Esther McGregor ed Emilio Sakraya saranno Violet e Xaden nella serie Fourth Wing, ma non tutti i fan sono d’accordo
I draghi di Fourth Wing non hanno ancora spiccato il volo su Prime Video, ma sui social è già cominciata la battaglia sul casting. Al centro del dibattito ci sono Esther McGregor, figlia di Ewan McGregor, ed Emilio Sakraya, che secondo Deadline, sulla base di fonti vicine alla produzione, sarebbero stati scelti per interpretare Violet Sorrengail e Xaden Riorson nell'adattamento del bestseller romantasy di Rebecca Yarros. Una parte dei fan fatica a riconoscere nei due attori i protagonisti che ha amato sulla pagina, mentre altri dubitano che un interprete in carne e ossa possa eguagliare il fascino quasi sovrumano di Xaden, tanto da preferire l'idea di una serie animata.
È una dinamica sempre più frequente negli adattamenti di libri amatissimi: con BookTok, la sotto-comunità di TikTok interamente dedicata ai libri, la lettura è diventata anche un'esperienza collettiva, fatta di teorie, confronti e fancast che assegnano un volto ai personaggi prima ancora che venga annunciata una trasposizione. Quando arriva il casting ufficiale, però, quei volti immaginati diventano un termine di paragone spesso difficile da superare.
Di cosa parla Fourth Wing, il romantasy che ha conquistato BookTok
Pubblicato nel 2023, Fourth Wing è il primo romanzo della saga The Empyrean di Rebecca Yarros, una delle serie romantasy più popolari degli ultimi anni. Il genere mescola fantasy e romance, combinando mondi immaginari, poteri magici, pericoli e relazioni sentimentali. In questo caso, all'attrazione tra i protagonisti si aggiungono draghi, rivalità militari, segreti politici e una scuola in cui sopravvivere è tutt'altro che scontato. Violet, ventenne e figlia di una potente generale, avrebbe voluto diventare una scriba, dedicandosi ai libri e allo studio. Sua madre, però, la costringe a entrare nel Riders Quadrant del Basgiath War College, dove i cadetti vengono addestrati per diventare cavalieri dei draghi. Per lei, questa scelta si rivela particolarmente rischiosa: Violet convive con una condizione cronica che rende il suo corpo fragile, le provoca dolori fisici e rende le sue articolazioni instabili, esponendola al rischio di lussazioni e fratture. Affrontare un addestramento fatto di combattimenti, prove estenuanti e creature capaci di uccidere chiunque ritengano indegno diventa così una sfida quotidiana. Per resistere, deve imparare a sfruttare la propria intelligenza, la rapidità di pensiero e la capacità di individuare soluzioni alternative alla forza fisica.
La condizione di Violet non viene identificata esplicitamente con una diagnosi nella saga, ma Rebecca Yarros ha raccontato di essersi ispirata alla propria esperienza con la sindrome di Ehlers-Danlos, una patologia che interessa il tessuto connettivo e può provocare dolore cronico e ipermobilità articolare. Attraverso la protagonista, l'autrice ha voluto raccontare le difficoltà di chi convive con una malattia cronica, mostrando che è possibile trovare la propria strada anche quando il corpo impone dei limiti. È nel Basgiath War College che Violet incontra Xaden Riorson, ccomandante della Quarta Ala, con cui nasce un rapporto complicato anche dal passato conflittuale tra le loro famiglie. Tra diffidenza e scontri prende forma il classico trope "enemies to lovers", uno dei più amati dal pubblico del romantasy, in cui l'ostilità iniziale lascia gradualmente spazio all'attrazione e ai sentimenti. Una dinamica che, insieme ai draghi e agli intrighi del mondo fantasy creato da Yarros, ha contribuito al successo della saga.
Perché Esther McGregor divide i fan
Il primo fronte della polemica riguarda il cosiddetto fenomeno dei "nepo baby", espressione con cui si indicano i figli di personaggi famosi che intraprendono una carriera nello stesso ambiente dei genitori. Esther McGregor, 24 anni, è infatti figlia dell'attore scozzese Ewan McGregor e della scenografa Eve Mavrakis. Su Reddit e TikTok, una parte dei lettori considera la sua eventuale scelta come l'ennesimo esempio di quanto il cognome possa pesare nelle opportunità professionali a Hollywood, arrivando a chiedersi se la produzione abbia davvero puntato sull'interprete più adatta. Le reazioni, però, non sono tutte dello stesso segno: alcuni lettori ricordano il lavoro di McGregor in We Were Liars, la serie Prime Video in cui ha recitato nel 2025, e si dicono fiduciosi nelle sue capacità, mentre altri ritengono che il giudizio sia prematuro e che la scelta di un'attrice debba essere valutata soprattutto sulla base della prova sul set.
Anche l'aspetto fisico è entrato nella discussione, soprattutto per alcuni tratti distintivi di Violet Sorrengail. Nel romanzo, la protagonista ha vent'anni, è minuta e fisicamente fragile, con i capelli castani alle radici che sfumano gradualmente nell'argento. Un dettaglio diventato parte integrante dell'immagine che i lettori si sono costruiti di lei e che, inevitabilmente, torna nel confronto con Esther McGregor. Sui capelli, però, i dubbi sembrano meno insormontabili: diversi fan invitano ad aspettare di vedere l'attrice nei panni di Violet, ricordando che una parrucca e il lavoro di trucco e costumi potrebbero trasformarne l'aspetto. Anche l'altezza è stata oggetto di commenti, con alcuni utenti convinti che McGregor sia troppo alta per interpretare il personaggio.
Emilio Sakraya ha 30 anni, Xaden Riorson 23
Le polemiche non risparmiano Emilio Sakraya, scelto per interpretare Xaden Riorson, il protagonista maschile della saga. L'attore tedesco ha 30 anni, mentre nel romanzo Xaden ne ha 23. Una differenza d'età di sette anni che ha spinto alcuni lettori a chiedersi se Sakraya sia adatto a interpretare un personaggio così giovane, anche considerando che un eventuale adattamento destinato a svilupparsi su più stagioni potrebbe richiedere parecchio tempo. L'età, però, non è l'unico aspetto discusso. In alcune conversazioni su Reddit, diversi fan sostengono che Sakraya sia bello, ma non abbia la cosiddetta "Xaden energy", quell'insieme di carisma, intensità e pericolosità che rende il personaggio irresistibile per il pubblico del romantasy.
Il punto è che Xaden appartiene a una categoria di protagonisti maschili particolarmente difficile da rendere sullo schermo. Oscuro, potente, minaccioso e allo stesso tempo profondamente legato a Violet, è il classico "shadow daddy", uno degli archetipi più popolari del romantasy. La sua attrattiva dipende anche dalla prospettiva della protagonista, dal modo in cui lei lo percepisce e dalla tensione che accompagna ogni incontro tra i due. È per questo che alcuni fan ritengono quasi impossibile trovare un interprete capace di soddisfare le aspettative di tutti: per una parte del pubblico, nessun attore potrà mai corrispondere del tutto alla versione di Xaden costruita nella propria immaginazione.
C'è chi avrebbe preferito una serie animata: il limite dei fancast
Tra le reazioni più interessanti emerse sui social c'è anche chi considera gli adattamenti in live action una possibile delusione annunciata. Quando un protagonista maschile viene descritto come straordinariamente bello e dotato di un fascino quasi sovrumano, infatti, la fantasia del lettore può diventare impossibile da riprodurre con un interprete reale. Molti fan sostengono che nessun attore potrebbe essere davvero all'altezza delle loro aspettative e che, per questo, un film o una serie d'animazione avrebbero permesso maggiore libertà nel rappresentare i personaggi. Un'opinione che porta il dibattito oltre la scelta dei singoli interpreti e mette in discussione il passaggio stesso dalla pagina allo schermo. Il fenomeno è legato al fancasting, la pratica con cui i lettori scelgono autonomamente gli attori che vorrebbero vedere nei panni dei personaggi. Su BookTok, queste fantasie prendono forma attraverso montaggi, fan art e confronti tra attori e descrizioni letterarie. Alcuni volti diventano così popolari da trasformarsi in una sorta di cast ideale condiviso, anche quando non esiste alcun legame con le scelte della produzione e, quando viene annunciata una decisione diversa, la reazione può essere di delusione prima ancora che l'interprete abbia avuto la possibilità di dimostrare il proprio valore sullo schermo. Si crea, così, un confronto tra l'attore reale e una figura ideale che ciascun lettore ha costruito a modo suo, con caratteristiche fisiche e sfumature caratteriali soggettive, che possono variare da persona a persona.
Da It Ends With Us a Fourth Wing, il casting diventa una battaglia social
Il caso di Fourth Wing ricorda quanto accaduto nel 2023 con It Ends With Us, il film tratto dal romanzo di Colleen Hoover. Quando Blake Lively fu scelta per interpretare Lily Bloom, una parte dei lettori contestò la decisione attraverso l'hashtag #NotMyLily. Tra le obiezioni c'era soprattutto la differenza d'età tra l'attrice, allora 35enne, e il personaggio, che nel libro ha 23 anni. Le polemiche si intensificarono con la diffusione delle prime immagini dal set, quando diversi fan criticarono anche gli abiti scelti per l'attrice, giudicandoli poco fedeli all'immagine della protagonista descritta nel romanzo.
A intervenire fu la stessa Hoover, che difese la scelta di "invecchiare" i personaggi per l'adattamento, ammettendo di aver commesso lei stessa un errore nel libro l'autrice spiegò di averli inizialmente immaginati più giovani perché, quando scrisse la storia, il genere new adult privilegiava protagonisti in età universitaria. C'era però un problema: Ryle, l'uomo di cui Lily si innamora, è un neurochirurgo, una professione che richiede molti anni di studio e formazione. "Non sapevo che dovessero studiare così a lungo", spiegò Hoover, riconoscendo che l'età dei personaggi andava rivista per rendere più credibile la storia sullo schermo. Con Fourth Wing la discussione si ripropone all'interno di una comunità che ha trascorso anni e anni a costruire i propri fancast, immaginando i volti dei personaggi e confrontando ogni possibile alternativa. Esther McGregor dovrà fare i conti con le critiche legate al suo cognome, Emilio Sakraya con le discussioni sull'età e sul fascino di Xaden, ma c'è anche chi invita a guardare oltre: "La cosa più importante, secondo me, è che tra gli attori ci sia chimica. Per il resto, non mi importa granché", scrive un utente in una discussione su Reddit. Ed è forse proprio qui che si giocherà la partita, perché dare un volto a Xaden è una cosa, riuscire a far innamorare di lui anche chi ne ha già uno ben preciso in testa è tutta un'altra storia.