Le proposte fatte dalla Rai a Ranucci dovranno essere vagliate: “Se incongruenti potrebbe avere un nuovo programma”

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Dopo il mancato reintegro di Ranucci alla conduzione di Report, la giudice del lavoro dovrà esprimersi nel merito del ricorso avanzato dal giornalista contro la Rai. L’azienda, infatti, potrebbe dover rispondere dell’incongruenza delle proposte fatte all’ex conduttore.

Il mancato reintegro di Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report, come da lui richiesto nel ricorso contro la Rai, mette un primo punto tra l'azienda e il giornalista, ma il giudice del lavoro del Tribunale di Roma che si sta occupando della questione dovrà poi esprimere un giudizio nel merito. Bocciata, quindi, l'urgenza che avrebbe consentito all'ex conduttore di Report di riprenderne il timone il prossimo 8 novembre, ma c'è un altro nodo da sciogliere, ovvero quello della congruenza delle proposte fatte dall'azienda in sostituzione dello storico programma d'inchiesta di Rai3.

La possibile incongruenza delle proposte fatte dalla Rai a Sigfrido Ranucci

Come riportato dal Corriere, il primo ad esprimersi, con una certa soddisfazione per la decisione presa dalla giudice Donatella Casari, è stato il Direttore dell'approfondimento Rai Paolo Corsini, che ha dichiarato: "Contento io? Certo ma di aver fatto la cosa giusta, come mi è stato riconosciuto". È stato lui, infatti, a gestire l'intera strategia aziendale, certamente di concerto con l'ad Giampaolo Rossi, ma che è apparso meno presente del solito sulla questione. La decisione presa dal Tribunale di Roma, quindi, rende impossibile il reintegro immediato di Ranucci che cede ufficialmente la conduzione di Report a Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, i cui volti già compaiono nei primi promo trasmessi in tv. Ma, in realtà, c'è ancora un nodo da sciogliere che riguarda la congruenza tra la trasmissione che, di fatto, Ranucci ha perso e le offerte che gli sono state fatte dalla Rai in alternativa: la corrispondenza dal Cairo o il ruolo di capoinchiesta al Tg3 o RaiNews24. Qualora dovessero essere ritenute incongruenti, l'azienda dovrebbe pensare a una nuova soluzione, sempre che non sia la giudice a determinare che al giornalista sia data un'altra prima serata. Ipotesi che sarebbe stata commentata con un secco: "Ma non avrebbe più la sua squadra" 

Il sentire della "nuova" squadra di Report

E, a proposito di squadra, i reduci di Report sottolineano: "Nessuno di noi ha mai sfiduciato Sigfrido, né ha mai chiesto la sua rimozione", quasi a voler correggere quanto detto nell'ordinanza con la quale è stato negato il reintegro in trasmissione, dove il "malessere della redazione" sembrava essere preminente. I giornalisti che continuano a formare la squadra di Report si ritrovano nelle parole di Claudia Di Pasquale, futura conduttrice, che sul palco del Festival Rumore di Fanpage dice: "Non ha vinto nessuno: abbiamo perso tutti. Perché noi ci troveremo comunque con l’esigenza di dover essere credibili, liberi, più indipendenti di prima". 
Il balletto attorno alla conduzione della trasmissione di inchiesta ha procurato diversi malcontenti, dall'addio costretto di Giulia Presutti, al risentimento dello stesso Ranucci che non voleva essere affiancato da Giorgio Mottola e Giulio Valesini in veste di co-autori, come secondo il Corriere è stato lo stesso Mottola a dimostrare. La Rai, invece, aveva scelto solo Valesini come co-autore insieme a Bernardo Ioevene, allontanando Mottola che, a conti fatti, era considerato un po' il successore di Sigfrido. Un malcontento diffuso, quindi, che però deve lasciare spazio alla necessità di mettere in piedi un programma diverso, dove i conduttori pare non siano così centrali come lo era Ranucci, e dove le inchieste possano parlare per i giornalisti e per quel "metodo Report" che ha reso questa trasmissione uno dei baluardi della libera informazione in Italia. Lo ricorda anche Paolo Mondani, uno degli storici inviati, che dal palco della manifestazione Antimafia Duemila "Contro la censura di Stato" ha chiuso il suo intervento rivolgendosi ai suoi colleghi: "Voglio dire loro che ce la faremo". 

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