Teatro dell’Opera, vincitori del concorso noti prima della prova: procedimento contro i sindacalisti che hanno denunciato

Dopo la segnalazione al nostro giornale su alcune presunte anomalie e opacità di un concorso pubblico internazionale del Teatro dell’Opera, due membri della rsu Slc Cgil hanno ricevuto una contestazione disciplinare. Come raccontato da Fanpage.it, il 27 marzo scorso, i nominativi di quattro nuovi musicisti, vincitori del concorso, erano stati ‘indovinati' dal sindacato prima della conclusione delle prove selettive per le assunzioni dei nuovi orchestrali.
La vicenda è stata raccontata da Fulvio Martis, del sindacato di categoria della Cgil, che qualche giorno dopo ha ricevuto una contestazione disciplinare per le sue dichiarazioni fatte al nostro giornale. Stessa sorte per l’altra rappresentante sindacale della Cgil, Maria Sole Baldoni, colpevole, secondo la Fondazione, di non essersi dissociata dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte del collega.
Il concorso al Teatro dell'Opera: coinvolta l'Anac
La contestazione a carico di Martis parla di “violazione del Codice Etico di cui si è dotata la Fondazione” e sottolinea che “in considerazione della natura e della gravità dei fatti contestati, la Fondazione si riserva, fin da ora, di valutare ogni ulteriore azione a tutela dei propri diritti e interessi”. Nel documento si sottolinea che Martis non ha fornito “nessun elemento di riscontro” alle dichiarazioni rilasciate anche “al fine di consentire agli organi del Teatro di svolgere le adeguate verifiche”.
Ma, come sottolineato nella risposta alle contestazioni disciplinari del legale dei due rsu, la “segnalazione sindacale formale, basata su elementi concreti e circostanziati” era stata “formalmente inviata alla Direzione Artistica e all’Ufficio Legale già il 18 marzo 2026, ovvero il giorno prima della semifinale” del concorso in questione, ovvero una settimana prima “la successiva pubblicazione delle graduatorie ufficiali, in data 25 marzo 2026”, che “aveva confermato la corrispondenza tra i nominativi anticipati e quelli ufficialmente proclamati vincitori”. “Il lavoratore – prosegue l’avvocato dei due sindacalisti Francesco Andreatta – nella sua qualità di Rsu, ha già assolto al proprio dovere istituzionale, segnalando formalmente la situazione”, quindi la scelta “di rendere pubblica la questione – evidenzia il legale – si è posta solo a seguito della totale inerzia degli organi interni della Fondazione di fronte a una situazione che il sindacato riteneva, e ritiene, meritevole di attenzione, approfondimento e trasparenza”.
Per questo motivo, prosegue l’avvocato nella nota di risposta alla Fondazione del Teatro, “si ritiene doveroso inviare la suddetta comunicazione anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione, affinché proceda nell’adottare i provvedimenti ritenuti più opportuni e necessari di propria competenza, in considerazione del fatto che il contenuto delle dichiarazioni in esame non appare solo integrare gli estremi di un illecito civile, ma appare integrare gli estremi di un illecito penalmente rilevante”. Il legale, sottolineando la legittimità della condotta di Martis inquadrata nel pieno “esercizio del diritto di critica sindacale”, spiega che “il lavoratore segnalante è tutelato dalle misure di protezione del whistleblower” previste dalla legge italiana in attuazione della direttiva Ue del 2019 che dispone che “una persona che effettua una divulgazione pubblica beneficia della protezione prevista” se viene rispettata la condizione che “la persona segnalante ha prima segnalato internamente ed esternamente ma non è stata intrapresa un’azione appropriata in risposta alla segnalazione”. E la condotta del sindacalista, secondo il parere del legale, rientra appieno in questa casistica.
Presidio di protesta indetto dal sindacato
In attesa che l’Anac valuti la vicenda e che Martis e la collega Baldoni vengano auditi dalla Direzione per discutere le contestazioni disciplinari, la Slc Cgil di Roma e Lazio il 28 aprile ha convocato un presidio vicino al Teatro dell’Opera. Sono numerosi i motivi della protesta elencati nel comunicato sindacale, dai problemi gestionali e salariali, passando per quelli riguardanti la sicurezza sul lavoro, si arriva anche all’affaire concorsi. Su questo aspetto il comunicato evidenzia “procedure di selezione poco chiare per le quali i lavoratori lamentano poca attenzione ai principi di meritocrazia ed oggettività”. Il sindacato prosegue spiegando che “queste criticità e questo clima rischiano di compromettere le regole basilari delle relazioni industriali”. La Slc Cgil di Roma e Lazio conclude la nota chiedendo “al Teatro dell’Opera di riaprire un confronto costruttivo e di restituire processi chiari a beneficio di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, per preservare il ruolo ed il prestigio di una delle istituzioni culturali più importanti del Paese."
Il caso è approdato anche in Campidoglio. Daniele Diaco, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione che elenca una serie di criticità, all’interno del Teatro dell’Opera, segnalate dai due sindacalisti, comprese le presunte “anomalie ed opacità su due concorsi pubblici internazionali relativi all'Orchestra”. Diaco prosegue sottolineando che “le due Rsu sono state oggetto di ritorsioni aziendali mediante l'attivazione di due distinti procedimenti disciplinari per aver esercitato la dovuta attività sindacale di controllo e garanzia delle tutele dei lavoratori” e conclude l’interrogazione chiedendo al sindaco Roberto Gualtieri a agli assessori competenti “quali procedimenti si intendono adottare a difesa delle Rsu a fronte di legittime segnalazioni”.