Hunter Schafer, star di Euphoria, si è sottoposta a un intervento chirurgico per il cambio di sesso
In Blade Runner, il rapporto tra identità e corpo è un tema centrale, insieme alla domanda su quanto lo sguardo degli altri condizioni il modo in cui ci percepiamo. È anche a partire da queste riflessioni che Hunter Schafer ha raccontato a ELLE la propria esperienza personale, in un’intervista dedicata a Blade Runner 2099, la nuova serie di Prime Video in arrivo il 25 novembre.
L’attrice ha rivelato di essersi sottoposta a un intervento chirurgico di affermazione di genere nel dicembre 2025, spiegando con soddisfazione una scelta importante del suo percorso. La sua testimonianza riporta al centro una questione su cui si era già espressa in passato: il desiderio di non essere ridotta alla sola etichetta di attrice transgender, senza per questo rinunciare a raccontare una parte significativa di sé e della propria esperienza.
Il corpo di Hunter Schafer, tra realtà e fantascienza
Nella serie, ambientata cinquant’anni dopo gli eventi del film Blade Runner 2049, diretto da Denis Villeneuve, Schafer interpreta Cora, una fuggitiva costretta ad assumere l’identità di una Blade Runner per sopravvivere. Al suo fianco c’è Michelle Yeoh, nei panni di Olwen, una replicante con un tempo limitato davanti a sé. L’universo della saga, da sempre attraversato da interrogativi su ciò che distingue gli esseri umani dalle macchine, ha offerto all’attrice anche l’occasione di misurarsi con un ruolo fisicamente impegnativo: Schafer ha raccontato di aver eseguito personalmente molte delle scene d’azione, un’esperienza che le ha permesso di concentrarsi sui movimenti e sulle sensazioni del momento. "Il motivo per cui amo l’azione è che non devi pensare troppo. Si tratta semplicemente di stare nel proprio corpo", spiega.
È proprio da questa sensazione che il racconto si sposta dal set alla sua esperienza personale, fino a una scelta che l’attrice ha deciso di condividere pubblicamente: "A dicembre mi sono sottoposta a un intervento chirurgico ai genitali: è stato fantastico e ne sono entusiasta", racconta, senza nascondere la soddisfazione per la decisione presa. Nell’intervista ripercorre anche il modo in cui è cambiato il suo sguardo su se stessa: per anni ha cercato di abbracciare una visione più aperta della propria identità di genere, provando a sentirsi a proprio agio nel corpo che aveva. Con il tempo, però, ha capito che quella prospettiva non corrispondeva del tutto a come desiderava vivere. "Sono una donna", afferma, restituendo il senso di una consapevolezza che oggi sente più definita. Il suo racconto restituisce così il senso di una scelta personale, maturata nel tempo insieme al modo in cui è cambiato il suo rapporto con se stessa.

Oltre le etichette, il desiderio di scegliere come raccontarsi
Nel 2024, in un’intervista a GQ, Schafer aveva spiegato di non voler essere identificata esclusivamente come "attrice transgender". Dopo essersi impegnata per costruire la propria carriera, sentiva il bisogno di essere riconosciuta anche per il suo lavoro, senza che la sua identità diventasse il filtro attraverso cui leggere ogni aspetto della sua vita professionale. Aveva raccontato di aver ricevuto numerose proposte per interpretare personaggi trans, ma di non voler essere ricondotta sempre allo stesso tipo di ruolo. Questo, però, non significa che voglia rinunciare a interpretare personaggi transgender, anzi sogna una commedia romantica con una protagonista trans per mostrare come possa vivere una storia d’amore e le stesse complicazioni sentimentali di qualsiasi altra persona, senza che la sua identità debba necessariamente diventare il tema principale della trama.
La causa dei bagni pubblici e il sesso sul passaporto
Prima che Hunter Schafer diventasse una delle attrici più riconoscibili della sua generazione grazie al ruolo di Jules in Euphoria, a 14 anni ha iniziato il proprio percorso di transizione. Poi, a 17 anni, ha portato la propria esperienza personale all’interno di una battaglia legale che riguardava i diritti delle persone transgender unendosi alla causa legale contro la "bathroom bill" della Carolina del Nord, la legge che imponeva di utilizzare i bagni pubblici in base al sesso indicato sul certificato di nascita, diventando la più giovane a prendervi parte. La sua esposizione pubblica non è stata quindi soltanto una conseguenza della notorietà conquistata a Hollywood: per anni il suo volto è stato associato a battaglie politiche, questioni di rappresentazione e discussioni sulla visibilità delle persone trans, spesso prima ancora che il pubblico avesse modo di conoscerla come attrice.
Quasi nove anni dopo, nel febbraio 2025, si è trovata a raccontare un episodio diverso, ma legato ancora al riconoscimento della propria identità. Dopo che le era stato rubato il passaporto mentre si trovava in Spagna, l’attrice ha raccontato sui social di aver ricevuto un nuovo documento statunitense con l’indicazione del sesso maschile, nonostante nella richiesta avesse indicato quello femminile, in base alle nuove disposizioni introdotte dall’amministrazione Trump, che imponevano di indicare sui documenti federali il sesso assegnato alla nascita. In un video pubblicato sui social, aveva spiegato che quella dicitura non cambiava in alcun modo chi fosse, ma poteva crearle difficoltà pratiche, soprattutto durante i viaggi internazionali.

La somiglianza con Alex Consani diventata virale
Il nome di Hunter Schafer è stato spesso accostato a quello di Alex Consani, al punto che sui social le due vengono spesso scambiate l’una per l’altra. Entrambe bionde, con lineamenti affilati e una fisicità slanciata, hanno finito per alimentare una sorta di meme collettivo sulla loro somiglianza. Nei commenti ai video di Consani, c’è chi la saluta scherzosamente come Jules, il personaggio di Euphoria interpretato da Schafer, mentre altri ironizzano sulla possibilità che una possa sostituire l’altra sul set. Al di là della somiglianza fisica, le due hanno costruito percorsi professionali diversi, diventando entrambe figure riconoscibili della cultura pop contemporanea. Schafer, che prima di approdare alla recitazione aveva lavorato come modella, ha raggiunto il grande pubblico con Euphoria, contribuendo a portare sullo schermo un personaggio transgender complesso, con una vita sentimentale, desideri e contraddizioni che non si esauriscono nella sua identità. Consani ha invece conquistato soprattutto il mondo della moda, dove ha iniziato a lavorare a 12 anni e ha raggiunto un traguardo storico nel 2024, diventando la prima donna transgender a vincere il premio Model of the Year ai Fashion Awards.