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Caso Artem Tkachuk, parla la difesa: “Nessuna prova che fosse lì, è vittima di un processo mediatico”

L’avvocata Padula difende Tkachuk commenta a Fanpage la condanna per il danneggiamento di tre auto: “Sconvolta da questo esito”. E annuncia il ricorso in appello: “Artem poteva risarcire, ma è convinto della sua innocenza. Gli insulti alle forze dell’ordine? Ha chiesto scusa, sentiva di subire un’ingiustizia”.
Intervista a Maria Grazia Padula
Legale in difesa di Artem Tkachuk
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"Non ci sono prove che Artem Tkachuk fosse lì, i ragazzi andrebbero assolti". Parla così Maria Grazia Padula, che difende l'attore di Mare Fuori e l'amico che era con lui nel processo che ha portato alla condanna in primo grado a un anno per Tkachuck e altri tre ragazzi, in relazione al danneggiamento di alcune auto a Milano, lo scorso maggio.

Ai microfoni di Fanpage l'avvocata non nasconde di credere sia in corso un processo mediatico su Artem Tkachuk: "Abbiamo fatto anche una produzione documentale e lui è stato fermato in un punto diverso da quello descritto dall'unico testimone. Ricorreremo in appello perché dal nostro punto di vista i ragazzi andrebbero assolti".

Quali sono le sue sensazioni di queste prime ore dopo la sentenza di primo grado?

Io sono sconvolta. Un giudice dovrebbe avere il coraggio di assolvere non dico quando manchi una prova, ma certamente quando c'è una prova contraria.

Quale sarebbe?

La foto che Artem ha fatto con questi ragazzi che lui non conosceva. Delle altre tre persone arrestate Artem ne conosce solo una, l'amico con cui si trovava lì.

Chi sono gli altri?

Sono due ragazzi estranei che gli avevano chiesto una foto. Lo scatto è stato fatto in quel momento ed è stato fornito da noi come prova, con tanto di orario. Erano in una strada adiacente a quella in cui si sono verificati i danneggiamenti.

Di conseguenza Artem non poteva trovarsi nel luogo del danneggiamento?

Non solo, noi abbiamo dimostrato attraverso delle fotografie che lui quella sera era al ristorante con la fidanzata.

Quindi non era presente sul luogo nel momento in cui si sarebbero verificati i fatti?

Nel verbale di arresto viene indicato un orario basato esclusivamente su quanto affermato dal solo testimone a supporto dell'accusa, il quale però, nell'immediatezza dei fatti, non era in grado di riconoscere le fattezze fisiche dei soggetti.

Da chi è partita la segnalazione?

Da una residente dell'edificio che si trova nella strada in cui sono stati danneggiati gli specchietti, via adiacente a quella dove è stato fermato Artem. Il marito della donna, l'unico a essere stato ascoltato, ha riferito di aver sentito degli schiamazzi e sostiene di aver visto quattro ragazzi vestiti con una maglietta nera rompere gli specchietti. Manca del tutto la prova che Artem fosse tra quei quattro soggetti: in particolare, uno dei ragazzi che ha scattato la foto con lui indossava una maglia rossa, mentre Artem ne aveva una celeste.

Erano presenti telecamere in zona per svolgere verifiche?

Non sono state acquisite né allegate al fascicolo immagini che attestino il danneggiamento delle vetture. Ci sono unicamente le tre denunce dei proprietari delle auto.

Quindi per quale ragione sarebbero stati fermati Artem Tkachuk e gli altri tre ragazzi?

Sono stati fermati neanche dieci o quindici minuti dopo l'arrivo dei carabinieri, in una via adiacente a quella dei fatti. Artem si trovava lì perché è la zona in cui vive la sua compagna: erano appena rientrati da una cena in un ristorante sushi, verso l'una meno un quarto, e poi lui è sceso nuovamente per comprare le sigarette insieme a un suo amico diciottenne. Per strada c'erano questi due ragazzi che non conosceva, lo hanno riconosciuto e gli hanno chiesto una foto, la cui data e ora sono state da noi documentate.

Arrivano le forze dell'ordine e li fermano. Lui reagisce male.

Esatto. Si è un po' esaltato, ma ha chiesto scusa per quell'atteggiamento irrispettoso, ha reagito male perché non capiva il motivo per cui li stessero fermando.

C'è una denuncia per minacce a pubblico ufficiale. 

Quella è a piede libero ed è un altro fascicolo che al momento non è stato approfondito. Io credo che il giudice si sia fatto anche influenzare dalla risposta di Artem in quel momento, che non è stata rispettosa.

Li ha definiti "pezzi di mer*a".

Percepiva di subire un'ingiustizia, ma ha chiesto scusa per questo, il giudice ne ha dato atto nel verbale, tant'è che si è proceduto separatamente perché loro erano convinti che Artem potesse fare tranquillamente un risarcimento danni e risolverla. Ma lui non ci sta, vuole andare in appello perché dice non ci siano prove per dimostrare sia stato lui a danneggiare quelle auto. Se volessimo rispettare quelli che sono i principi del nostro ordinamento, ovvero "al di là di ogni ragionevole dubbio", il giudice dovrebbe assolvere, visto che queste sono le prove e non c'è un sistema di videosorveglianza che cristallizzi la presenza di Artem in quel momento. Tra l'altro qui la polizia giudiziaria ha commesso un errore, perché avrebbe dovuto fare delle foto segnaletiche e farle riconoscere all'unico testimone. Tecnicamente non c'è una prova certa che lui fosse lì.

Il pm ha chiesto 8 mesi per il solo danneggiamento, però la sentenza è stata di un anno. Ha pesato il caso precedente in cui l'attore era stato coinvolto in un intervento delle forze dell'ordine a Napoli per vicende di resistenza e lesioni?

In quel caso c'era stato l'esito positivo della messa in prova che comporta l'estinzione del reato, Artem è incensurato. Il pm aveva sbagliato la contestazione e in udienza aveva chiesto le attenuanti generiche bilanciandole con la recidiva. Il giudice invece ha escluso la recidiva, ma non ha riconosciuto le attenuanti generiche per sua discrezionalità e credo abbia sbagliato. Sono tutti incensurati e le attenuanti si potevano concedere come aveva chiesto il pm. La mia considerazione è che il giudice puntasse a un accordo tra le parti con risarcimento danni prima dell'inizio del processo. Artem però è convinto di non avere fatto nulla e per questo nasce il fascicolo separato della resistenza. Lui è convinto di aver subito un'ingiustizia.

L'elemento notorietà crede abbia pesato?

Sono convinta il peso mediatico abbia contato molto sull'andamento del processo. Ovviamente noi rispettiamo i provvedimenti, ma abbiamo le giuste ragioni per impugnare la sentenza ed andare in appello affinché venga fatta chiarezza in questa vicenda ove i ragazzi si ritengano ovviamente innocenti.

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