La salute si studierà anche a scuola. Non sarà una materia, ma sarà presente in tutta la formazione, dall’asilo alle scuole superiori. Un insegnamento che sarà “trasversale a tutte le discipline”. Il ministro della Salute e il ministro dell’Istruzione hanno firmato e reso pubblico un protocollo che conferma quanto già previsto tre anni fa, il cui obiettivo è tutelare la crescita psico-fisico di alunni e studenti. Ma ha anche l’obiettivo di puntare a una maggiore inclusione scolastica per gli studenti disabili o con disturbi evolutivi specifici. Il presupposto da cui si parte per la sottoscrizione di questo protocollo è che “ragazzi e ragazze in buona salute imparano meglio. Allo stesso tempo, se sono inseriti in un processo di apprendimento positivo hanno migliori opportunità di salute”.

La promozione della salute a scuola riguarderà gli studenti di tutte le categorie: elementari, medie e superiori. Sarà, quindi, una proposta “integrata e continuativa”. Tra i punti affrontati dal protocollo c’è la scorretta alimentazione, ma anche il contrasto all’inattività fisica. Tra gli obiettivi c’è quindi il tentativo di convincere i ragazzi ad aumentare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, oltre che ad incrementare l’attività motoria. Ci sono anche la lotta al tabagismo e all’alcol, ma anche alle dipendenze comportamentali, tra cui figura l’utilizzo dello smartphone. C’è poi la promozione dei vaccini, insieme alla prevenzione delle malattie trasmissibili. Al ministero dell’Istruzione spetterà il compito di avviare campagne di informazione e sensibilizzazione sui temi della prevenzione di comportamenti a rischio per la salute, oltre che la promozione di corretti stili di vita.

"Stiamo predisponendo un piano di interventi di ampio respiro che mira a educare cittadini consapevoli. Vogliamo investire sui giovani che frequentano le nostre scuole. Far sì che sviluppino conoscenze e competenze ci consentirà di avere domani comunità composte da cittadini più responsabili. Dobbiamo operare affinché l’individuo sia in grado di utilizzare i propri strumenti culturali per la realizzazione di un equilibrio e di un benessere psicofisico personale e sociale. Consideriamo anche che ogni bambino che acquisisce un corretto stile di vita, che impara ad avere rispetto dell’ambiente, che capisce l’importanza dell’attività sportiva per la propria crescita è un ‘ambasciatore’ di queste buone pratiche e di questi valori nella sua famiglia, nella sua cerchia di amici", afferma il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti. Per Giulia Grillo, ministro della Salute, "questo passo rientra all'interno di una visione complessiva che il Governo sta portando avanti. Crediamo in un approccio multisettoriale sui processi di salute, c’è un impegno multidisciplinare e la scuola rappresenta un momento fondamentale di informazione e formazione".