Ali Asgari non può arrivare in Italia, volo cancellato per le tensioni in Iran: “Irraggiungibile da diversi giorni”

Volo cancellato da Teheran per il regista iraniano Ali Asgari, che oggi era atteso in Italia per la promozione del film Divine Comedy. "Nella drammatica situazione in corso in Iran, il governo degli ayatollah ha anche bloccato internet e le linee telefoniche, per cui Asgari risulta irraggiungibile da diversi giorni", riferiscono i referenti italiani.
Asgari ha fatto sapere a un coproduttore di stare bene e di essere in salute. Regista dissidente e critico del regime, autore di film girati in patria illegalmente, già in passato, per la promozione di Kafka a Teheran, gli era stato impedito di recarsi in Italia per la sospensione del passaporto. Le società Teodora Film e Zoe Films, che ha coprodotto il film per l'Italia, hanno espresso piena solidarietà a lui e al popolo iraniano, che si trova a dover fronteggiare una situazione di alta tensione in questi giorni di proteste.

Nonostante l’assenza del regista, le anteprime e le proiezioni speciali restano confermate: martedì 13 a Bologna al Modernissimo, con la presentazione dei coproduttori italiani; mercoledì 14 a Roma al Nuovo Sacher con Nanni Moretti e l’attivista italo-iraniana Shervin Haravi; e nei giorni successivi, precisamente giovedì 15, data di uscita di Divine Comedy, a CasaCinema di Napoli e all'Astra di Firenze, dove interverrà ancora Haravi. Si auspica che il ripristino delle comunicazioni permetta ad Asgari di collegarsi a distanza con il pubblico, riuscendo così a portare la sua testimonianza.
Divine Comedy si era già distinto alla Mostra del cinema di Venezia per il sapiente uso dell'umorismo contro l'orrore del regime iraniano misto alla satira contro l'integralismo religioso, una comicità spesso accostata a quella di Woody Allen e Nanni Moretti. Al centro della trama, la censura a cui è sottoposto il protagonista, un cineasta quarantenne le cui opere sono state perennemente rimbalzate dal governo iraniano. "L'umorismo del film", ha spiegato Asgari, "nasce in gran parte dall'assurdità dell'oppressione stessa. I rigidi e complicati processi di censura e di controllo statale diventano così illogici da crollare sotto le loro stesse contraddizioni". La conclusione del suo intervento oggi sembra arrivare profetica: "L'atto stesso di realizzare questo film è un'estensione dei suoi temi: è un'affermazione che la verità, anche quando messa a tacere, trova la sua strada". Sempre si riattivino le comunicazioni.