Polemica tra un giornalista e la band Bambole di Pezza sul femminismo: “Noi non vogliamo potere in casa, ma ovunque”

Tra i Big in gara a Sanremo 2026 c'è anche un gruppo tutto al femminile, le Bambole di Pezza, che da sempre nei loro brani tratteggiano un disegno della società odierna, mettendone in luce le controversie, le difficoltà, gli aspetti che dovrebbero cambiare e lo fanno con uno stile diretto, provocatorio. Frequente è il tema del femminismo e dell'autodeterminazione delle donne, sostenendo l'emancipazione femminile e abbattendo gli stereotipi. Ed è proprio su questo punto che durante una conferenza stampa, la band ha risposto in maniera piuttosto pungente a chi gli ha rivolto una domanda ben precisa.
La risposta alla domanda del giornalista sui testi femministi
Nell'ambito di un incontro pomeridiano con i giornalisti, alla band viene chiesto: "Avete dei testi femministi, non pensate che ad oggi questa contrapposizione sia un po' vecchia?". Una critica, nemmeno troppo velata, ad una delle tematiche di cui parlano più spesso nei loro testi e la prima rivendicazione è la seguente: "La parola femminista è importante in una società in cui ancora non c'è la parità". Il giornalista non è d'accordo e ritorna alla carica: "Dietro ogni grande uomo c'è una grande donna, a casa mia comanda mia moglie".
Un'affermazione che rientra, perfettamente, in quel bacino di luoghi comuni e stereotipi che la band, attraverso la sua musica, vorrebbe contribuire a sradicare e quindi la risposta non si lascia attendere: "Capisco il tema del nucleo familiare, ma noi non vogliamo potere in casa, vogliamo potere ovunque", un modo per ribadire il concetto per cui è necessaria l'uguaglianza di diritti, condizioni lavorative e non solo, anche per la sicurezza. A questo proposito, infatti, è intervenuta la batterista della band, Federica Rossi che ha posto l'accento su una questione che, purtroppo, riempie tutt'oggi le pagine di cronaca: "Abbiamo paura di uscire di casa ed essere stuprate e uccise" chiosa l'artista, a voler sottolineare il fatto che non si tratta di una questione meramente ideologica, ma di una realtà, terribile e quotidiana, in cui le donne continuano ad essere vittime.