Ranucci non si arrende e rilancia la querela al Tempo della sua redazione: “Rivelate cifre false sugli stipendi”

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Ranucci e i giornalisti di Report contro Il Tempo di Daniele Capezzone per gli stipendi finiti nell’inchiesta “Reportopoli” del quotidiano romano: “Cifre false, quereliamo”.

Nelle ultime ore si avvicendano novità su Report e Sigfrido Ranucci. Il conduttore ha rilanciato l'agenzia di stampa arrivata nelle prime ore della mattinata di lunedì 17 agosto che riguarda gli inviati della sua redazione e il quotidiano Il Tempo, diretto da Daniele Capezzone.

In una nota della redazione di Report si apprende: "La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma". Ecco allora che i giornalisti della redazione annunciano querela "per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro, nei confronti de Il Tempo e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate", in riferimento all'articolo comparso oggi su ‘Il Tempo' dal titolo ‘Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report'.

Secondo quanto riportato dai giornalisti di Report, "le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un'inchiesta". 

Nel comunicato apprendiamo quindi che le somme che vengono pagate per i servizi coprirebbero solamente in parte i compensi dei giornalisti, perché vanno a coprire in realtà le spese di produzione già sostenute dagli inviati. Report "è la meno costosa" tra le trasmissioni della prima serata della Rai. Il budget è di circa 150mila euro a puntata.

Ranucci ha rilanciato il comunicato parlando di "grave diffusione di un documento interno strategico per l'azienda" perché "rende pubblici i costi di una produzione di punta della Rai come Report". E promette di denunciare al comitato etico per capire chi "in Rai abbia fornito al Tempo tale documentazione sensibile".

Nella giornata di oggi, infatti, Il Tempo ha diviso in quattro parti i suoi servizi su Report e Ranucci. Una prima parte tutta relativa alle inchieste "finite nel nulla", una seconda di pura opinione, che punta ai rapporti tra Ranucci e Lavitola, una terza che è un'intervista a Stefano Esposito che ha "vissuto sulla sua pelle il metodo Report", la quarta è appunto il documento noto come "Reportopoli" che denuncia gli stipendi della redazione. Per ora non ci sono state reazioni da parte del quotidiano romano.

Si prospetta una settimana ancora calda, tra le dichiarazioni che stanno uscendo fuori attraverso gli interrogatori a Valter Lavitola e la posizione di Sigfrido Ranucci, ormai sempre più in bilico per la conduzione della prossima stagione di Report. Come approfondito anche da Fanpage.it, ogni scenario è possibile in questo momento: la più clamorosa delle ipotesi al momento prevede, come anticipato, la possibilità di una stagione senza conduttore con gli stessi inviati preposti al lancio del proprio servizio.

La nota dell'Ordine dei Giornalisti

Quanto accaduto ha inevitabilmente scatenato le reazioni. Il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti fa sapere: "Il lavoro giornalistico si paga e non si sfrutta, come invece fanno quotidianamente molti editori. Comprendiamo lo sbigottito sgomento con cui la testata ha pubblicato i compensi dei collaboratori di Report. Attendiamo domani, sempre in prima pagina, un accurato dossier su quanto il Tempo corrisponde ai propri collaboratori".  A dirlo è il presidente Carlo Bartoli.

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