L’Odissea di Nolan scatena la mania per l’IMAX: come cambia la visione del film e perché così poche sale in Italia

L'Odissea di Christopher Nolan ha riportato al centro del dibattito un elemento che fino a pochi anni fa interessava soprattutto gli appassionati: il formato IMAX. Le ricerche online sono aumentate, i biglietti per le sale attrezzate stanno registrando il tutto esaurito con settimane di anticipo e, per molti spettatori, la domanda non è più semplicemente se vedere il nuovo film di Nolan, ma dove farlo.
A Fanpage.it spiegano questo fenomeno Ramon Biarnés, Managing Director del gruppo Odeon Cinemas, che opera in Italia con il brand UCI Cinemas, leader dell'offerta con ben 5 delle 7 sale IMAX in totale su territorio nazionale, e Andrea Buonaguidi è il CFO del Lucisano Media Group, che controlla la multisala Happy Maxi cinema di Afragola, l'unica ad avere l'IMAX in tutto il Sud Italia. Entrambi concordano che il nuovo lavoro del regista britannico rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato con Dunkirk, proseguito con Tenet e consacrato definitivamente da Oppenheimer. E non solo, ultimamente anche film come Michael sono scesi in campo per giocarsi la partita.
In Italia: sale IMAX, le IMAX 70mm e 70mm in pellicola
Prima di passare alle loro dichiarazioni, una breve carrellata sul mercato. In Italia per orientarsi al meglio conviene dividere le opzioni in tre grandi categorie: il formato IMAX in pellicola da 70mm, le sale IMAX digitali e le sale storiche che proiettano in pellicola 70mm classica. Per quanto riguarda l'IMAX 70mm in pellicola in Italia non esiste più alcuna sala attiva, quindi non è possibile vedere L'Odissea nel formato in cui Nolan l'ha concepito. L'unico impianto si trovava all'interno del parco tematico Oltremare a Riccione, ma è stato smantellato oltre dieci anni fa e proiettava quasi esclusivamente documentari, perlopiù marini. In Europa i più accreditati sono il BFI IMAX a Londra, il Kinepolis di Bruxelles o il Palác Flora a Praga.
Passando invece alle sale IMAX digitali, la situazione italiana offre diverse alternative distribuite su buona parte del territorio. La struttura di punta in Italia è l'UCI Cinemas Orio ad Orio al Serio (Bergamo), dotata di tecnologia IMAX Laser e di uno schermo tra i più grandi d'Europa. A questa si affiancano altre sei sale: in Lombardia il Notorious Cinema di Sesto San Giovanni, a cui si aggiungono l'UCI Cinemas di Verona, l'UCI Luxe di Campi Bisenzio a Firenze, l'UCI Luxe Fiumara a Genova, l'UCI Cinemas Porta di Roma nella capitale e l'Happy MaxiCinema di Afragola a Napoli.

Infine, per chi cerca il fascino estetico e la grana della vera pellicola 70mm classica, esistono in Italia cinque storici cinema rimasti fedeli ai proiettori meccanici di grande formato: l'Arcadia Cinema di Melzo (Milano), il Cinema Quattro Fontane a Roma, il Cinema Metropolitan a Napoli, il Cinergia a Conegliano (Treviso) e la Sala Mastroianni del Cinema Lumière della Cineteca di Bologna.
La differenza di visione è possibile sperimentarla su questo sito, che mette a paragone i singoli formati applicati alle scene de L'Odissea di Nolan.
Le interviste a Ramon Biarnés (UCI Cinemas) e a Andrea Buonaguidi (CFO Lucisano Media Group)
Per Ramon Biarnés, The Odyssey è "un catalizzatore straordinario", capace di creare aspettative altissime su ciò che il pubblico può vivere in sala grazie all'IMAX. Nolan, spiega, "ha contribuito più di chiunque altro a educare gli spettatori in questa direzione, girando i suoi film direttamente con cineprese IMAX". Non si tratta più semplicemente di scegliere una sala, ma di scegliere l'esperienza con cui vedere un'opera pensata fin dall'origine per quel formato.

Una convinzione condivisa anche Andrea Buonaguidi. Secondo lui, se Oppenheimer ha insegnato al grande pubblico il valore dell'IMAX, L'Odissea nasce addirittura per essere vissuto così: "Non si tratta solo di vedere un nuovo film di Nolan, ma di viverlo nel modo in cui il regista lo ha concepito".
Cosa cambia davvero rispetto a una sala tradizionale
Per Biarnés la risposta va oltre le dimensioni dello schermo: "L'IMAX è un sistema integrato", spiega il manager, "Gli schermi sono dotati della migliore tecnologia sul mercato per offrire immagini più nitide, maggiore di luminosità e una superficie visiva più vasta rispetto a una sala tradizionale. A questo si aggiunge un sistema audio calibrato continuamente per ogni singola sala, con bassi più profondi ed e una potenza sonora che cambia completamente la percezione del film. In aggiunta, il design della sala IMAX è pensato per offrire un maggior campo visivo durante la proiezione, con una disposizione delle poltrone appositamente progettata per il massimo comfort". Insomma, qualità dell'immagine, luminosità, maggior campo visivo, audio calibrato costantemente per ogni singola sala e perfino la progettazione architettonica dell'ambiente lavorano insieme per un unico obiettivo: fare in modo che lo spettatore non osservi semplicemente il film, ma venga immerso al suo interno.
Lo stesso concetto viene espresso da Buonaguidi con un approccio più diretto: "Non è uno schermo più grande. L'immagine occupa il campo visivo in modo molto più immersivo, l'audio coinvolge completamente lo spettatore e ogni dettaglio viene valorizzato al massimo. È una differenza che si comprende davvero solo dopo averla vissuta". È proprio questa immersione a rappresentare, secondo entrambi, il principale vantaggio competitivo del cinema rispetto allo streaming.
Negli ultimi anni il pubblico è cambiato. Se un tempo bastava il titolo del film, oggi cresce il numero di spettatori che si informano anche sul formato di proiezione. Al Maxicinema di Afragola capita sempre più spesso che vengano chieste spiegazioni sulle differenze tra IMAX, Dolby Cinema e gli altri sistemi premium. "Il film è lo stesso per tutti", osserva il CFO, "ma il modo in cui viene vissuto può essere completamente diverso. Oggi il cinema deve offrire qualcosa che a casa non può essere replicato".
Una trasformazione che nel sistema UCI si legge come un'evoluzione dell'intero mercato. Esiste ormai una comunità di spettatori che sceglie consapevolmente sala, tecnologia e formato: "Non vogliono più semplicemente vedere un film, ma vogliono anche decidere come viverlo". È proprio questa domanda crescente verso le esperienze premium che, secondo il circuito, sta giustificando nuovi investimenti e contribuendo alla diffusione delle sale IMAX in Italia.
Vince l'evento collettivo o c'è una maggiore consapevolezza del formato?
"Entrambe le cose, e non sono in contraddizione", continua Ramon Biarnés, "c'è sicuramente una componente di evento collettivo, di rito condiviso, che i film di Nolan sanno generare meglio di chiunque altro. Ma c'è anche, sempre di più, una percezione autentica della differenza tecnologica. Lo spettatore che ha visto un film in IMAX e poi lo ha rivisto in qualsiasi altro formato sa esattamente di cosa stiamo parlando. Quella consapevolezza, una volta acquisita, non si perde e trasforma il pubblico occasionale in un frequentatore convinto del formato".

Perché in Italia non c'è un sala con schermo IMAX 70mm
Il nome di Nolan, naturalmente, amplifica questo fenomeno. Molti spettatori si chiedono se vedranno davvero L'Odissea di Nolan così come il regista l'ha immaginato, soprattutto dopo aver scoperto l'esistenza del rarissimo IMAX 70mm. Buonaguidi chiarisce che si tratta di una tecnologia presente in pochissime sale al mondo e praticamente impossibile da replicare su larga scala per gli enormi costi di realizzazione e gestione. In Italia, poi, è del tutto assente come offerta perché: "Mancano gli investimenti necessari. Realizzare una sala IMAX 70mm richiede costi molto elevati, sia per l'allestimento sia per la gestione, oltre a requisiti tecnici estremamente rigorosi stabiliti direttamente da IMAX. A questo si aggiunge il fatto che i proiettori IMAX 70mm sono rarissimi così come i film in IMAX 70mm".
Happy ad Afragola unico cinema IMAX del Sud Italia
L'Happy Maxicinema di Afragola, forte dell'esclusiva nel Mezzogiorno, richiama ogni settimana spettatori provenienti da Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, mentre per The Odyssey è stato necessario aggiungere una proiezione IMAX pomeridiana nei fine settimana per rispondere all'elevata domanda: "La risposta del pubblico è stata straordinaria e ci ha spinti ad ampliare immediatamente la programmazione. Per la prima volta nella storia dell'Happy Maxicinema abbiamo introdotto, nei fine settimana, uno spettacolo IMAX aggiuntivo alle 14:30, una novità non solo per la nostra struttura ma, di fatto, anche per il panorama cinematografico campano. Continueremo a monitorare l'andamento delle prenotazioni e, se la richiesta dovesse mantenersi su questi livelli, valuteremo ulteriori soluzioni per consentire a più spettatori possibile di vivere l'esperienza IMAX".
Anche UCI registra lo stesso comportamento nelle proprie strutture. Ogni nuova apertura IMAX, spiegano, produce un dato costante: chi prova il formato tende poi a sceglierlo nuovamente. L'esperienza non rimane un'eccezione, ma modifica le abitudini di consumo del pubblico, trasformando la curiosità iniziale in fidelizzazione: "Ci sono film che portano in sala anche chi non ci andava da tempo, che riattivano un rapporto con il cinema. Ogni volta che questo accade è una grande opportunità per tutto il settore, perché una persona che torna in sala e vive un'esperienza memorabile, è una persona che ci tornerà ancora".
In fondo è proprio questa la vera scommessa dell'IMAX, ovvero non convincere il pubblico a vedere un film, ma dimostrargli che lo stesso film può diventare qualcosa di completamente diverso a seconda del modo in cui viene vissuto. Ed è forse questo il contributo più importante che Christopher Nolan ha dato al cinema contemporaneo, ovvero l'aver riportato il formato di proiezione al centro dell'esperienza cinematografica.