Con una operazione iniziata alle prime luci della mattina e che ha coinvolto diversi reparti della polizia, nella giornata di giovedì è scattato l'annunciato sgombero del centro sociale "L'Asilo" di Torino. I primi a darne notizia sono stati gli stessi occupanti che hanno chiamato a raccolta tutti i sostenitori  del centro, una ex scuola materna occupata da più di vent'anni da gruppi anarchici, per fare resistenza. Durante il blitz delle forze dell'ordine in effetti una decina di anarchici è salita sul tetto per resistere allo sgombero mentre altri manifestanti si sono posizionati in strada bloccando il traffico come forma di protesta contro l'operazione di polizia.

Che il centro sociale torinese fosse nel mirino per un prossimo sgombero era cosa nota e lo stesso Viminale di recente lo aveva messo in cima alla lista degli edifici da liberare ma quella di Torino non è stata solo una operazione di sgombero convenzionale come accaduto altrove ma anche la conclusione di una inchiesta della Digos che ipotizza il reato di associazione sovversiva. Durante il blitz infatti sono scattati anche sei arresti mentre una settima persona  è ricercata: per tutti l'accusa è di aver costituito e partecipato a un’associazione sovversiva che avrebbe dato vita a numerosi attentati incendiari in tutta Italia

Le indagini, condotte dalla Digos di Torino e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, erano partire l'anno scorso e hanno portato alla scoperta di un presunto gruppo sovversivo organizzato e duraturo nel tempo che tra gli altri obiettivi aveva preso di mira anche  l'ambasciata di Francia a Roma. Per gli inquirenti, esisteva una suddivisione precisa dei compiti tra i membri del gruppo che disponeva anche di basi logistiche e mezzi per mettere in atto azioni violente. Tra le altre cose agli arrestai vengono contestati gli ordigni esplosivi trovati ad aprile e giugno davanti ai bancomat degli uffici postali a Torino e 21 attentati incendiari messo in atto in diverse parti d'Italia nell'ambito della campagna contro i Cpr: 15 plichi esplosivi spediti a ditte di Torino, Bologna, Milano, Roma (Ambasciata di Francia), Bari e Ravenna; altri sei ordigni agli uffici di Poste Italiane di Torino, Bologna e Genova.

"La pericolosità di questa cellula è altissima, anche nei casi in cui non si intravede una strategia d'attacco specifica". ha spiegato il questore di Torino, Francesco Messina, aggiungendo: "Gli arrestati sono anarco-insurrezionalisti sociali: ovvero che partono dalla protesta sociale per perfezionare l'azione rivoluzionaria di attacco allo Stato. Queste persone sono state viste spesso alle manifestazioni No Tav, per fare un esempio. La campagna anti Cpr è in piena attuazione, così come quella contro la polizia, le carceri, la magistratura, il governo". "L'obiettivo era sovvertire le politiche del governo italiano sulla questione migranti, anche tramite delle azioni di rivolta al Cpr", ha precisato il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra, concludendo: "Per stabilire contatti all'interno del Cpr, lanciavano delle palline da tennis con all'interno un volantino multilingue e un numero di cellulare con cui concordavano azioni simultanee all'interno e all'esterno della struttura. Poi, all'interno di pacchi di biscotti e altri beni, inserivano fiammiferi e il necessario per scatenare una rivolta e appiccare incendi"

"In queste ore le forze dell'ordine stanno portando a termine un'operazione di pubblica sicurezza nei locali dell'Asilo occupato. Intervento più volte richiesto nel corso degli anni e lungamente atteso dalla Città e dai residenti di Aurora, un quartiere che chiede semplicemente un po' di normalità. Ringrazio la questura e gli agenti" ha commentato con soddisfazione la sindaca di torino Chiara Appendino. "Centro sociale finalmente sgomberato e teppisti in galera. Dalle parole ai fatti" ha twittato invece il Ministro dell'Interno Salvini.