A Gerry Scotti la Laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione: “Un rapporto autentico costruito col pubblico”

Gerry Scotti è da anni uno dei volti più amati della televisione, ed è forse per questa corrispondenza con il suo pubblico, che il conduttore ha ricevuto un importante riconoscimento: la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione conferita dall'Università dell'Insubria a Varese. Un momento emozionante al quale ha presenziato anche Anna Maria Bernini, ministra dell'Università e della Ricerca.
Le motivazioni del riconoscimento e il discorso di Gerry Scotti
È la rettrice dell'università dell'Insubria a rendere nota la motivazione che accompagna la proclamazione del noto volto di Canale 5 dicendo: "Gerry Scotti ha saputo costruire con il suo pubblico un rapporto autentico e di fiducia, una postura comunicativa che pur evolvendosi nel tempo non ha mai perso il suo tratto identificativo". A commentare con una vera e propria lectio magistralis il riconoscimento è proprio Scotti che inizia l'incontro manifestando il suo stato d'animo: "L'importanza del momento, la sacralità e il rispetto che questa istituzione prevede fanno sì che io sia emozionato come per quella laurea che non ho preso quarant'anni fa. L'emozione, però, è la stessa". Prima ancora di quei quarant'anni fa in cui avrebbe potuto portare a termine il percorso di laurea, Scotti ha raccontato di come l'essere nato non in città sia stato per lui significativo:
Ho avuto la fortuna di nascere in un piccolo paesino di provincia Camporinaldo. Dovete andare fieri se venite da una piccola provincia. La provincia ha i cieli più grandi, i modi di dire, i proverbi.
Da quella provincia è però andato via per seguire un sogno, che lo ha portato nel mondo della radio e della pubblicità: "il linguaggio che ho imparato in quei quattro anni è stato come frequentare un altro corso universitario e, con la televisione commerciale, ho avuto la possibilità di mettere in pratica quel linguaggio e di cambiarlo nel corso di quattro decenni". Parlando, poi, di come negli anni sia sempre rimasto fedele a sé stesso e al suo modo di approcciarsi al pubblico, nonostante i cambiamenti dice.
Sono cambiate tante cose, da come sono fatti i giornali a come facciamo televisione. È davvero come prendere uno dalla preistoria e portarlo in un'epoca molto più evoluta. Ci vuole fortuna, probabilmente. Ma soprattutto non sentirsi mai paghi, mai arrivati, mai dottori o professori. Bisogna stare sempre dall'altra parte, essere sempre studenti.