La Rai risponde al ricorso di Ranucci con un procedimento disciplinare: “Potrebbe portare al licenziamento”
La notizia del ricorso d'urgenza di Sigfrido Ranucci contro la Rai ha portato a un'immediata reazione dell'azienda. Mentre il giornalista chiede, attraverso i suoi avvocati, il reintegro immediato a Report che potrebbe addirittura riportarlo alla conduzione prima dell'inizio della nuova stagione, dalla Rai la risposta è muscolare e tutt'altro che conciliante.
Come anticipa questa mattina Il Fatto Quotidiano, Viale Mazzini ha avviato un procedimento disciplinare contro Ranucci, per puntare al suo licenziamento. Un procedimento in cui, scrive il giornale, non ci sarebbero comunque quelle prove che dimostrerebbero un'interferenza nel lavoro di inchiesta della squadra di Report. Non è chiaro, dunque, su cosa si basi questa contestazione della Rai a Ranucci, che potrebbe essere tuttavia determinante, visto che per il conduttore sarebbe un ulteriore richiamo aziendale che potrebbe far scattare il suo licenziamento. Non è chiaro quando sia stato avviato il procedimento dell'azienda nei confronti di Ranucci, se prima o dopo il ricorso del giornalista.
Un'azione che si spiegherebbe con un cambio di strategia da parte dell'azienda che, dopo avere tentato la strada editoriale per spingere Ranucci fuori da Report, ora passerebbe sul piano disciplinare. È chiaro, tuttavia, che affinché questa strada sia percorribile c'è la necessità che l'azione dell'azienda si poggi su elementi concreti per motivare questo tipo di approccio. Se si tiene in considerazione che i legali di Ranucci contestano all'azienda esattamente l'assenza di indicazioni legate a fatti concreti che motiverebbero la rimozione di Ranucci, bisogna immaginare che ai piani alti di Viale Mazzini siano emersi nuovi elementi non ancora noti per procedere contro il giornalista.
L'ipotesi del ritorno di Ranucci a Report
La tensione tra le parti, quindi, sale ancora. La Rai vuole fare di tutto per evitare lo scenario in cui un giudice del lavoro possa stabilire il reintegro del conduttore, cosa che ribalterebbe i piani dell'azienda dopo la scelta delle scorse settimane di promuovere Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi alla guida del programma. Toccherà comprendere se il provvedimento disciplinare Rai riuscirà a provocare una dilatazione dei tempi, evitando quindi uno scenario in cui la figura di Ranucci ostacoli il nuovo corso di Di Pasquale e Piervincenzi, visto che come lo stesso Ranucci ha precisato a Fanpage: "In teoria tutti gli atti conseguenti alla mia rimozione, se giudicati illeciti, non sono validi. Per il resto non saprei, al momento vediamo se riusciamo a stabilire un diritto".
Le parole di Mottola su Ranucci
Nel frattempo la macchina di Report è ripartita nei suoi lavori e nelle scorse ore uno dei nomi di punta della squadra, Giorgio Mottola, da ospite della prima puntata stagionale di DiMartedì ha espresso le sue perplessità sull'opportunità del rapporto tra Ranucci e Lavitola, il faccendiere che ha ammesso di avere organizzato l'attentato ai danni di Ranucci, schierandosi allo stesso tempo a difesa del giornalista: "A Ranucci non viene imputato al momento alcun reato, nessuna condotta di reato. Ranucci resta vittima di un attentato e la sola cosa che un giudice al momento mette nero su bianco è la sua estraneità rispetto all'attentato subito. Nonostante c'è un gruppo editoriale, quello di Angelucci, che ha messo in piedi una campagna di stampa diffamatoria che puntava a demolire la posizione di Ranucci".