Scene da guerriglia urbana nel pomeriggio di sabato a Torino dove durante l'annunciata manifestazione di protesta  di centri sociali e movimenti anarchici contro lo sgombero e la chiusura del centro sociale "Asilo", un gruppo di persone ha dato vita a gravi episodi di vandalismo, danneggiano auto, oggetti e mezzi pubblici lungo le strade del centro del capoluogo piemontese. Si segnalano cassonetti rovesciati e incendiati, vetrine spaccate e auto danneggiate oltre a sassaiole nei confronti delle forze dell'ordine. Polizia e carabinieri in assetto antisommossa dal loro canto hanno risposto con fitto lancio di lacrimogeni e idranti. Una vera situazione di caos che ha scatenato il panico nel centro storico torinese.

Attimi di paura anche per i passeggeri di un autobus di linea bloccato da un gruppo di black bloc che avrebbe fatto scendere tutti, minacciato l'autista e vandalizzato il bus prima di dileguarsi verso altri obiettivi. "Non ho mai visto niente di simile. Sono saliti incappucciati sfasciando tutto. Tremo ancora adesso", ha raccontato l'autista del mezzo. Gli episodi sono andati avanti per quasi due ore con una tensione costante.  Durante gli scontri alcuni manifestanti sono rimasti feriti, tra questi uno è stato trasportato in ospedale in codice rosso. La polizia invece ha dichiarato di aver effettuato dodici fermi.

Gli episodi sono stati subito condannati dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini che su twitter ha scritto: "Torino è ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali: tutto il mio supporto ai Torinesi e alle Forze dell’Ordine, per questi criminali (che sono stati finalmente sgomberati pochi giorni fa) la pacchia è finita!". Ferma condanna anche da parte del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che ha commentato: "Il mio forte ringraziamento e la mia vicinanza alle forze dell'ordine, che hanno contenuto le intollerabili violenze compiute nel centro città da gruppi di anarchici. Sono atti gravi che non possono trovare alcuna giustificazione".

I manifestanti si erano dati appuntamento alle 16 per una protesta che si annunciava già tesa dopo i disordini nella giornata di giovedì sempre contro lo sgombero. Il corteo dietro lo striscione “Fanno la guerra ai poveri e la chiamano riqualificazione. Resistiamo contro i padroni della città”, si era avviato lungo il percorso previsto e non vi erano stati problemi fino a quando i manifestanti hanno cercato di attraversare la Dora e hanno trovato il passo sbarrato dagli agenti. Da lì è nato un lancio di oggetti, fumogeni e petardi a cui gli agenti hanno risposto con lacrimogeni. Dal corteo poi si sono staccati piccoli gruppi di manifestanti che hanno invaso le strade limitrofe rendendosi responsabile di una serie di danneggiamenti. Tra le altre cose sfondata anche la porta dell'assessorato ai servizi educativi del Comune e spaccata la vetrata dell'azienda dell'acqua potabile.