Virginia Sanjust di Teulada condannata a un anno: avrebbe estorto 15 euro alla sorella

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L’accusa nei confronti dell’ex annunciatrice Rai, già condannata per un tentato furto, è di estorsione ai danni della sorella. Le avrebbe rubato le chiavi e poi avrebbe preteso 15 euro per riconsegnarle.

È stata condannata a un anno e due mesi di reclusione Virginia Sanjust di Teulada. L'accusa nei confronti dell'ex annunciatrice Rai, già condannata per un tentato furto, è di estorsione ai danni della sorella. Lo riporta il Messaggero.

Stando a quanto ricostruito, Sanjust avrebbe rubato alla sorella le chiavi di casa e quelle dell'automobile, poi ha preteso del denaro, in realtà pochi euro, circa 15, per riconsegnarle: "Te le ridò se mi paghi 15 euro", avrebbe detto alla sorella. I fatti risalgono al 2022.

Ieri l'ex annunciatrice è stata condannata a un anno e due mesi di reclusione al termine del rito abbreviato.

Sanjust è stata invece assolta in un altro procedimento che la riguardava perché dichiarata seminferma di mente. Anche in questo caso, la vicenda riguardava una tentata estorsione, stavolta ai danni della nonna e sempre per una cifra irrisoria, circa 10 euro. In quell'occasione, però, al rifiuto della signora, l'ex annunciatrice aveva devastato l'appartamento.

Lo scorso 16 ottobre, Virginia Sanjust è stata condannata a due mesi e venti giorni per direttissima con l'accusa di tentato furto. È stata infatti sorpresa a frugare all'interno di un'automobile. Anche in quel caso il figlio, suo amministratore di sostegno, aveva spiegato: "Mia madre sta male, gli ospedali l'hanno cacciata proprio nel momento del bisogno. Ecco perché frugava in un'auto".

Sulle condizioni di salute della donna, l'avvocato della famiglia Sanjust aveva spiegato: "Presenterò ai giudici la documentazione che attesta il suo stato di salute. Virginia infatti è stata dichiarata seminferma di mente nel precedente processo in cui è stata assolta dall'accusa di tentata estorsione alla nonna". Per il momento, però, la condizione psicologica della donna non è bastata, almeno in primo grado, ad evitarle una condanna.

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