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Federica Aversano dopo il rinvio a giudizio per stalking: “Accuse infondate, anch’io ho denunciato il mio ex”

L’ex tronista di Uomini e Donne, accusata dal padre di suo figlio di atti persecutori e violenza, affida a Fanpage.it la sua versione dei fatti: “Ho subito violenza psicologica per anni, mi sono affidata a un centro antiviolenza per uscirne. L’ho denunciato per maltrattamenti”.
A cura di Sara Leombruno
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Il rinvio a giudizio per Federica Aversano è diventato ufficiale: l’ex di Uomini e Donne dovrà rispondere di condotte persecutorie e violenza nei confronti del padre di suo figlio, D.S., 38 anni. Le accuse parlano di aggressioni verbali, pressing telefonico e di uno scontro fisico che avrebbe causato all'uomo la lussazione di una spalla. Davanti a queste contestazioni, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha trasformato la donna in imputata.

In quest'intervista, Aversano smentisce la versione del suo ex compagno e rivela di averlo denunciato successivamente a sua volta. Fanpage ha visionato i documenti presentati dall'ex tronista, tra cui querele per maltrattamenti e violazione degli obblighi di assistenza familiare, accompagnate da prove che, secondo la difesa, confuterebbero la narrazione dell'uomo. Dallo sfogo sulle pressioni subite per anni fino alla battaglia legale per l'affidamento del figlio, ecco cosa ci ha raccontato.

La notizia del rinvio a giudizio è diventata pubblica pochi giorni fa. Come stai vivendo questo momento?

È un periodo difficile, ma supererò anche questa. In realtà, la sua prima denuncia risale a tempo fa, è un caso che va avanti da anni. Sono state integrate diverse denunce fino ad arrivare al processo attuale.

Sei accusata di condotte persecutorie, minacce, molestie e aggressioni, sia verbali che fisiche. Qual è la tua versione?

Insieme ai miei avvocati, intendo dimostrare che la verità è un'altra. Saranno le autorità ad accertare i fatti, ma la realtà è che la violenza l'ho subita io per anni. È stata una pressione psicologica costante. Mi sono affidata a un centro antiviolenza per intraprendere un percorso di uscita da questa situazione. Mi sono mossa tardi perché speravo che le cose si risolvessero per il bene di mio figlio, ma lui ha continuato su questa linea con l'obiettivo di distruggermi.

Hai agito in qualche modo per tutelarti?

Sì, è tutto agli atti. L'ho denunciato per violenza e maltrattamenti, ma non ne ho mai parlato pubblicamente fino a oggi. Ho deciso di agire quando lui ha chiesto l’affido esclusivo per togliermi il bambino, nonostante la CTU (Consulenza Tecnica d'Ufficio, ndr) avesse stabilito che il piccolo stesse benissimo con me. Infatti, la sua richiesta è stata rigettata dal giudice civile.

Lui fa riferimento, tra i vari, a un episodio specifico: lo avresti spinto dalle scale, causandogli una sublussazione della spalla con una prognosi di 21 giorni.

Lo denuncerò anche per calunnia proprio per questo motivo, ho già depositato le prove che smontano la sua versione. Sono stata aiutata da un'agenzia investigativa: una persona con una diagnosi del genere non potrebbe alzare un bilanciere da 75 kg dopo pochi giorni, invece lui è stato filmato mentre lo faceva. Ci sarà un'udienza in cui dovrà spiegare come ha ottenuto quella prognosi.

Cos'è successo in quell'occasione?

Lui provoca, istiga, fa dispetti sugli orari per prendere il bambino, mettendomi in difficoltà con il lavoro. Un giorno è successo che, dopo l'ennesimo ritardo, sono uscita fuori dall'androne di casa e abbiamo avuto un battibecco. Ho urlato che non ne potevo più e a quel punto lui si è lanciato da solo sugli ultimi tre gradini.

Quando hai lasciato il trono di Uomini e Donne nel 2022, questa situazione stava già influenzando la tua vita?

Sì, è iniziato tutto da lì. Penso che molte persone l'avessero intuito, anche se ho sempre parlato poco. La produzione del programma sapeva, leggevano anche i messaggi che mi inviava. Non sono mai riuscita ad andare avanti o ad avere un'altra relazione perché non ho mai avuto l'opportunità di sentirmi serena.

Continuate a vedervi con frequenza per via di vostro figlio?

Non voglio togliere un padre a mio figlio, ma io e lui evitiamo di vederci. Ho cercato tante volte la via della comunicazione e della conciliazione per non andare per vie legali, mi sono fatta andare bene tante cose e ho subito tanto da lui e dalla sua famiglia, ma non è servito a nulla.

Perché dici di esserti "mossa tardi" rispetto alla presunta violenza?

Un'operatrice del centro mi ha spiegato che, quando sei vittima, non sai di esserlo. Se una persona ti dice tutti i giorni che sei stupida, finisci per crederci. Io sono cresciuta senza papà e per me il padre di mio figlio era sacro, avrei sopportato tutto pur di non far vivere a lui la mia stessa mancanza. Ma a un certo punto ho capito che non era giusto continuare a subire. In questo modo, spero di dare il giusto esempio anche al bambino.

L'accusa sostiene anche che ci fosse un pressing telefonico da parte tua per motivi economici.

Non si possono chiedere soldi a una persona che non ne ha. Io ho una casa di proprietà e un mutuo a mio carico, lui vive ancora con i genitori. Ho presentato tutta la lista dei messaggi WhatsApp, più di 4mila. Dall'inizio alla fine, non ce n'è uno in cui ho parlato di me, gli ho sempre e solo chiesto di aiutarmi con il bambino. Sono rimasta sola un mese dopo il parto, ero sfinita e nessuno mi ha aiutata se non la mia famiglia. Lui mi ha lasciata quando ero incinta nel 2019, è tornato per riconoscere suo figlio e un mese dopo se n'è andato di nuovo.

Il 30 giugno ci sarà una nuova udienza in cui testimonierà la madre di lui. Tu sarai in aula?

Sì, sarò in aula. Dovrà parlare sua madre, poi altre persone e poi finalmente io. Spero che la giustizia faccia il suo corso, merito una vita serena e me lo stanno impedendo a tutti i costi.

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