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Vincenzo Mollica e la cecità: “Giornate nere in cui non ci vedo, ma ho un sorriso d’emergenza in tasca”

Ospite della puntata di Che tempo che fa, trasmessa domenica 5 novembre, Vincenzo Mollica ha ripercorso gli aneddoti più divertenti della sua carriera e ha ricevuto le sorprese di Roberto Benigni e Fiorello.
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A cura di Daniela Seclì
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Vincenzo Mollica è stato ospite della puntata di Che tempo che fa trasmessa domenica 5 novembre. Il giornalista è stato accolto in studio con un lungo applauso. Oggi ha 70 anni e, intervistato da Fabio Fazio, ha raccontato alcuni aneddoti divertenti della sua luminosa carriera. Inoltre, ha parlato della cecità: "Come sto? Diciamo che mi arrangio". Si autodefinisce: "Cronista impressionista e impressionabile" e a Fazio ha spiegato:

Praticamente siamo a uno stadio che precede il rincog**onimento. Impressionista perché mi sono sempre piaciuti i pittori impressionisti. Impressionabile perché se non lo sei non puoi fare il giornalista, se non ti scuote un'emozione per quello che vedi. Tre cose mi sono state utili in questo mestiere: la curiosità, la passione e la fatica. Vorrei diventare come Mr. Magoo, il cartone animato che non vedeva niente e affrontava tutti i pericoli con una leggerezza assoluta. Io vorrei avere la luce dentro di me che aveva Mr. Magoo. Quando ci sono le giornate nere, basta avere un sorriso in tasca e io quel sorriso cerco di averlo sempre. Anche in queste giornate in cui non ci vedo, un sorriso di emergenza bisogna averlo. La memoria restituisce cose fantastiche.

Vincenzo Mollica a Che tempo che fa, l'intervista rilasciata a Fabio Fazio

Nel corso dell'intervista rilasciata a Fabio Fazio, Vincenzo Mollica ha ricordato Andrea Camilleri. Di lui ha detto: "Con Camilleri ho condiviso questo avvio verso la cecità. A un certo punto, un giorno mi disse, quando stavamo perdendo la vista tutti e due: "Vincenzino vieni che ti voglio abbracciare" e io "Andrea se ci incontriamo" (ride, ndr)". E ha continuato:

Mi disse che quando avrei perso la vista – lui l'aveva persa qualche tempo prima – i sogni sarebbero diventati più vividi. I colori sarebbero diventati più nitidi. Prima di dormire lui non contava le pecorelle, si ripassava i quadri. Mi disse che dopo aver perso la vista, tutti gli altri sensi tornavano in soccorso: "Io che non avevo più gusto e olfatto, mi è tornato il gusto e riconosco il sapore della pasta ‘ncasciata".

L'amore per la moglie Rosa Maria

Vincenzo Mollica ha condiviso con gli spettatori come è nato quell'amore lungo 50 anni con Rosa Maria: "Sono debitore a Gaber. Quest'anno ho fatto 70 anni di vita, sono 50 anni che sto con mia moglie Rosa Maria e lo devo a Giorgio Gaber. Io avevo un vespino arancione, studiavo alla Cattolica dove studiava lei. Una sera c'era uno spettacolo di Gaber, ci andai con Rosa Maria e galeotto fu quel concerto. Ci siamo innamorati e da allora per 50 anni, non ci siamo più lasciati. Quando ho intervistato Giorgio gliel'ho detto: "Io e Rosa Maria ci siamo innamorati grazie alla passione per le tue canzoni". E Giorgio mi ha detto: "Si vede che sono servite a qualcosa".

La sorpresa di Roberto Benigni

Fabio Fazio ha preparato una sorpresa per Vincenzo Mollica: un videomessaggio da parte di Roberto Benigni. Il regista e attore ha raccontato il giornalista con parole colme di affetto e stima:

Ciao Vincenzo, che gioia essere qui con te. Sono Robertino. Ma lo sapete chi è Vincenzo Mollica? È una cosa eccezionale, una delle persone più divertenti, sensibili, quante volte l'ho strapazzato facendo le interviste, perché non si può resistere. Bisogna toccarlo, amarlo, sentirlo. È stato il giornalista più intelligente e affettuoso che io abbia conosciuto nella mia vita.

Roberto Benigni ha spiegato che in tutte le tappe più importanti della sua carriera, l'unico giornalista a cui ha rilasciato l'intervista è stato Vincenzo Mollica: "Lui non faceva delle critiche, parlava dei film, degli spettacoli, dei fumetti sempre bene. Sapete perché? Non perché fosse un lusingatore, ma perché lui ha scelto di parlare solo di ciò che ama. E io ho voluto fare come lui. Ho voluto parlare solo delle cose che amo e in questo momento, infatti, ho voluto parlare di te Vincenzo Mollica". Il giornalista ha apprezzato molto la sorpresa:

Grazie Roberto, grazie sono commosso. Un poeta della comicità e della vita. Ho avuto la fortuna di fare un'intervista con lui, forse la più bella della mia vita insieme a quella di Celentano. Ce l'avevo sulle spalle.

Il messaggio di Fiorello

Anche Fiorello ha voluto fare una sorpresa a Vincenzo Mollica. Gli ha inviato un videomessaggio, che ha avuto inizio in modo esilarante: "Chi vi parla è autorizzato dal comitato di redazione perché, come sapete, noi della Rai non possiamo andare sul Nove, soprattutto sui programmi condotti da Fabio Fazio. Per poter comunicare con voi, abbiamo creato un Fiorello con l'intelligenza artificiale che ci tutela da eventuali azioni legali". Dopo aver detto a Vincenzo Mollica che gli vuole bene in tutte le lingue, ha concluso: "Sto sul Nove da 30 secondi e mi è già arrivato un bonifico, siete fortissimi". Fabio Fazio di rimando: "Fiore vieni, ci sono i dobloni pronti, ti aspettiamo".

Vincenzo Mollica e gli aneddoti più divertenti della sua carriera

Vincenzo Mollica porterà in scena il dietro le quinte della sua carriera con il monologo "L'arte di non vedere". Il giornalista ha spiegato che, nonostante diversi editori gli abbiano chiesto di scrivere la sua biografia, ha preferito non farlo perché nota in molti la tendenza ad aggiustare i fatti e a non raccontare davvero il loro passato. Poi, ha raccontato alcuni aneddoti della sua carriera.

La prima cosa che ho fatto in televisione è stata un'intervista con il Dalai Lama, il direttore che mi assunse, Emilio Rossi, mi mandò agli esteri. Il Dalai Lama fu disponibile a rilasciarmi due battute, tornai tutto contento ma me lo tagliarono a un minuto e trenta, mandandolo in onda in piena notte.

E su Adriano Celentano: "Con Celentano un'intervista fatta a Sanremo, molto divertente. Gli facevo le domande e lui rispondeva con il silenzio, facendo delle facce che erano più belle delle risposte. La mandammo in onda al Tg1 delle 20 con grande piacere e soddisfazione". Poi, ha ricordato Mike Bongiorno: "Il mio primo ricordo televisivo è Mike Bongiorno. Era come vedere un astronauta, un signore che veniva da un altro pianeta, era come vedere di persona Clark Kent. Io ho sempre preferito Clark Kent a Superman e Mike assomigliava a lui, era la sublimazione della normalità". Mollica è anche tornato con la mente a quando Federico Fellini gli chiedeva di dargli una mano a scrivere delle lettere di scuse per non presentarsi a ritirare i premi:

Una zia l'abbiamo fatta ricoverare una cinquantina di volte. Mi ha insegnato a capire passaggi importanti della vita, a vedere ciò che avevo sotto gli occhi ma non vedevo, mi ha insegnato tante cose che mi accompagnano ancora adesso che non ci vedo.

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