La Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno rivolto un appello al premier Giuseppe Conte affinché sia rivista la decisione di togliere la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista napoletano da sempre impegnato in inchieste sulla mafia. I giornalisti hanno inviato al Primo Ministro una lettera nella quale, si legge, "segnaliamo l’improvvisa decisione levare la scorta a Sandro Ruotolo, coraggioso cronista sottoposto a vigilanza dopo le sue inchieste sulla camorra a Caserta e dintorni. Lei medesimo, di recente a Napoli, ha avuto modo di apprezzare il coraggio e l’autorevolezza professionale di Ruotolo e avrà modo di ribadire anche la sua contrarietà a questa decisione".

Come sottolineano ancora il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti insieme con il segretario del Sugc Claudio Silvestri, "Ruotolo, ancora oggi, continua ad essere un punto di riferimento per centinaia di giovani che tentano di contrastare la criminalità organizzata. La sue inchieste, pubblicate da Fanpage.it, hanno contributo ad “illuminare” territori occupati dalle mafie e hanno aiutato lo Stato a contrastarle. Sandro Ruotolo – continua la lettera – ha anche accettato l’incarico di presidente dell’Unione cronisti della Campania e rappresenta una punto di riferimento per tutte le istituzioni della professione e, soprattutto, per i cronisti più giovani, precari ed esposti alle aggressioni della criminalità. Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni. Siamo certi che non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno i questa battaglia di civiltà e di libertà".

La decisione di togliere la scorta a Ruotolo, a cui è stata conferita nel 2015 dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico dei rifiuti illeciti in Campania, è stata resa nota nella giornata di sabato 2 febbraio dall'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando in un messaggio su Twitter, all'interno del quale ha anche annunciato la volontà di chiedere spiegazioni direttamente in Parlamento. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che si augura che "arrivi la revoca della revoca del provvedimento".