video suggerito
video suggerito

Michele Maddaloni: “Dopo Amici guadagnavo 2500 euro a serata. Oggi lavoro in una concessionaria, non ballo più”

Michele Maddaloni, ex ballerino di Amici, racconta la sua storia su Fanpage.it: l’accusa di essere raccomandato da Maria De Filippi, i manager che lo sfruttavano per soldi, la relazione finita con Maria Zaffino. Oggi ha 44 anni, un nuovo lavoro e ha avuto un figlio dalla sua fidanzata.
A cura di Daniela Seclì
482 CONDIVISIONI
Michele Maddaloni dopo Amici: ha 44 anni, lavora in una concessionaria ed è diventato padre
Michele Maddaloni dopo Amici: ha 44 anni, lavora in una concessionaria ed è diventato padre

Michele Maddaloni era uno dei concorrenti più amati di Amici, trasmissione a cui partecipò nel 2002 – 2003 come ballerino. Era la seconda edizione del talent di Maria De Filippi, dunque quella in cui il programma cambiò il nome da Saranno famosi ad Amici. Si classificò secondo nel ballo, subito dopo Anbeta Toromani. L'edizione fu vinta da Giulia Ottonello. Assediato dalle fan, Michele Maddaloni finì al centro del gossip per la lunga relazione con la ballerina professionista Maria Zaffino. Oggi ha 44 anni e ha cambiato vita. È felicemente fidanzato, è diventato padre lo scorso anno. Lavorava in un autonoleggio, poi è stato licenziato proprio mentre aspettava il suo primo figlio. Dopo sei mesi di disoccupazione, ha trovato lavoro in una concessionaria. In un'intervista rilasciata a Fanpage.it ha raccontato la sua storia:

Ad Amici mi massacravano, dicevano che fossi raccomandato da Maria De Filippi. Guadagnavo fino a 2500 euro a serata. Gli agenti mi sfruttavano, per loro era solo una questione di soldi. Ho lasciato la TV perché mi aspettavo delle proposte dalla redazione, ma sono spariti tutti. Oggi ho cambiato vita, non ballo più. Lavoravo in un autonoleggio, ma mi hanno licenziato proprio mentre aspettavo il mio primo figlio. Adesso lavoro in una concessionaria. Ho una compagna e sono padre, siamo felici.

Fu Marcello Sacchetta a spronarti a fare il provino di Amici. Alla fine tu entrasti nella scuola e lui no.

Decidemmo di partecipare ai provini perché non avevamo niente da perdere. Frequentavamo la scuola del Teatro dell'Opera ed eravamo coinquilini. Quell'anno ad Amici avevano inserito anche il classico. Io non ero molto convinto, la televisione per un ballerino classico non era vista bene. Rischiavamo di subire dei pregiudizi. Adesso è diverso. Abbiamo fatto insieme tutte le fasi finali, ma al momento dell'assegnazione dei banchi lui non entrò.

Che ricordo serbi di quell'esperienza?

Era un turbinio di tante cose. Se devo essere sincero non mi rendevo conto di cosa stavo facendo. L'ho presa alla leggera, non avevo grandi aspettative o speranze. Pensavo: "Se non va bene, non importa. Vado avanti lo stesso".

Qual è stato il momento più difficile da gestire?

Verso la fine. Chiamarono tutti i finalisti e ci chiesero cosa volevamo fare. O si proseguiva facendo Buona Domenica o non c'erano alternative. Quindi mi sono trovato a un bivio. Ma durante tutto il percorso ci sono stati alti e bassi. Sono stato massacrato a livello mediatico. A quell'età e con il mio carattere troppo riservato, probabilmente non ero la persona giusta per stare davanti alle telecamere.

Facevi fatica a gestire le critiche?

Sì. A volte mi dicevano cose fuori da ogni logica. Ad esempio sostenevano che fossi raccomandato da Maria De Filippi. Non era vero, ma lo pensavano tutti, inclusi i miei compagni. Una volta ricordo che me lo disse lei stessa.

Maria De Filippi?

Sì, mi disse: "I ragazzi pensano che tu sia raccomandato, che io ti protegga".

Ma come è nata questa diceria sul tuo conto?

Parto col dire che noi non controllavamo i social, poi all'epoca c'era ancora MySpace. Non guardavamo neanche cosa andava in onda. A volte, però, qualcuno raccontava le puntate agli allievi della scuola e dicevano che io ero sempre in video, che si vedeva sempre e solo me. Credo sia nato tutto da lì.

Amici ti diede anche tantissima notorietà, qual è la cosa più bizzarra che i fan hanno fatto per te?

Chiamavano a casa dei miei genitori a ogni ora. Anche di notte. Qualcuno si è addirittura presentato sotto casa pensando che io abitassi lì. Ma i miei vivevano in provincia di Bergamo, io ero a Roma. Non potevo vivermi con tranquillità un'uscita con la famiglia, per me era impossibile anche andare al centro commerciale. Assurdo, ogni due minuti dovevo fermarmi. Però preciso una cosa. La mia non è una critica, ma è per spiegare l'affetto che ricevevo in continuazione. Una cosa che mi è rimasta impressa è quando mi fermò una signora di ottant'anni. Mi fece tanta tenerezza. Anche perché non ero uno che ostentava di aver fatto il programma. Anzi, se mi circondavano in tanti, mi chiudevo a riccio e mi sentivo a disagio.

In quell'edizione c'era ancora l'abitudine – da parte del pubblico in studio – di lanciare i peluche sugli allievi quando si esibivano.

Ho di tutto e di più. Peluche, cartelloni, lettere.

Amici, Michele Maddaloni e la relazione con Maria Zaffino: perché la storia finì

Michele Maddaloni e Maria Zaffino furono fidanzati per 4 anni ai tempi di Amici
Michele Maddaloni e Maria Zaffino furono fidanzati per 4 anni ai tempi di Amici

Ai tempi di Amici hai vissuto una relazione con Maria Zaffino. In un'intervista rilasciata a Fanpage.it, lei ha detto di te: "Sono stati 4 anni molto belli, anche se tutti mi prendevano per pazza perché Michele era più piccolo". Anche tu hai sentito il peso dei pregiudizi?

Io l'ho sempre vissuta bene. Molto tranquillamente. Erano gli altri a farne una questione di età. Ma non è mai stato così né per me, né per lei.

Quando nacque questa relazione?

Verso la fine di Amici. Considera che non potevamo uscire quando eravamo nel programma. Una volta finite le lezioni nella scuola, tornavamo all'alloggio. La relazione nacque verso la fine dell'edizione, quando iniziammo a frequentarci al di fuori.

Perché decideste di lasciarvi?

Dopo la fine di Buona Domenica – programma in cui lavoravamo entrambi – decidemmo in tranquillità che la cosa migliore fosse prendere strade diverse. Le cose nell'ultimo periodo non andavano bene a livello sentimentale. Non c'era più nulla per pensare di proseguire. Di conseguenza prendemmo questa decisione. Poi io tornai a Milano e basta. Da allora non ci sentiamo più. Non è che non siamo rimasti in buoni rapporti, ma per me quando la storia è finita, basta, è passata.

Tornando ad Amici, oggi ti capita di seguire il programma?

Solo il serale. Ma molto poco. Ogni tanto comunque lo guardo.

Con Maria De Filippi avete mantenuto un rapporto?

No, non abbiamo più avuto rapporti. Non ho più sentito nessuno della redazione e tantomeno lei.

Con gli altri allievi della tua edizione invece vi sentite?

Abbiamo un gruppo su WhatsApp dove ci sono quasi tutti. Mi pare manchi solo Anbeta.

Come ricordavi prima, hai lavorato a Buona Domenica. C'è un aneddoto che ti lega a Maurizio Costanzo?

Lui aveva più rapporto con i ragazzi della prima edizione. Parlava di più con Andrea Cardillo, Antonio Baldes, Leonardo Fumarola, Monica Hill. Non ho mai interagito con lui più di tanto. In quel periodo c'era Roberto Cenci alla regia. Era lui il nostro referente.

Michele Maddaloni dopo Amici: i guadagni e i manager che lo sfruttavano

La vita di Michele Maddaloni dopo Amici
La vita di Michele Maddaloni dopo Amici

C'è uno sfizio in particolare che ti sei tolto con i soldi guadagnati con le esperienze televisive?

Cose banalissime. Tanti vestiti, scarpe. Poi, ti dirò, quelli che hanno fatto più soldi sono stati gli allievi della prima edizione. Giravano con cifre davvero spropositate. I nostri compensi si erano molto abbassati rispetto a quelli dell'anno precedente.

Di che cifre parliamo?

Per fare una serata guadagnavamo al massimo 2mila, 2500 euro. Non di più. Invece quelli della prima edizione prendevano compensi tra i 10 e i 15.000 euro a serata. La casa alla fine l'ho comprata ma non con i soldi di Amici, facendo altri lavori.

Come sei giunto alla consapevolezza di dovere accantonare la danza per trovare un altro sbocco professionale?

Mi aspettavo che all'epoca qualcuno della redazione mi chiamasse, perché a prescindere dal rapporto lavorativo, si era creato anche un rapporto a livello umano. Ma non ho mai ricevuto nessuna proposta, sono spariti tutti. Dopo Buona Domenica ho deciso di tornare a Milano. Quando è arrivata la pandemia ho detto: "Basta, è finita". Avevo già un'età, avevo avuto degli infortuni con degli strascichi.

Che tipo di infortuni?

Una sublussazione, la spalla è uscita e rientrata da sola. Il medico mi disse: "O ti operi o rimani così ma abbandoni la danza, perché se succede di nuovo vai sotti i ferri". In quel periodo ero in una compagnia di operette liriche e facevamo anche quaranta date all'anno. Poi c'è stata la chiusura dovuta al Covid. E lì ho detto: "Basta, cambio lavoro".

Passare dalla notorietà ai riflettori spenti è stato difficile o una liberazione?

È stato naturale, non mi è pesato più di tanto. È normale che quando non ti vedono più in televisione, i radar si spengano. Per me non è mai stato un tormento, l'ho sempre presa per quello che era.

La sua vita oggi: ha 44 anni, lavora in una concessionaria e ha un figlio

Michele Maddaloni oggi ha 44 anni, lavora in una concessionaria, ha una compagna e un figlio Foto di Antonio Ragusi
Michele Maddaloni oggi ha 44 anni, lavora in una concessionaria, ha una compagna e un figlio Foto di Antonio Ragusi

Oggi di cosa ti occupi?

Dopo il Covid ho cominciato a lavorare in un autonoleggio in aeroporto a Orio al Serio. Dopo circa due anni mi hanno dato il ruolo di store manager, quindi gestivo un ufficio per l'autonoleggio di un'azienda. Successivamente questa azienda mi ha licenziato perché ha chiuso. Nel frattempo stavo aspettando che arrivasse mio figlio e sono rimasto in disoccupazione per circa 6 mesi. Adesso lavoro in una concessionaria di auto dove faccio il consulente accettatore.

La danza ha ancora un ruolo nella tua vita?

No, non ho neanche ripiegato sugli stage perché è una cosa che non fa per me.

Vorresti tornare in TV?

No, ma c'è stato un periodo in cui sono andato in fissa con l'Isola dei Famosi, ma ti parlo di almeno 5-6 anni fa. Il problema è che io non sono mai stato seguito da un agente che credesse davvero in me. Era sempre e solo una questione di soldi. A loro interessava solo quello. Di conseguenza non avevo una persona in grado di indirizzarmi. Mi sfruttavano per fare le serate e basta.

Quanto alla tua vita privata, sei felicemente fidanzato e padre.

Ho conosciuto la mia compagna Martina nel 2014 sul lavoro. Non ci siamo messi insieme subito. Io ero libertino, lei fidanzata. Verso il 2017 ci siamo fidanzati e da allora abbiamo proseguito sempre insieme, anche a livello lavorativo.

Quando è nato vostro figlio?

Il 16 novembre 2024. Lo abbiamo chiamato Mattia, un nome corto che sta bene con il mio cognome. Non solo. Il suo nome inizia per M come i nostri: Michele, Martina e Mattia.

Come ti stai trovando nel ruolo di padre?

Sto provando un sacco di emozioni diverse perché non ci avevo mai pensato. Però quando succede realizzi di essere padre e che ci saranno altre responsabilità. È stato anche un anno difficilotto perché, come dicevo, avevo perso il lavoro. Doveva arrivare mio figlio e dovevo trovare qualsiasi cosa da fare per andare avanti. Poi è nato e tutto si è sistemato, adesso viviamo in tranquillità e siamo felici. Fare il papà non è semplice, non so ancora se sarò in grado, anche perché mio figlio è un bel personaggio (ride, ndr).

Un'ultima cosa, come mai i tuoi profili social sono fermi da anni?

Mi piace restare nell'ombra, sono uno che posta molto poco. Da quando è nato Mattia, non abbiamo mai mostrato il viso di nostro figlio. Per me va bene così.

482 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views