Processo Sangiuliano-Boccia: sì alle telecamere di “Un giorno in pretura”, ma solo dopo la sentenza
Il processo che vede contrapposti l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia e l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano aprirà le porte alle telecamere televisive, nonostante le contrarietà avanzate dalla difesa dell'ex ministro. Lo ha stabilito il giudice monocratico di Roma con un'ordinanza depositata nell'ambito del procedimento in cui la Boccia è imputata per stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata.
L'esclusiva a "Un giorno in pretura"
Il tribunale ha autorizzato le riprese audiovisive esclusivamente per la storica trasmissione di Rai 3 "Un giorno in pretura", respingendo al contempo le istanze presentate da altre testate e programmi, tra cui Le Iene e Radio Radicale. La scelta è legata alle modalità di messa in onda: le telecamere della Rai diffonderanno le immagini delle udienze soltanto a processo concluso, ossia dopo la lettura del dispositivo di sentenza.
Nelle motivazioni, il giudice chiarisce che l'obiettivo primario è contemperare il diritto di cronaca con la tutela del regolare svolgimento del dibattimento e la genuinità della prova. Poiché "Un giorno in pretura" è stata l'unica testata a garantire la trasmissione differita a fine processo, è stata ritenuta l'unica in grado di non condizionare l'andamento delle udienze e la decisione finale.
Respinta richiesta porte chiuse, resta no a riprese di volti senza consenso
Decisioni rilevanti riguardano anche le prossime udienze, che vedranno le deposizioni in aula delle parti offese: Gennaro Sangiuliano e la moglie. I legali dell'ex ministro avevano sollecitato lo svolgimento dell'esame a porte chiuse, ma il giudice ha rigettato la richiesta spiegando che la vicenda non rientra nelle casistiche specifiche previste dall'articolo 472 del Codice di procedura penale.
Tuttavia, il tribunale ha garantito il pieno rispetto della privacy delle persone coinvolte: in assenza del consenso esplicito, sarà vietato riprendere i volti di parti, testimoni, periti, consulenti e di qualunque altro soggetto presente in aula durante il dibattimento.