Nick Reiner rischia la pena di morte, all’accusa di duplice omicidio si aggiunge la premeditazione
Nick Reiner, il figlio del regista Rob Reiner e la moglie Michele Singer, è stato formalmente incriminato dalla procura di Los Angeles per l'omicidio dei genitori, morti il 14 dicembre scorso. All'accusa di omicidio è stata aggiunta anche una nuova incriminazione, ovvero l'aggravante dell'agguato che, quindi, implicherebbe la premeditazione del gesto. Quest'ulteriore dettaglio, potrebbe portare anche alla pena di morte per l'imputato.
Accusato di omicidio si aggiunge la premeditazione
Il 32enne, che si trova in custodia cautelare da febbraio, senza possibilità di cauzione, è stato dichiarato colpevole in tribunale nell'udienza tenutasi mercoledì scorso. È stato accusato di duplice omicidio di primo grado, a cui si aggiunge l'aggravante di "circostanze speciali legate alla morte di più persone". Ciò significa che il ragazzo avrebbe elaborato l'omicidio, attendendo il momento giusto in cui agire, volendo procurare la morte dei genitori e non usando il coltello in suo possesso a seguito di uno stato di alterazione o altro che, in qualche modo, potesse spiegare l'efferatezza del gesto. Reiner, secondo l'accusa, era in uno stato di "agguato", che sottintende la volontà di attaccare qualcuno e non di agire sull'onda dell'impulsività. Qualora fosse condannato, le accuse presentate darebbero agio alla procura di procedere con la richiesta dell'ergastolo, ma senza condizionale. Intanto, l'accusa sta valutando se chiedere formalmente la pena di morte. Secondo il procuratore distrettuale di Los Angeles, Nicke Reiner avrebbe tradito profondamente i suoi genitori che, invece, lo ritenevano degno di fiducia.
La ricostruzione dell'omicidio
Stando alla ricostruzione dei fatti, Reiner avrebbe accoltellato il padre Rob e la madre Michele la mattina del 14 dicembre, con diverse coltellate, per poi essere arrestato la sera stessa. A trovare i corpi riversi a terra senza vita fu la figlia della coppia, Romy Reiner. L'arresto è avvenuto a South Los Angeles, nelle vicinanze di un distributore di benzina. L'incriminazione del 32enne risale al 20 luglio, ma è stata resa pubblica solo ora. Il 15 settembre è stata fissata una nuova udienza preliminare. Intanto non è chiaro se la difesa voglia avvalorare la tesi dell'infermità mentale, vista la storia clinica di Reiner.
Le mosse della difesa: dall'infermità mentale alla richiesta di accedere al trust
Per anni, sin dalla giovane età, ha fatto abuso di sostanze ed era noto che avesse dei problemi psichiatrici, per i quali era stato anche in cura e in centri di recupero, ma pare che da qualche tempo avesse smesso con le terapie. Un elemento che potrebbe giovare alla costruzione dell'impianto difensivo, che potrebbe puntare, quindi, sull'incapacità di agire in maniera lucida del 32enne. Nel frattempo la difesa ha presentato una richiesta perché il giovane possa accedere a una parte del patrimonio lasciato dai genitori, il cui valore ammonterebbe a 1.5 milioni di euro, quanto gli servirebbe per pagare le spese legali, dal momento che i suoi fratelli hanno preso le distanze da lui e da tutto ciò di cui potrebbe aver bisogno in questi mesi.