
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, mercoledì 1 luglio, in tempo reale. Gli inviati presidenziali USA Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ribadito l'impegno di Washington a proseguire i negoziati con l'Iran, mentre a Doha ripartono i colloqui indiretti tra le parti. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare ", ha detto il vicepresidente Vance. Intanto, secondo il Wall Street Journal Trump sarebbe stato "informato su ipotesi guerra totale a Teheran, ma prosegue con la diplomazia". Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: "Ci riserviamo il diritto di difendere la patria".
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Media Libano: "Bombardamenti Idf nel sud del Paese"
"Il bombardamento dell'artiglieria nemica sta prendendo di mira la periferia di Beit Yahoun, accompagnato da colpi di mitragliatrice lungo la strada da Qounine a Bint Jbeil". Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Le località a cui fa riferimento sono nella zona di Nabatieh, nel sud del Paese. Le "forze nemiche", scrive ancora la Nna riferendosi a Israele, "hanno spianato le strade con i bulldozer, in particolare la strada che va dalla zona di Hamoul vicino alla città di Naqoura alla città di Aita al-Shaab, e hanno abbattuto gli alberi secolari che costeggiavano entrambi i lati della strada". L'Idf, sottolinea l'agenzia libanese, ha "stabilito punti di attraversamento tra la prima e la seconda linea di difesa, la Zona Gialla, la zona di confine e l'area a sud del fiume Litani".
Proposta Oman per pedaggio Hormuz: si chiamerà "Servizi per lo Stretto"
Lo Stretto di Hormuz continua a essere al centro del braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran. La proposta elaborata dall'Oman – riporta La Stampa – prevede un pedaggio su base volontaria, che servirebbe a pagare i "servizi" di navigazione, sicurezza e ambientali. Agli Stati Uniti è stato presentato un piano che si basa sul modello già adottato per lo stretto di Malacca e Singapore, tra Oceano Indiano al Mar Cinese Meridionale. Lì a raccogliere i contributi volontari è una fondazione privata, la Nippon Foundation. Non è detto, però, che la proposta omanita metta d'accordo i due nemici che hanno già firmato il memorandum d'intesa: la gestione di Hormuz è diventata uno dei nodi più spinosi delle trattative tra Teheran e Washington.
Iran annuncia comitato con USA e Beirut sul Libano
Iran, Stati uniti e Libano creeranno un comitato congiunto per garantire la sovranità nazionale libanese. Lo ha dichiarato martedì il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Per garantire la sovranità nazionale del Libano sarà creato un comitato congiunto tra Iran, Stati uniti e Libano. L'ambasciatore dell'Iran in Libano sarà il nostro rappresentante in quel comitato", ha detto Ghalibaf alla televisione di Stato iraniana.
Vance: "Colloqui a Doha ci saranno, smentite sono tattica di Teheran"
Il vicepresidente statunitense JD Vance in un'intervista a Fox News ha affermato che le smentite pubbliche dell'Iran circa i colloqui in programma a Doha rappresentano una deliberata "tattica negoziale persiana" confermando al contempo che sono in corso colloqui tecnici tra Washington e Teheran.
Vance: "Trump vuole un accordo sul nucleare che sia verificabile"
Il vicepresidente americano, JD Vance, ha affermato che il presidente Donald Trump vuole un accordo sul nucleare con Teheran che sia verificabile. Quanto ai negoziati "permane un certo grado di incertezza e nessuno può essere certo di cosa faranno gli iraniani", ha aggiunto precisando che Trump "resta pronto a ordinare nuovi attacchi militari contro l'Iran, se necessario".
Invia USA Witkoff e Kushner confermano impegno negoziati
Gli inviati presidenziali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ribadito l'impegno degli Stati Uniti a proseguire i negoziati con l'Iran. Lo ha riferito il ministero degli Esteri del Qatar. Secondo il ministero, il primo ministro e ministro degli Esteri qatariota ha incontrato martedì Witkoff e Kushner per discutere i colloqui in corso tra Stati uniti e Iran nell'ambito del memorandum d'intesa bilaterale e gli sforzi per promuovere sicurezza e stabilità in Medio Oriente. I due inviati statunitensi hanno espresso l'apprezzamento degli Stati uniti per il ruolo del Qatar, in partnership con la Repubblica islamica del Pakistan, nel facilitare il percorso dei colloqui, sottolineando l'impegno di Washington a continuare il processo negoziale e a sostenere gli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo complessivo.
Ghalibaf: "Hormuz è il nostro più grande strumento di potere"
Lo Stretto di Hormuz "è il nostro più grande strumento di potere". Lo ha affermato il presidente del parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Ghalibaf. "Queste sono le nostre acque territoriali. Non permetteremo agli Stati Uniti di creare polemiche o sofismi affermando che l'Iran ha militarizzato lo Stretto di Hormuz", le sue parole ai media di Teheran riportate da Al Jazeera. Ghalibaf ha aggiunto che l'Iran "non si tirerà mai indietro da questa posizione, in nessuna circostanza".
Wsj: "Aperto canale militare tra Pasdaran e Centcom"
Un canale di gestione delle crisi tra il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica dell'Iran e il Comando centrale degli Stati Uniti è stato aperto ed è già utilizzato da entrambe le parti. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi. Martedì il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che Iran e Stati uniti hanno stabilito un canale di comunicazione politica dopo i colloqui in Svizzera. Ha tuttavia precisato che i militari dei due Paesi non hanno istituito un canale di comunicazione. Secondo il quotidiano, dopo una serie di discussioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine su possibili nuovi attacchi contro l'Iran, Trump ha deciso di proseguire sulla via diplomatica.
Ghalibaf: "Esportati oltre 40 milioni di barili di petrolio"
L'Iran ha esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio dopo la revoca del blocco navale da parte degli Stati uniti. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo del team negoziale nel dialogo con Washington, Mohammad Bagher Ghalibaf. I militari statunitensi hanno annunciato il 18 giugno di aver revocato, su ordine del presidente Donald Trump, il blocco navale contro i porti e le zone costiere dell'Iran. "Da quando è stato revocato il blocco navale e fino a oggi, abbiamo esportato oltre 40 milioni di barili di petrolio", ha detto Ghalibaf in un'intervista alla televisione iraniana.
Wsj: "Trump ha valutato nuovi raid ma ha scelto diplomazia"
Il presidente statunitense Donald Trump ha valutato nei giorni scorsi un ritorno alla guerra con l'Iran, tenendo diversi colloqui con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine, sulla possibilità di nuovi attacchi. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali statunitensi. Secondo le fonti, Trump ha tuttavia deciso in questa fase di restare sulla via diplomatica. I colloqui, hanno riferito i funzionari, si sono concentrati sulla possibilità che gli Stati uniti abbandonino i negoziati e lancino un attacco su vasta scala contro l'Iran, un'opzione descritta da alcuni come un modo per "finire il lavoro".
Iran, guerra Usa-Israele: le ultime notizie in diretta dell'1 luglio
In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare", ha detto il vicepresidente USA Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni. Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump ha valutato l'ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l'Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia avrebbe deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica.
Intanto, Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: "Ci riserviamo il diritto di difendere la patria".