Il Congresso del Partito Democratico è ufficialmente partito con il voto nei primi circoli. Le operazioni andranno avanti fino al 23 gennaio. Poi si passerà alla fase successiva, per arrivare al voto del 3 marzo delle primarie, in cui a sfidarsi saranno i tre candidati più votati dai circoli. I risultati relativi ai primi 150 circoli vedono Nicola Zingaretti in leggero vantaggio rispetto a Maurizio Martina. La sfida per la segreteria sembra quindi essere a due. Per ora Zingaretti, secondo l’analisi condotta da YouTrend, è in testa con più di 2.300 voti, il 48,8% su base nazionale. Dietro troviamo l’ex segretario con il 36,1% e ancora Roberto Giachetti e Anna Ascani con il 12,8%. Sotto l’1%, per ora, tutti gli altri candidati: Maria Saladino è leggermente avanti rispetto a Dario Corallo e Francesco Boccia. Secondo l’analisi di YouTrend buona parte del vantaggio del presidente della Regione Lazio deriva dalle due regioni da cui provengono, finora, più voti: Emilia Romagna e Toscana. Martina, invece, sarebbe avanti in Liguria e Lombardia. Giachetti in Piemonte, dove sono pochi, però, i circoli che hanno votato. Ma i dati, va ricordato, sono assolutamente parziali e ancora poco attendibili.

Al Sud sono pochissimi i circoli che hanno votato: la stragrande maggioranza dei militanti Pd sarà chiamata a esprimere una preferenza nel prossimo weekend, infatti. Per poi completare le operazioni il 23 gennaio, come ricordano dalla commissione nazionale per il Congresso dem. Intanto, tra i dati diffusi troviamo quelli della Lombardia: sul 10% dei circoli troviamo Martina avanti con il 44,1%, seguito da Zingaretti al 36,8% e Giachetti al 16,7%. Nessun altro candidato supera l’1%.

Martina risulta essere avanti, per il momento, a Bologna, Padova, Grosseto e Piacenza, con margini relativamente stretti. L’ex ministro dell’Agricoltura è in testa, seppur si tratti solamente dei primissimi circoli, anche a Bari e Lecce (sono i primi risultati provenienti dal Sud). Zingaretti, invece, è in vantaggio in Emilia Romagna, risultando di poco al di sotto del 50%, nel Lazio, la Regione che amministra, e anche in alcune province della Toscana come Pisa e Pistoia.