Sanremo 2026, l’ultimo Festival di Carlo Conti lo sostengono i giovani e Sal Da Vinci

Sono gli artisti meno conosciuti che riescono a tenere musicalmente sull'ultimo Festival di Sanremodi Carlo Conti. Abbiamo ascoltato tutti i 30 i Big in questa prima serata e nell'impossibilità di fare veramente spettacolo oltre alle canzoni, in un contesto in cui non ci sono grandi canzoni – non ce ne voglia Conti che evidentemente ha fatto il pane con la farina che aveva – sono stati i giovani ad apportare qualcosa in più alla serata. Sono stati quei cantanti che in molti non conoscevano prima di questa sera a dimostrare che la sfrontatezza aiuta, che si può rischiare senza farlo veramente, ma portando semplicemente se stessi.
In questo c'è stata la bravura di Conti, che si è affidato a buoni consiglieri. In un anno particolare, con congiunture astrali che non hanno portato su quel palco i pezzi da novanta, Conti non poteva fare altro che affidarsi a qualche bella canzone, anche andando al di fuori delle aspettative. Ci hanno pensato, quindi, artisti come Sayf e Nayt, un cantautorato che in questi anni ha fatto tanto bene alla musica, come quello di Fulminacci e Colombre e Maria Antonietta, fino ad arrivare al drop di Ditonellapiaga e Chiello, ma anche Samurai Jay che a modo suo ha portato un po' di freschezza.
Affidarsi ai giovani ha senso (certo, pochi hanno il groove di Malika Ayane, ok), benché anche loro abbiano enormi margini di miglioramento nelle prossime sere. L'emozione ti frega e se si sciolgono un po' possono regalare qualche punto in più anche alla gara. E tra tutti questi giovani arriva Sal Da Vinci che ne ha tutta l'energia. Ha scritto una canzone che sembra pensata per un matrimonio alla Sonrisa (e il matrimonio si sposa anche con il testo), eppure riesce a conquistare anche chi è molto lontano dal mondo neomelodico, regalando un momento di puro delirio al Festival.