Processo Codegoni contro Basciano: “La pena può arrivare a 6 anni”, tra i testimoni anche Giulia Salemi
Il 16 ottobre, Alessandro Basciano è stato rinviato a giudizio con l'accusa di atti persecutori nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni. Un'indagine coordinata dalla Procura di Milano e che si sposta ora nelle aule di tribunale, con la prima udienza fissata a gennaio.
A rompere il silenzio all'indomani della decisione del gup è l'avvocato Leonardo D'Erasmo, legale di Basciano, che in quest'intervista a Fanpage.it fa il punto della situazione: dalla scelta di rinunciare al rito abbreviato fino al nodo su alcune testimonianze depositate dall'accusa. Tra queste, c'è quella di Giulia Salemi, le cui parole smentirebbero in parte la querela di Codegoni.
Vi aspettavate il rinvio a giudizio?
Sì, me l'aspettavo e l'avevo anche detto a Basciano. Non ho mai visto dare un "non luogo a procedere" per reati da Codice Rosso. Il giudice Pasquinelli ci ha spiegato che, alla luce del fascicolo, non poteva decidere diversamente senza aver sentito i testimoni e le persone coinvolte, cioè il mio assistito e Sophie Codegoni.
Avete scartato la strada del rito abbreviato. Perché?
Lo abbiamo valutato e poi abbiamo deciso di non procedere. Oggi l'abbreviato è diventato una sorta di ammissione di colpevolezza. Non è quello che prevede il Codice, ma nella pratica si fa l'abbreviato quando vi vuole ottenere lo sconto di un terzo sulla pena, sperando magari in un giudice magnanimo che parte dal minimo, così da prendere una pena sospesa ed evitare il carcere. Per un personaggio pubblico come Alessandro, anche una condanna minima verrebbe vissuta come una sconfitta mediatica irreparabile.
A proposito del clamore mediatico, secondo lei, il giudice ha tenuto conto della notorietà delle due parti?
La gup ci ha detto chiaramente che per lei le parti sono uguali a tutti gli altri cittadini, che non le interessa chi sono i soggetti o cosa fanno nella vita. Però, nella pratica, l'influenza mediatica esiste e condiziona. Come fai a giustificare dopo due anni tra misure cautelari, articoli e trasmissioni tv, un non luogo a procedere senza neanche celebrare il processo? Sarebbe un'ammissione implicita che tutto il castello accusatorio era infondato. E non dimentichiamo che lo stalking è procedibile d'ufficio: anche se Codegoni volesse ritirare la querela, non potrebbe farlo.
Il processo comincerà a gennaio. Quali sono le sue previsioni?
Il finale non è affatto scontato. Basti pensare al fatto che nelle SIT (sommarie informazioni testimoniali, ndr) depositate dall'accusa, alcuni testimoni indicati dalla difesa di Codegoni dicono tutt'altro rispetto al quadro accusatorio.
Ad esempio?
Il caso di Giulia Salemi. Era presente a una cena in cui Sophie Codegoni ha dichiarato di essersi sentita minacciata dal mio assistito, ma a verbale ha riferito di non averla vista piangere quella sera, smentendo quanto sostenuto in querela. È solo uno spunto, ma di fronte a elementi del genere abbiamo ritenuto doveroso approfondire tutto in dibattimento.
Quali sono i rapporti attuali tra i due?
Per la gestione della bambina c'è un provvedimento del Tribunale di Famiglia di Milano, regolamentato dal giudice Gennari, che stabilisce che lui possa vedere la figlia tre volte a settimana. Per ragioni di opportunità e per evitare strumentalizzazioni, solitamente evitano di incontrarsi direttamente, magari avvalendosi di una tata per lo scambio. Questo perché in passato, quando si videro a dicembre per le feste e furono fotografati, si scatenarono polemiche ingiuste.
Vivono ancora a poche centinaia di metri di distanza l'uno dall'altra?
Basciano ha cambiato casa e zona a Milano circa un mese dopo che lei si è trasferita, dimostrando ulteriormente di voler evitare contatti indesiderati.
Quali sono i prossimi passi sul fronte del processo?
Il 20 gennaio è fissata la prima udienza, ma io sarò impegnato a Como per la discussione di un caso di violenza sessuale. Ho già comunicato che depositerò un'istanza di legittimo impedimento per chiedere il rinvio.
Nel caso peggiore, parlando di ipotesi di condanna, cosa rischia concretamente il suo assistito?
Credo fermamente che verrà assolto e che la giustizia farà il suo corso. Ad ogni modo, per reati di questo tipo la pena base parte da 1 anno e può arrivare fino a 6 anni e 6 mesi, tenendo conto dell'aumento previsto se il fatto è commesso nei confronti di una persona legata da una relazione affettiva. Tuttavia, nella pratica giudiziaria, per casi simili si arriva solitamente a una via di mezzo. Noi puntiamo a discutere il processo nel merito, forti dei nostri elementi e dei tre gradi di giudizio.