Marco Masini a Sanremo 2026: “Sono triste perché non ho figli e non posso farli sentire orgogliosi”

Marco Masini e Fedez hanno incontrato i giornalisti alla vigilia della finale del Festival di Sanremo 2026, prevista sabato 28 febbraio. I due artisti sono in gara con Male Necessario e, nelle due serata in cui si sono esibiti finora (escludendo quella delle cover) sono arrivati nella top 5. Il rapper ha parlato della questione referendum della giustizia e del fatto che alcuni artisti in gara ne abbiano parlato, nonostante il divieto.
Masini parla della sua vita privata
In conferenza stampa, Masini ha commentato l'ottimo risultato del brano Male Necessario, che è al primo posto in classifica su Spotify, lasciandosi andare anche ad una riflessione sulla sua vita privata: "Io sono solo triste perché non ho figli e non ho ha possibilità di farli sentire orgogliosi. Non avendone avuti non ho potuto sviluppare una certa responsabilità nei confronti di un giovane. Federico mi ha dato la possibilità di capire come si sta evolvendo il mondo da un punto di vista musicale".

L'artista ha poi ricordato le origini della sua carriera musicale e ha definito un "miracolo" il fatto di essere primo in classifica: "Ho cantato per la prima volta negli anni Ottanta ‘Si può dare di più’ come traccia guida, vengo da pulire le tastiere e fare il garzone nello studio di Giancarlo Bigazzi. Vedevo arrivare gente come Mia Martini, Raf, Tozzi. Ritrovarmi a 61 anni, esattamente 40 anni dopo, primo su Spotify è un miracolo e io mi sento l’uomo più felice del mondo“.
Fedez e Masini a Sanremo con Male Necessario
Il brano che il duo ha portato sul palco dell'Ariston racconta di tutto il "male necessario" che Fedez ha dovuto affrontare nell'ultimo periodo della sua vita, dalla solitudine alla gogna mediatica. "La gente pudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez, ma ci si dimentica sempre che Giuda se la faceva con gente per bene", è uno dei versi interpretati del rappere. Mentre nella seconda parte del brano, intepretata da Masini, il colloquio sembra definirsi nei confronti di un bambino/figlio, ricordandogli: "Quando crescerai, si impara vedrai / che i mostri non stanno soltanto sotto il letto".