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Camila Raznovich: “Da bambina un amico di famiglia mise le mani nelle mutandine. Non l’ho mai detto ai miei”

Camila Raznovich racconta in un’intervista un momento difficile della sua infanzia, quando è stata molestata da un amico di famiglia, senza però mai rivelarlo ai genitori.
A cura di Ilaria Costabile
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Tra i volti più noti del piccolo schermo, passando da un programma di divulgazione all'altro, sebbene le tematiche di interesse siano cambiate nel corso degli anni, c'è Camila Raznovich che torna per il dodicesimo anno consecutivo alla conduzione di Kilimangiaro su Rai3. Non dimentica, però, che tra i programmi che le hanno dato la notorietà ce n'era uno su MTV, Loveline, in cui l'argomento centrale erano il sesso e le relazioni. In una recente intervista, la conduttrice ha parlato anche del suo privato, ricordando un episodio che da bambina l'ha particolarmente segnata.

Camila Raznovich racconta la molestia subita da bambina

Un episodio difficile da raccontare e di cui Raznovich parla con chiarezza, probabilmente perché fa parte del passato, ma è qualcosa che ha dovuto affrontare ed elaborare. La conduttrice ricorda la molestia subita, parlando di quel senso di impotenza nel vedere che sta accadendo qualcosa che non è prevedibile e che non si può comprendere: "Questo amico di famiglia mi ha infilato le mani dentro le mutandine mentre io guardavo i cartoni animati, ma non ho avuto paura, non capivo bene". La confusione, forse, pur percependo che si trattasse di qualcosa di ingiusto, l'ha portata a non raccontare nulla ai suoi genitori:

Però non l’ho raccontato ai miei perché sentivo comunque che non era giusto e temevo che se lo avessi detto a mia mamma, lei, che è molto impulsiva, avrebbe potuto letteralmente ucciderlo. Così sarebbe andata in prigione, e io sarei rimasta sola.

L'importanza dell'educazione sessuale

Il tema del consenso e dell'educazione sessuale, infatti, è un argomento che la conduttrice affronta anche nello spettacolo teatrale che ha portato in tournée in alcune città d'Italia. "È un problema che manchi l'educazione sessuale" dice a questo proposito e poi aggiunge:

Molti genitori che sono venuti a vedere lo spettacolo vorrebbero tornarci con i figli. Anche perché adesso i ragazzi si informano solo su YouTube e con gli influencer ma nessuna sa dove sia il punto G. Rispetto a quando facevo Loveline, oggi i ragazzi hanno più paura, e quindi si astengono. I rapporti sono sempre più virtuali, passa tutto attraverso lo schermo, infatti i 14-18enni guardano moltissimo porno. Però poi mancano i contatti fisici

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