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10 Ottobre 2022
13:05

Sofia Crisafulli: “A 18 anni mi dicevano che non potevo diventare madre, non ho mai voluto abortire”

Sofia Crisafulli ha raccontato a Fanpage.it la sua prima gravidanza e la nascita del figlio Thiago. Tiktoker da più di 1 milione di follower, 18 anni, è sempre rimasta attiva sui social nonostante le critiche per la sua giovanissima età: “Mi dicevano che a 18 anni non potevo diventare madre”.
A cura di Elisabetta Murina
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Sofia Crisafulli è diventata mamma per la prima volta del piccolo Thiago. Tiktoker, originaria di Milano, 18 anni (quasi 19), ha portato avanti la gravidanza rimanendo sempre attiva sui social e condividendo con il suo milione di follower le gioie e le difficoltà di essere "mamma 2.0". Tante le critiche ricevute in questi mesi per la scelta di tenere il bambino nonostante la giovanissima età. "Mi scrivevano che a 18 anni non potevo diventare mamma, che non avevo un lavoro per mantenere mio figlio", ha raccontato ospite nella redazione di Fanpage.it, ripercorrendo la sua storia, dalla scoperta del test positivo fino al momento del parto.

Come hai vissuto il periodo della gravidanza?

A livello fisico non mi ha spaventata assolutamente nulla perché sono sempre stata abbastanza a mio agio con il mio corpo e ai cambiamenti che stava subendo. A livello psicologico è stato un pò un problema, sono stata seguita da una psicologa perché ci sono state varie complicazioni. Durante la gravidanza ho sofferto di psoriasi per via dello stress che mi creavano le persone che avevo intorno. Poi ci sono state sicuramente tante paure, come quella di non essere adatta a essere mamma così giovane oppure quella di espormi sui social e sapere cosa ne pensasse la gente.

Il primo pensiero quando hai visto il test di gravidanza positivo?

Non me lo aspettavo minimamente, è stata una sorpresa assurda. In realtà non sapevo neanche di poter rimanere incinta perché molto spesso le ginecologhe mi dicevano che avevo l'ovaio micropolicistico, quindi non ero così fertile come pensavo.

“Come un test di gravidanza ha cambiato la mia vita”, hai scritto sulla copertina del tuo libro. Cioè?

Quel test di gravidanza mi ha messo un pò dei limiti, dei paletti e delle responsabilità che dovevo seguire per il bene di mio figlio. Mi ha aiutato tanto anche a crescere e adesso la mia vita è completamente l'opposto di quella che era prima. La vivo lo stesso come adolescente, ma semplicemente lo faccio accompagnata.

Durante la gravidanza sei sempre rimasta attiva sui social, perché questa scelta?

Io ho sempre mostrato la mia vita sui social, mi è sempre piaciuto parlare con i miei follower e condividere con loro tutto quello che faccio. Ho vissuto la gravidanza giorno per giorno e quindi volevo aggiornare costantemente le persone che mi seguivano. É stato un pò la mia distrazione, un modo per sfogarmi, oltre che il mio lavoro.

Hai mai pensato di star esagerando nel racconto?

L'ho pensato, forse, quando ho annunciato la gravidanza. In quel momento mi sono piombate addosso veramente tantissime critiche e mi sono detta: "magari dovrei raccontare qualcosa in meno, equilibrare quello che porto sui social". Leggere certi messaggi mi ha fatto molto male e sono finita in pronto soccorso per questo motivo. Poi però ho capito che la gente avrà sempre da parlare, qualsiasi cosa io faccia.

Che messaggi negativi ricevevi?

Mi scrivevano che a 18 anni non potevo diventare madre, che non avevo un lavoro per mantenere mio figlio, quando ho sempre lavorato e mi sono sempre mantenuta da sola, che mi sono rovinata la vita e stavo insieme al padre di mio figlio da troppo poco tempo. Ci sono state veramente tantissime critiche. Alcune volte cerco di ignorare i commenti, altre provo a rispondere tentando di far ragionare le persone. Poi mi rendo conto che alcune è meglio lasciarle nel loro fango.

Hai mai pensato di abortire?

Mai. Dal primo momento in cui ho visto il test di gravidanza positivo sapevo che non avrei mai abortito. É stata una mia scelta, non ho mai voluto piombare questa responsabilità addosso a nessuno, a mia mamma, a mio papà, ai miei amici, neanche al padre del bambino.

Che rapporto hai con i tuoi genitori?

Ho sempre avuto un rapporto bellissimo sia con mio papà che con mia mamma. Sin da quando ero piccola sono sempre stati dei genitori molto molto presenti, poi si sono separati e io ho cominciato a vivere un pò da una parte e un pò dall'altra. La loro separazione mi ha aiutato a crescere tanto e la gravidanza mi ha assolutamente avvicinato a entrambi.

Tuo figlio si chiama Thiago. Come mai hai scelto questo nome?

Thiago è un pò il diminutivo di Santiago, che in spagnolo significa Giacomo, che è il nome di mio fratello. Mi piaceva perché è un pò diverso dagli altri nomi.

Anche Chiara Nasti ha annunciato che chiamerà suo figlio Thiago. Ti ha infastidita? 

Assolutamente no. Non capisco per quale motivo avrebbe dovuto darmi fastidio, non è un nome che ho inventato io e non c'è motivo di dire che mi ha copiata. Sapevo già che Chiara avrebbe chiamato Thiago suo figlio, io e lei ci parliamo, è una persona carinissima e siamo proprio in buoni rapporti.

Hai scritto che tuo figlio ti "ha aiutato a superare quello che stavo passando”, cioè? 

Sapevo di dover badare totalmente a lui e questo mi ha aiutata a superare delle difficoltà che altrimenti non sarei riuscita ad affrontare.

Il momento del parto. Come lo hai vissuto?

È stato complicatino, pensavo che non sarebbe mai arrivato, lo vedevo sempre molto lontano. Mi dicevo: "Un giorno arriverà, non ho paura", poi quando è arrivato ho pensato "caspita". È stato travagliato.

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