Una delle volontarie della Misericordia di Fiumicino mentre assiste le persone in fila al drive in a Via Ciampino
in foto: Una delle volontarie della Misericordia di Fiumicino mentre assiste le persone in fila al drive in a Via Ciampino

Per soccorrere una persona in difficoltà non è sempre necessario avere un'ambulanza e a volte possono essere sufficienti anche due ruote. E così le volontarie della Misericordia di Fiumicino hanno iniziato a utilizzare le due biciclette che hanno a disposizione per aiutare le persone in fila al drive in dell’Istituto Zooprofilattico in via di Ciampino, vicino all'Ippodromo di Capannelle.

Elisabetta Cortani (governatrice della confraternita): "Rassicuriamo gli autisti in fila"

L'idea è partita da Elisabetta Cortani, governatrice della confraternita. "Quella in via Ciampino è un'area molto grande. E le distanze per raggiungere le persone a piedi sono importanti". Ecco allora che le biciclette possono essere d'aiuto. "D'estate le usiamo per il primo soccorso a Fiumicino. Ora invece le adoperiamo per aiutare gli automobilisti in fila che possono attendere anche 6-7 ore". Portano loro beni di prima necessità, ma anche conforto. "Il Dipartimento della Protezione Civile del Lazio ci aiuta nel fornire alle persone in attesa acqua, biscotti, fette biscottate e da oggi anche frutta. Ma scambiamo con loro anche due parole per rassicurarli. Ci chiedono soprattutto informazioni". Nonostante la fila, non ci sono finora stati episodi di nervosismo. "C'è rispetto e silenzio, le persone scendono solo per sgranchirsi le gambe o per utilizzare i punti igienici. Va fatto un plauso ai cittadini per come si stanno comportando".

Un impegno che nasce otto secoli fa con la peste

Quello delle volontarie della Misericordia di Fiumicino è un impegno continuo. "Siamo operativi dalla 7.30 alle 19, sette giorni su sette". E senza nessun compenso. "Siamo tutti volontari". Sono in tutto sette persone, che si dividono i compiti. "Due di queste aiutano le persone in fila, le altre rimangono nel punto logistico dove c'è la tenda che accoglie chi deve fare il tampone". Nonostante le tante ore di impegno sociale, Elisabetta Cortani non si stanca: "Non potevamo fare altrimenti, d'altra parte la nostra confraternita nasce otto secoli fa con la peste. E ancora continua".