Spagna, strage del treno: il macchinista si rifiuta di rispondere alla polizia

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Lo ha riferito il capo della polizia galiziana. “È piantonato in ospedale dalle 20 di ieri, ma non è ancora stato interrogato” ha dichiarato Jaime Iglesias.

Il macchinista del treno che è deragliato vicino a Santiago de Compostela , causando la morte di oltre 80 persone, è ufficialmente agli arresti in ospedale "dalle 20 di giovedì, con l'accusa dei reati che gli si contestano in relazione all'incidente occorso" lo ha detto Jaime Iglesias, capo della polizia della Galizia. "È piantonato in ospedale, ma non è ancora stato interrogato". La polizia spagnola che sta indagando sulla sciagura ferroviaria ritiene infatti che la tragedia sia stata causata da una "imprudenza" dell'uomo. Il treno di otto vagoni  sembrerebbe uscito dai binari a causa dell'eccessiva velocità. In una comunicazione via radio dalla cabina del treno tra il macchinista e la stazione pochi istanti dopo lo schianto, l'uomo aveva ammesso di viaggiare "a 190 Km/h, forse 200" in un tratto in cui la velocità massima consentita è 80. La trascrizione della conversazione è già stata inserita negli atti dell'inchiesta. Francisco Jose Garzon Amo, questo il nome dell'uomo, sarà interrogato domani dalla polizia.

Il macchinista non vuole rispondere alla polizia nazionale riguardo l'incidente, è quanto ha riferito la polizia. Secondo la legge spagnola è un suo diritto non rispondere alle domande degli agenti. Superate le 72 ore di silenzio, però, sarà a disposizione dell'autorità giudiziaria. Il conducente si trova ancora in ospedale. A causa dell'incidente, infatti, ha riportato la frattura di diverse costole, un colpo alla testa e una ferita nel polmone.

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