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L’ipocrisia di Carlo Conti a Sanremo: dice alla moglie cosa non può indossare, poi omaggia le vittime di femminicidio

Carlo Conti si rivolge alla moglie durante la serata finale di Sanremo 2026 dandole suggerimenti su come debba vestirsi. Una “battuta” dal tempismo sbagliato, poiché a distanza di pochi minuti su quel palco Gino Cecchettin ha parlato delle vittime di femminicidio.
A cura di Ilaria Costabile
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Carlo Conti, l'uomo di ghiaccio, l'uomo che non si lascia andare, sempre che non lo decida lui, durante la finale di Sanremo 2026 si rivolge a sua moglie Francesca seduta in platea con una raccomandazione sul suo vestiario che, a dirla tutta, lascia una certa perplessità, soprattutto perché a distanza di pochi minuti sul palco dell'Ariston si è parlato delle vittime di femminicidio. Con il padre di Giulia Cecchettin che ha lanciato un messaggio proprio su come la violenza sulle donne inizi anche "quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute, quelle battute sessiste".

La "battuta" di Carlo Conti alla moglie

Dopo l'esibizione di Samurai Jay, la quota latineggiante di questo Sanremo 2026, che con la sua Ossessione ha fatto ballare l'intero Ariston, accompagnato da ballerini e ballerine, il conduttore guardando la sua dolce metà le dà indicazioni sulle sue future scelte di outfit. Lo spunto parte dagli indumenti indossati dalle ballerine che hanno accompagnato il cantante napoletano nella sua esibizione, le quali indossavano un jeans piuttosto attillato e che lasciava intravedere parte delle gambe. Conti, quindi, scendendo in platea e avvicinandosi alla sua consorte le dice:

Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!

Una frase forse goliardica che, però, potrebbe far rizzare i capelli sul capo alle altre donne presenti in sala. E di motivi ce ne sarebbero molti. Francesca, però, è stata al gioco e ha riso alla battuta del marito che, d'altra parte, l'ha definita solo il frutto di un po' di gelosia.

A distanza di pochi minuti, poi, sullo stesso palco si è voluto dare spazio a un tema che continua a segnare le cronache quotidiane, quello dei femminicidi, in cui un certo tipo di gelosia è già il sintomo di qualcosa che non funziona e che andrebbe controllato, tenuto a bada e di come certe battute sessiste possano essere sintomo della cultura maschilista. Le parole di Gino Cecchettin, ospite sul palco dell'Ariston, rimarcano proprio quel concetto.

[La violenza sulle donne] inizia molto prima di quello che pensiamo. Inizia quando scambiamo il controllo con l'amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione, quando non educhiamo il rispetto, quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute, quelle battute sessiste, quando usiamo violenza nelle nostre parole. E se ci focalizziamo sull'ultimo atto, perdiamo tutto quello che avviene prima.

Cecchettin sembra quindi porre l'accento proprio sulla gelosia e su quelle battute, come quella fatta da Conti alla moglie davanti a milioni di telespettatori, apparentemente innocenti, ma che invece rimarcano una cultura maschilista e patriarcale.

Le polemiche sollevate a Carlo Conti

Insomma, sul rapporto di Carlo Conti e le donne se ne sono dette tante in questi giorni di Festival. Dalla polemica per l'aver scelto una percentuale decisamente bassa di artiste in gara, se raffrontata alla presenza degli uomini che, proprio nelle ultime edizioni, sono saliti sul palco dell'Ariston. Altra polemica sollevata in sala stampa, quella relativa al modo in cui si è rivolto alla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida, appellandola come "mamma d'oro", visto che anche a Milano-Cortina le immagini che la ritraevano con suo figlio hanno fatto il giro dei social e dei telegiornali. Forse una leggerezza da parte del conduttore che, in più occasioni, non senza commozione ha sottolineato: "Sono stato cresciuto solo da una donne, come potrei non supportare le donne". 

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