Nella vita "mai dire mai", neanche se ti chiami Raymond Bardet e sei il sindaco di Ville-la-Grand, cittadina francese in cui dal 1981 hai incarichi amministrativi di rilievo. Ebbene, lo scorso anno il primo cittadino – a soli due mesi dall'approvazione della legge sui matrimoni gay, aveva dichiarato ai quattro venti che mai avrebbe celebrato le nozze tra due persone dello stesso sesso. E' trascorso un solo anno da quando quella sua affermazione fece il giro di tutti i giornali locali, e Raymond Barde è stato costretto a celebrare il matrimonio di due uomini. Uno dei quali era nientemeno che suo figlio. "Ho cambiato idea – ha ammesso limpidamente – dopo che mio figlio ha fatto outing, dichiarando di essere omosessuale e persino di volersi sposare. Mi sono convinto che avrei dovuto osservarlo, vedere come viveva con il suo compagno prima di giudicare. Ho capito che erano una coppia affiatata e ho deciso che sì, avrei dovuto sposarli io".

E dire che un anno fa, prima dell'approvazione della legge sui matrimoni omosessuali, il sindaco di Ville-la-Grand aveva organizzato una parodia dal sapore omofobo, facendo travestire due suoi collaboratori da "sposi" e celebrando le finte nozze tra gli sghignazzi divertiti dei concittadini conservatori. "Mio figlio mi ha detto che si sarebbe sposato. Ho pensato che, piuttosto che far celebrare le nozze ad altri, avrei dovuto impegnarmi in prima persona. Sono suo padre e spettava a me onorare la giornata più bella della sua vita". Raymond Bardet, tuttavia, ha anche precisato: "Non celebrerò altri matrimoni gay. Continuo a credere che l'omosessualità sia contro natura".