Una inquietante ex pensione gestita da una donna della California accusata di aver ucciso i suoi inquilini anziani prima di seppellirli in giardino è diventata una macabra meta per i turisti del fine settimana. La storia risale agli anni Ottanta. Siamo a Sacramento in uno di quei quartieri vittoriani dell’ America borghese, giardinetti ben curati, vicini cordiali, tranquillità e silenzio. Unico problema: dalla casa della signora Dorothea Puente, una pensionata di 59 anni che arrotonda lo stipendio affittando le camere a persone che le vengono raccomandate dai servizi sociali, arriva un odore insopportabile. Dopo essersi giustificata puntando il dito contro "un topo morto sotto il porticato" e "la fogna strabordata", qualcuno si accorge che i suoi inquilini scompaiono misteriosamente.

E' il novembre 1988, quando il detective della sezione omicidi del  Dipartimento di polizia di Sacramento,John Cabrera, e due agenti si recano a casa della signora Puente per chiedere notizia di un paziente con un ritardato mentale, il cui assistente sociale ne aveva denunciato la scomparsa. Dopo aver dato un'occhiata in giro per la casa, i poliziotti si recano nel giardino posteriore dove notano segni di scavo recente. E' l'inizio della fine per la vecchietta killer. Vengono trovate ossa umane appartenenti ad una donna. Ulteriori ricerche portano al rinvenimento di sette cadaveri in totale. Il 10 dicembre 1993, la signora Puente viene condannata al carcere a vita senza possibilità di libertà condizionata: la donna rubava i soldi ai malcapitati e incassava le loro pensioni, se si lamentavano li ammazzava. Come del resto è capitato. Viene mandata al Central California Women’s Facility, il più grande carcere femminile del paese. Lì è deceduta nel 2011 all'età di 82 anni.

Oggi è possibile visitare quella casa nell'ambito di tour annuale organizzato da un'associazione no-profit che restaura case e quartieri nel nucleo centrale del Sacramento. Tra coloro che hanno preso al tour c'è anche il detective John Cabrera. Al Daily Mail ha ricordato quel giorno di novembre ib cui il caso venne a galla: La stanza in cui la signora Puente aveva ucciso le sue vittime aveva una libreria, un divano letto e due tappeti. Mentre Cabrera camminava per raccogliere prove "ho tirato su il tappeto e ho visto che c'erano macchie "ha detto al Sacramento Bee . "Ho capito subito che era fluido corporeo" ha ricordato.