Belfast, seconda notte di scontri e violenze: bruciate abitazioni occupate da immigrati. Sedici arresti

Seconda notte di violenze a Belfast. La tensione nella capitale dell'Irlanda del Nord non si è fermata con il passare delle ore. Gli incendi, gli scontri e gli episodi di disordine si stanno moltiplicando. Al centro della vicenda c’è un rifugiato sudanese di 30 anni, accusato di aggressione nella serata di lunedì, 8 giugno, nella zona di Kinnaird Avenue.
L’uomo è comparso davanti al tribunale dei magistrati di Belfast in videocollegamento ed è stato messo in custodia cautelare. Secondo quanto riferito in aula da un detective, la vittima, un tecnico radiologo di 40 anni, avrebbe riportato gravi lesioni all’occhio sinistro. Le accuse comprendono anche il possesso di arma bianca e minacce di morte rivolte a un operatore sanitario durante le cure. La polizia sostiene che l’aggressore sia stato trovato ancora sopra la vittima al momento dell’intervento, armato di un coltello da cucina. In ospedale avrebbe poi dichiarato: “Ho ucciso qualcuno, non so se sia morto” e “Ti ucciderò”, rifiutando l’assistenza legale tramite interprete.
Il video dell’aggressione, diffuso rapidamente online, ha contribuito ad alimentare la tensione. Nelle ore successive si sono moltiplicati gli incendi di quelle che si ritengono abitazioni occupate da immigrati, roghi di cassonetti e di un autobus, oltre a lanci di oggetti contro la polizia. Alcune famiglie sono state evacuate dalle proprie case, mentre i vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in salvo alcuni residenti rimasti intrappolati.
Nella seconda notte di disordini, le violenze si sono estese anche al di fuori di Belfast, con scontri registrati a Newtownabbey, Derry e Coleraine. Il bilancio è di 12 agenti feriti e 16 arresti, mentre la polizia antisommossa è stata presa di mira da gruppi che hanno lanciato mattoni e bottiglie, con gli agenti che hanno risposto con gli idranti.
Il capo della Polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha descritto una situazione che ha coinvolto più livelli della popolazione locale: “Non si trattava solo di famiglie provenienti da comunità di minoranza etnica; erano famiglie di diverse comunità rimaste coinvolte in questo comportamento vile della notte scorsa. Non c’è assolutamente alcuna giustificazione”.
Sul territorio sono stati inviati altri 200 agenti e richiesto supporto da forze esterne, mentre parte dei trasporti pubblici è stata sospesa per motivi di sicurezza. Tra i residenti cresce la paura. Anselme Shima, originario del Congo, ha raccontato: “Vivo nella mia strada da quasi dieci anni, ho un buon rapporto con i miei vicini, ma la notte scorsa è stata terribile. Non sappiamo cosa fare. Ho paura. Vedendo questo, mi chiedo se sarò il prossimo…”.
Anche i familiari della vittima hanno chiesto di fermare le violenze, ricordando che i migranti “danno un contributo profondamente importante al nostro Paese". Naturalmente le istituzioni hanno condannato i disordini: la prima ministra Michelle O’Neill ha parlato di “teppismo”, mentre la vice prima ministra Emma Little-Pengelly ha definito “completamente sbagliato” colpire persone innocenti. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato di episodi “disgustosi”, mentre la ministra della Giustizia Naomi Long ha accusato alcuni attivisti online di “strumentalizzare” la paura locale.
La polizia esclude al momento una matrice terroristica dell’aggressione. Ma tra incendi e disordini la tensione e la paura cresce di ora in ora in città.