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Carlo Conti ci ha regalato un Sanremo della restaurazione ma virale su TikTok

Canzoni poco memorabili per questo Sanremo 2026: la vittoria di Sal Da Vinci premia quella che più è entrata nell’immaginario e nelle teste in questi ultimi giorni.
A cura di Francesco Raiola
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Carlo Conti e Sal Da Vinci a Sanremo 2026 – ph Marco Alpozzi
Carlo Conti e Sal Da Vinci a Sanremo 2026 – ph Marco Alpozzi

Che fosse un Sanremo di transizione lo avevamo capito abbastanza in fretta e la vittoria di Sal Da Vinci lo conferma. È una sorta di Festival della restaurazione. Che la situazione fosse questa lo sapevamo ben prima che Carlo Conti ci annunciasse che sarebbe stata la sua ultima edizione. Non era facile, onestamente, replicare l'ottimo risultato dello scorso anno, e infatti i pronostici si sono avverati. Non per gli artisti, alcuni dei quali validi e con ottimi repertori, ma perché attorno a questo festival c'era un'aura da ultima festa. Forse anche perché negli anni scorsi l'hype era sempre alto e lo spettacolo, nel complesso, molto più valido. Ma Carlo Conti ha fatto quello che poteva, anche perché, come ha detto Renzo Arbore in un'intervista al Secolo XIX "i festival si fanno con quello che passa il convento".

E quest'anno il convento passava questo, non è che si può strizzare qualcosa ormai asciutto. E a pagarne le conseguenze sono state le canzoni, che hanno perso un po' di appeal. Si sa, le canzoni aiutano Sanremo, ma ormai sappiamo che vale anche la regola inversa, ovvero Sanremo aiuta i brani, gli dà spazio e passaggi radio, ma attorno deve esserci una costruzione di senso. Cosa che quest'anno è mancata, purtroppo anche per alcuni artisti che avevano canzoni importanti e che avrebbero meritato anche più. Pochi avevano voglia di scommetterci su, in primis le discografiche che hanno tenuto le cartucce buone, evidentemente, per il prossimo anno, il primo dell'era De Martino.

E si sa, i primi anni sono anche quelli più stimolanti, soprattutto quando già si crea hype un anno prima. Quest'anno ci sono canzoni che faranno il proprio percorso, ma poche rimarranno memorabili. E sia chiaro, non esiste più il mondo dei "classici", quello che ha portato tanti successi al canzoniere italiano, ma gli ultimi Sanremo ci hanno regalato più di qualche chicca. Quest'anno Sal Da Vinci è stato uno dei più amati e la sua "Sarà per sempre sì" spopolerà sui social e rimarrà forte nel suo repertorio. Però è difficile parlare di pezzo memorabile.

Peccato per canzoni come quelle di Tredici Pietro, che ha caratteristiche buone per farsi spazio nel mondo dell'alternative, quella di Fulminacci che ha trovato io suo spazio e continueremo ad ascoltare volentieri, come anche Colombre e Maria Antonietta, Levante, Ditonellapiaga. Però manca una narrazione di tutto questo, purtroppo. Speriamo che il De Martino I possa in qualche modo cambiare un po' direzione. In attesa di capire chi lo aiuterà nella scelta musicale, se quel Mazzi che ha dominato tanti festival oppure la novità Ferraguzzo.

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