea della casa editrice Marina Berlusconi ha ribadito che l’intenzione è quella di puntare sempre di più sul settore libri, che oggi rappresenta la fetta maggiore di ricavi e margini complessivi del Gruppo, mentre i ricavi derivanti dalle attività digitali dell’area Media hanno superato quelli della carta stampata", con questa motivazione Lettera 43 spiega cosa starebbe succedendo nella famiglia Berlusconi e quello che potrebbe accadere al settimanale Chi.
Niente di certo al momento se non una situazione abbastanza complessa nella gestione dei cartacei più longevi, che si occupano prevalentemente di cronaca rosa e oggi si ritrovano a dover affrontare un forte calo dell'interesse pubblico. A Marzo, mostravano qualche dato: Chi vende 47 mila copie in edicola, Diva e donna arriva a 58 mila copie, Gente a 69 mila, Nuovo a 102 mila, Oggi a 106 mila e Dipiù, il leader di Cairo editore, saluta tutti dall'alto delle sue 195 mila copie. Si parlava di "requiem" e di incapacità di imporsi nel digitale quanto erano riusciti un tempo sulla carta stampata. Forse anche perché il gossip in purezza di un tempo ha ceduto il passo alle pillole continue che vengono dispensate sui singoli profili social, attraverso stories e post. Nessun commento è al momento pervenuto da parte delle testate citate.