Report, parte della redazione contro Sigfrido Ranucci: “O lui o noi”. E il giornalista risponde su Instagram
Il caso Sigfrido Ranucci entra in una fase decisiva. Mentre Report si prepara alla nuova stagione con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi al posto del suo storico conduttore, all'interno della redazione cresce la tensione sul possibile ritorno del giornalista. Secondo quanto raccontato dal Corriere della Sera, alcuni degli inviati e degli autori storici del programma avrebbero messo sul tavolo un vero e proprio ultimatum: "Se ritorna lui ce ne andiamo noi". Una contrapposizione che rischia di trasformare il possibile ritorno di Ranucci in un terremoto interno alla trasmissione.
Il possibile ritorno e la redazione spaccata
Il tempismo non è casuale. Il Tribunale del Lavoro di Roma è infatti chiamato a decidere sul ricorso d'urgenza presentato da Ranucci contro la Rai dopo la sua rimozione dalla conduzione di Report. L'udienza del 25 settembre si è conclusa senza una decisione immediata: la giudice Donatella Casari ha ritenuto il procedimento sufficientemente istruito e ha concesso alle parti tempo fino al 30 settembre per depositare le note difensive. Dopo quel passaggio arriverà la decisione sul reintegro. Il verdetto del Tribunale del Lavoro potrebbe quindi non chiudere la partita, ma aprire un nuovo capitolo. Se Ranucci venisse reintegrato, la Rai si troverebbe davanti a un problema organizzativo ed editoriale tutt'altro che semplice, perché da una parte dovrebbe fronteggiare il suo reintegro, dall'altra si troverebbe a poter perdere una parte della squadra storica di Report che, secondo il Corsera, sarebbe pronta a lasciare il programma.
Il programma tornerà in onda l'8 novembre con Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale alla conduzione, notizia che ha generato l'applauso generale della redazione e un'accoglienza a dir poco calorosa. Ma il verdetto del Tribunale potrebbe cambiare nuovamente gli equilibri. Il clima viene descritto dal noto quotidiano come particolarmente teso, con conversazioni tra colleghi avvenute persino nei corridoi per evitare di essere ascoltati. La formula che circola sarebbe diventata "O lui o noi", accompagnata dall'accusa di una situazione ormai incompatibile.
La risposta di Ranucci al retroscena del Corriere
"Il corriere di oggi, con anonimo. Il comunicato firmato dalla redazione del 31 agosto. Buona lettura", così Sigfrido Ranucci replica al retroscena pubblicato dal noto quotidiano. Nel comunicato in oggetto c'è il riferimento al clima del tutto solidale della redazione di Report che, all'annuncio di una sostituzione alla conduzione del programma, con conseguente uscita del giornalista, si sarebbero detti pronti a disertare la trasmissione. In quelle pagine era possibile leggere il rifiuto a "imposizioni calate dall'alto" perché snaturano "totalmente la vocazione e il Dna del programma", con espressa richiesta di correggere le decisioni perché "non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell'identità e nei valori di REPORT e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse'‘.
Dove potrebbe finire Ranucci se non torna a Report
Il ricorso presentato a settembre chiede di accertare l'illegittimità del provvedimento Rai del 28 agosto 2026 e di disporre la reintegrazione di Ranucci nelle sue funzioni di autore e conduttore di Report. La difesa del giornalista contesta le motivazioni utilizzate dall'azienda, considerate generiche e non accompagnate, secondo i suoi legali, dall'indicazione di fatti concreti tali da giustificare la rimozione. Nel ricorso vengono inoltre richiamate le numerose prese di posizione politiche che avevano preceduto la decisione della Rai. Secondo la difesa, la successione degli eventi potrebbe configurare un quadro discriminatorio legato alle convinzioni personali e all'attività giornalistica di Ranucci. Si tratta, naturalmente, della tesi sostenuta dai legali del giornalista, sulla quale dovrà pronunciarsi il giudice. Nel frattempo la Rai aveva prospettato a Ranucci tre possibili destinazioni alternative: RaiNews, Tg3 oppure l'ufficio di corrispondenza del Cairo. Il termine inizialmente fissato per la scelta è stato prorogato di 15 giorni proprio in attesa dell'esito della procedura giudiziaria.
Oltre il ricorso sul reintegro c'è il provvedimento disciplinare
A settembre la Rai ha inviato a Ranucci una lettera di contestazione disciplinare dopo la relazione del Comitato Etico aziendale. Tra gli elementi contestati figurerebbero l'invio a soggetti esterni di comunicazioni interne, alcune dichiarazioni nei confronti dei vertici Rai e dei nuovi conduttori di Report e l'accesso in azienda di persone esterne. Il procedimento disciplinare è distinto dal ricorso davanti al Tribunale del Lavoro e, secondo quanto riferito da RaiNews, potrebbe teoricamente portare a un richiamo, a una sospensione e, nei casi più gravi, anche al licenziamento. Anche questo procedimento, però, è ancora in corso e non equivale a una sanzione già decisa.