«Ricordo la mia faccia che friggeva, rantolavo. Ho fatto in tempo a specchiarmi un istante prima che gli occhi non vedessero più niente. Ero grigia, c’erano bollicine che si muovevano sulle mie guance. Urlavo, urlavo tantissimo. Ricordo di aver tolto il giacchino di pelle per non rovinarlo… come se fosse importante»

Sono le parole con cui Lucia Annibali ricorda gli attimi spaventosi in cui si è consumata l’aggressione con l’acido che ha cambiato la sua vita e anche quella dell'Italia. All’epoca 36enne, avvocato, bellissima e con una vita piena e tanti affetti, Lucia si apprestava a rincasare alla fine della giornata con in una mano il sacchetto con la cena e nell’altra la borsa e il borsone della palestra. Aprì la porta del suo appartamentino in via Rossi, 19. Erano le 21 e 20 del 16 aprile 2013. La serratura scattò immediatamente e nonostante il particolare le sembrasse strano – era solita chiudere con quattro mandate – avanzò tranquillamente senza badarci.  Si fermò impietrita, però, quando vide sedie e tavole spostati. Non ebbe il tempo di fuggire o di chiamare aiuto, insieme alla gelante consapevolezza che qualcuno era in casa con lei sentì l'atroce dolore del suo volto che si scioglieva via, liquefatto da un acido così potente da disciogliere il metallo. Con la vista annebbiata si lanciò d’istinto contro la porta dei vicini gridando con tutto il fiato che aveva in gola il nome del suo carnefice: È stato Luca, Luca Varani. Si svegliò all’ospedale qualche ora dopo, a pezzi ma viva. Proprio in quella stanza l'indomani le dissero che Luca Varani era stato arrestato. Era il 20 aprile 2013, il giorno in cui la loro tempestosa relazione vedeva il suo tragico e definitivo epilogo.

La storia di Luca e Lucia era iniziata nel 2009 a Pesaro. Entrambi avvocati, di Urbino lei, di Pesaro lui, coetanei, i due si erano incrociati nelle aule di tribunale nel 2004, ma non era scattato nulla tra quella bella avvocatessa e quel giovane un po' immaturo e compiaciuto. Nel 2009 si rividero e cominciò lì, un po' per caso e quasi per gioco, la relazione che avrebbe condannato per sempre le loro vite. In quella frequentazione iniziale fu Lucia a invaghirsi perdutamente di Luca, mentre lui era più cauto, quasi trattenuto. La verità, che la ragazza non poteva conoscere, era che l'affascinante Luca era legato da dieci anni a Ada, la sua compagna storica. Nonostante la relazione fosse solida e Luca non avesse alcuna intenzione di metterla in discussione, non smise di vedere Lucia guardandosi bene dal farle intendere le reali intenzioni con cui aveva cominciato quella che per lui doveva essere una storia di svago. In quel periodo la madre di Luca si ammalò e qualche mese dopo venne a mancare. Quando si celebrarono i funerali, Lucia non trovò affatto strano per dare il suo sostegno a Luca, nonostante lui le avesse consigliato di non andare. Fu allora che si imbatté in Ada, quella che sapeva essere la sua ex, ma della cui presenza non si meravigliò date le circostanze. Un'occasione mancata per smascherare quell'inganno che se fosse stato svelato avrebbe cambiato tre vite.

Lucia Annibali prima dell'aggressionein foto: Lucia Annibali prima dell'aggressione

Luca, che si sentiva immaturo per un progetto di vita concreto con Ada eppure non voleva rinunciare alla sua bella Lucia, continuò così destreggiandosi tra le due donne. Le idee di Lucia però, erano del tutto diverse, nel 2010 prese casa a Pesaro a due passi dallo studio di Luca. Dopo poco, però, un'amica che conosceva molto bene anche Ada, le rivela la reale situazione di Luca. Finalmente la ragazza si spiega l'atteggiamento elusivo e ondivago di quello che credeva il suo compagno. Lo smaschera, ma non si limita a questo: attraverso la comune amica rivela ad Ada la loro relazione. Neanche questo interrompe la relazione con Luca, che tenta comunque di tenera legata finché è Lucia a tagliare cambiando numero di telefono. È lì che quell’uomo che era sempre stato ammirato a rincorso dalla giovane donna, si trasforma in uno stalker.

La frustrazione di aver perso il dominio psicologico e fisico su di lei lo inducono a comportamenti che oscillano tra le suppliche e le minacce, il corteggiamento e la coercizione. Le fa pressione e alla fine lei, innamorata, cede. I due ricominciano a vedersi assiduamente fino a quello che per Lucia rappresenta il punto di rottura, il gesto imperdonabile: uno schiaffo, tiratole dopo una scenata di gelosia. Il secondo rifiuto, l’affrancarsi per la seconda , vista perduta per sempre la possibilità  di riconquistarla, Varani comincia a perseguitarla. La segue, la controlla e in una circostanza si apposta nella palestra che la ragazza frequenta per prenderle di nascosto dalla borsa, nello spogliatoio, il cellulare, le chiavi dell’auto e quelle di casa, chiavi che gli serviranno poi. Dopo qualche tempo a casa di Lucia si verificano episodi strani: l’impianto del gas viene manomesso e quando Lucia, spaventata, dopo aver quasi preso fuoco dalle manopole della cucina, chiama il tecnico, questi la informa che l’impianto era in condizioni così pericolose che Lucia rischiava la vita ogni giorno.

Intanto Ada era rimasta incinta di una bimba, ma neanche questo distolse Luca dalla sua ossessione. Iniziò a pianificare un agguato con l’acido per deturpare d'auto di Lucia, poi cambiò piani e decise di dirigere la sua rabbia contro l'oggetto della sua rabbia, facendole sfigurare il volto. A questo scopo assoldò Altistin Prevcetaj, albanese di 28 anni che quel maledetto 19 aprile si introdurrà a casa di Lucia. Poco prima della data prevista per l'aggressione, ai carabinieri di Urbino giunse una soffiata riguardante un certo avvocato con la Porsche, che secondo alcune fonti stava pianificando un’effrazione a casa di una donna per sfigurarla con l’acido. Purtroppo, l’albanese e la sua banda precedettero l'intervento dei militari. Mentre Lucia veniva aggredita Luca Varani si trovava a una partita di calcio, ma sono ai carabinieri bastarono comunque per poche ore per identificarlo come il responsabile, in quanto, mandante, di quello spaventoso episodio.

Il 10 maggio 2016 la prima sezione penale della Cassazione ha confermato la pena a 20 anni di reclusione per Luca Varani per i reati di di stalking e tentato omicidio e a 12 per i due esecutori dell'agguato, Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj. Il 22 maggio 2014, Luca Varani aveva tentato il suicidio nel carcere di Castrogno (Teramo), impiccandosi con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua cella. La sua compagna Ada gli è rimasta accanto e gli fa visita con la loro bimba.

Dopo quel fatale giorno Lucia Annibali è stata sottoposta a 17 interventi per ricostruire il tessuto del viso. Il suo caso ha avuto una risonanza internazionale, anche per l'impegno che l'avvocatessa ha mostrato nel sensibilizzare l'opinione pubblica contro ogni forma di violenza sulle donne, sia essa fisica o psicologica. L’8 marzo 2014 l'allora capo di Stato, Giorgio Napolitano l'ha insignita della carica di Cavaliere al merito della Repubblica. Anche se provata dagli interventi, Lucia ha sempre mostrato orgogliosamente il suo volto e ha raccontato la sua storia in un libro perché fosse di monito alle altre donne.

Lucia Annibaliin foto: Lucia Annibali