I figli di Robin Williams riaprono il suo profilo a 12 anni dalla scomparsa: “Vogliamo proteggerne il ricordo dall’AI”
Sono trascorsi 12 anni dalla scomparsa di Robin Williams, uno degli attori più amati di sempre, che oggi avrebbe 75 anni. I figli, Zak, Zelda e Cody hanno deciso di riattivare il suo profilo, con uno scopo preciso: impedire che la sua eredità culturale possa essere depredata dall'intelligenza artificiale. Lo spiegano in un post in cui mostrano la loro preoccupazione sulla possibilità che possano essere diffuse immagini o video che, però, sarebbero solo il risultato di ricostruzioni create artificialmente.
La riapertura del profilo Instagram
La scelta è stata quella di trasformare il profilo Instagram del noto attore in una specie di archivio digitale che sarà proprio la sua famigli a gestire, come comunicato proprio nel post che i figli dell'attore hanno pubblicato. Nei prossimi mesi, quindi, l'account tornerà attivo e vi saranno pubblicate immagini inedite, foto d'archivio, video con cui si possa celebrare la carriera di Robin Williams, rendendo noti anche aneddoti dei film più conosciuti, amati dal pubblico, con interpretazioni che sono passate alla storia.
Il timore che l'intelligenza artificiale possa rovinare il ricordo di Robin Williams
L'intelligenza artificiale rappresenta un pericolo per chi cerca autenticità e in questi mesi sono comparsi molti video in cui è stata clonata la voce dell'attore, senza che fosse mai stata richiesta l'autorizzazione. È per questa ragione che i tre figli di Williams hanno ritenuto opportuno occuparsi personalmente dell'immagine dell'amato padre, affinché non sia snaturata e anche a distanza di anni dalla sua scomparsa resti fedele a sé stessa. Zelda ha spiegato le motivazioni che l'hanno portata a riattivare il profilo, scrivendo: "Trasformare questo spazio in un luogo dove trovare fotografie e filmati autentici è il modo migliore che abbiamo trovato per contrastare l'abuso dilagante dell'intelligenza artificiale che utilizza la sua immagine e la sua voce". È un modo per offrire ai fan di Williams un punto di ritrovo, digitale, che però sia verificato: "Siamo grati di vedere nuove generazioni scoprire il suo lavoro mentre chi lo ha sempre amato continua a celebrare la gioia che ha portato nelle loro vite".
La tragica morte di Robin Williams
La morte di Robin Williams ebbe un impatto fortissimo non solo sul mondo del cinema, ma soprattutto tra i fan che avevano imparato ad amarlo negli anni, riconoscendogli un talento e una sensibilità appartenente a pochi. Fu trovato senza vita nella sua casa di Tiburon, per gli inquirenti si è trattato di un suicidio. L'attore da anni combatteva contro una forte depressione e la dipendenza da alcol e droghe, nell'ultimo periodo prima della sua scomparsa, aveva scoperto di soffrire di Parkinson. Dal 1980 in poi, a più riprese, l'attore ha cercato di venir fuori dal tunnel di alcol e droga in cui era entrato, in maniera del tutto graduale. Nei primi anni del 2000 pensò di essersi finalmente liberato di questo fardello, ma ricadde nel consumo di alcol. Negli anni successivo, anche in alcune interviste, non mancò di parlare del suo precario stato di salute mentale, ammettendo di aver pensato anche al suicidio in più occasioni e ammettendo di essersi riavvicinato all'alcol a seguito di ansie e paure. Nel 2014 iniziò un percorso di riabilitazione, ma a distanza di pochissimo tempo da questa presa di coscienza, l'attore decise di togliersi la vita.