Il futuro di Ranucci è un rebus: “La Rai ha fatto un errore, così potrebbe restare a Report”
"La Rai può fare di me quello che vuole". Lo dice Sigfrido Ranucci nella prima uscita pubblica dopo l'esplosione del caso Lavitola, in carcere come mandante dell'attentato al giornalista di Report. Ranucci difende il programma e pronuncia parole sul suo futuro interpretabili in due modi: da una parte c'è la consapevolezza che una eventuale sospensione della Rai possa arrivare, dall'altra che non sarà lui a fare la prima mossa.
Tant'è che quando gli viene chiesto se sia disposto a fare un passo indietro, Il Corriere della Sera riporta questa risposta: "Lo posso fare in avanti, indietro, di lato. Il problema non sono io, ma la storia di Report". D'altronde la recente pubblicazione dell'articolo del Tempo sui "compensi faraonici" ai giornalisti del programma, lascia intendere che l'attenzione si stia allargando dal conduttore alla trasmissione tutta, di cui Ranucci difende l'onorabilità anche per provare, probabilmente, a spostare l'attenzione da sé.
Ma cosa intende fare la Rai con Ranucci? Sulle pagine di Libero questa mattina si parla di una sospensione ormai certa e di una decisione che potrebbe essere comunicata a stretto giro, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. I vertici dell'azienda starebbero studiando una soluzione per togliere al giornalista la conduzione del programma e anche la gestione della squadra, proponendogli un'alternativa che non lasci spazio a un reclamo dello stesso giornalista, come successo in passato per casi come quello dell'editto bulgaro di Santoro, poi reintegrato dal giudice del lavoro dopo pochi mesi.
Perché se una larga fetta dell'opinione pubblica ritiene Ranucci sì vittima, ma privo ormai della credibilità necessaria per proseguire nel suo ruolo alla guida di Report, la strada verso la sua sospensione per la Rai è tutt'altro che semplice. "Io credo che l'azienda si sia incartata, per me Ranucci ha tutti gli elementi per fare ricorso se dovessero togliergli Report". Lo dichiara a Fanpage un esperto di questioni Rai, che preferisce rimanere anonimo. E così andiamo a fondo della questione per avere maggiori dettagli.
Cosa intende quando dice che la Rai si è incartata?
L'errore secondo me è stato nel chiamare in causa il codice etico. Il discorso non è disciplinare, ma editoriale. L'azienda avrebbe dovuto sedersi al tavolo con Ranucci e fargli capire di volersi tutelare da un danno reputazionale per la vicenda in corso. Ne avrebbe avuto tutto il diritto. Nel momento in cui ti affidi al codice etico, come ha fatto la Rai in questo caso, stai già avviando una sorta di precontestazione disciplinare e questo rende la questione molto più complessa e l'azienda ha offerto a Ranucci lo spunto per contestare la valutazione del comitato etico, facendo leva sul dubbio di autonomia e indipendenza.
A questo punto quali saranno i prossimi passaggi?
Anzitutto bisogna capire cosa voglia fare l'azienda, se deciderà di non mandarlo in video ma lasciargli l'organizzazione delle inchieste, o togliergli anche questa responsabilità.
Ranucci a quel punto come potrebbe muoversi?
In ognuno dei casi, ha due possibilità: la prima è la sospensiva, ovvero ricorrere in via d'urgenza chiedendo al giudice di eliminare questo ordine del datore di lavoro, cioè sospenderlo, in attesa che si definisca il giudizio di merito da parte del giudice del lavoro. In questo modo non cambierebbe nulla e lui resterebbe alla guida del programma, almeno nell'immediato.
Come potrebbe argomentare questa sospensiva?
I motivi per cui Ranucci potrebbe chiedere una sospensiva sono tanti. Facendo leva su quello che è emerso dal Comitato Etico, contestando all'azienda di agire per input politici, quindi sottolineando una violazione di regolamenti legati al Media Freedom Act; potrebbe inoltre contestare alla Rai di non avere concluso tutti gli accertamenti perché c'è un audit in corso. L'azienda lo critica per aver dato un documento riservato a Lavitola? Basterebbe un richiamo disciplinare a quel punto, non gli togli la conduzione.
L'altra possibilità di Ranucci quale sarebbe?
Accettare la decisione della Rai e chiedere al giudice del lavoro i danni per gli stessi motivi. Invece di chiedere la sospensiva fare un giudizio di merito che durerà il tempo necessario, chiedendo poi i danni all'azienda.
È un'opzione realmente percorribile?
Non sono nella testa di Ranucci, ma è un'opzione che secondo me lascia il tempo che trova. Di certo ha tutti i presupposti per ottenere il risarcimento, come lui stesso ha lasciato intendere attraverso alcune dichiarazioni, ma cosa se ne farebbe di un risarcimento fra qualche anno se adesso perdesse la conduzione?
Si parla di una Rai che starebbe pensando a una ricollocazione equivalente per lui. Cosa significa?
Anche questo è complesso. A uno che ha fatto Report per anni e ha condotto quel tipo di programma, cosa puoi proporre in alternativa? Non è un direttore di testata che rimuovi da un telegiornale per spostarlo su un altro. Report è unico nel suo genere.
La controproposta eventuale andrebbe comunque accettata da Ranucci.
Chiaro, la valutazione della posizione equivalente sta a chi riceve. Dovrebbe esserci una trattativa, ma è molto difficile che la Rai possa proporgli qualcosa di soddisfacente. Poi potremmo discutere di questa regolamentazione imposta alla Rai, che fa venire meno totalmente il potere di organizzazione del datore di lavoro. Queste norme sono nate per tutelare il lavoratore, ma il più delle volte tutelano solo dirigenti, non le ho mai comprese.
In definitiva come crede si chiuderà la vicenda?
Difficile prevederlo, mi pare chiaro che dopo la pubblicazione dei compensi di Report sui giornali l'obiettivo da colpire sia diventato il programma. Di certo se alla conduzione dovesse andarci qualcuno della squadra di Report, ho letto ho letto circolano diversi nomi, non cambierebbe molto. Il lavoro sulle inchieste per la stagione è già partito, così come i budget stanziati dalla Rai. Cambierebbe poco.