"Quando arriva la luce del giorno il castello crolla, e O’Donahue fa ritorno alla sua tomba": questa frase, scritta con una grafia incerta ed insicura su un piccolo quaderno consumato dal tempo, è probabilmente una delle scoperte più interessanti degli ultimi anni. Si tratta di un frammento di un racconto che Ernest Hemingway scrisse quando aveva solo dieci anni, miracolosamente salvato dalla distruzione dell'uragano Irma che ha devastato gli Stati Uniti lo scorso settembre.

Si tratta di un racconto breve datato 1909, rimasto "nascosto" fra le pagine ingiallite di un vecchio taccuino scolastico senza copertina per decenni fino a quando, lo scorso maggio, il saggista Brewster Chamberlin e la dottoressa Sandra Spanier hanno avuto la fortuna di leggerlo per la prima volta. La storia è stata resa nota soltanto nei giorni scorsi dal New York Times, dopo un accurato lavoro di analisi che ha rivelato l'eccezionalità della scoperta.

Un racconto senza titolo

Il quaderno era conservato nell'archivio della famiglia Bruce insieme ad altri taccuini appartenuti allo scrittore, e contiene quattordici pagine di quella che sembrerebbe essere la prima novella scritta da un Hemingway bambino: è la storia di un uomo, O’Donahue, che una volta l'anno lascia la tomba in cui è sepolto per vagare nelle campagne irlandesi e ricostruire un castello dove dà una festa da ballo. Ma quando il sole sorge, il castello torna ad essere un vecchio rudere e l'uomo fa ritorno al suo sonno eterno.

Il giovanissimo Hemingway descrive in modo fantasioso e ricco di dettagli i paesaggi d'Irlanda, con uno sguardo buio e cupo sulle ambientazioni e i personaggi che popolano la sua storia: inizialmente, leggendo il vecchio quaderno la dottoressa Spanier, direttrice generale dell'Hemingway Letters Project e professoressa di letteratura inglese alla Penn State University, credeva di trovarsi difronte ad un "semplice" diario privato.

Ma quando, ripercorrendo la fitta biografia dello scrittore, la studiosa si è resa conto che all'epoca Hemingway non poteva aver fatto un viaggio in Irlanda, tutti i dettagli sono andati al loro posto: si tratta di uno dei primissimi racconti dell'autore, senza titolo, quando i tempi del primo lavoro come cronista presso il Kansas City Star e l'epoca della Prima guerra mondiale sono ancora lontanissimi.

L'archivio Bruce, un tesoro ancora da scoprire

Fu a Parigi, dopo l'incontro con Ezra Pound e le avanguardie letterarie europee e la terribile esperienza della Grande guerra che Ernest Hemingway trovò la voce per iniziare a comporre le sue storie. Nel 1926 pubblicherà "Il sole sorgerà ancora", e dopo tre anni darà alle stampe il manoscritto di "Addio alle armi". La sua scrittura e la sua peculiare personalità sono ancora oggi oggetto di importanti studi, data l'enorme quantità di materiale inedito rinvenuto negli anni, di cui il quaderno salvato dall'uragano Irma è solo una piccola parte.

Mary Welsh Hemingway, quarta moglie dell'autore, ha passato anni a raccogliere lettere, quaderni e manoscritti incompiuti dello scrittore. Quando nel 1962 la donna si reca a Key West per far visita agli amici Betty e Toby Bruce, è carica di materiale: il signor Bruce era stato amico e confidente di lunga data di Hemingway, così la donna decide di portare con sé solo ciò che riteneva davvero importante lasciando decine di fotografie, quaderni e appunti alla famiglia Bruce.

Ad eccezione di qualche mostra locale e alcune collaborazioni scientifiche l'archivio è rimasto per decenni nelle mani della famiglia Bruce. Oltre a nascondere il famoso quaderno, la collezione comprende anche fotografie, lettere e 46 stampe donate ad Hemingway dal fotografo Walker Evans. Grazie proprio alla dottoressa Spanier questo enorme archivio è stato catalogato e organizzato cronologicamente, permettendo di scoprire moltissimi interessanti dettagli sulla vita dello scrittore.