Un murale raffigurante Gigi Proietti, morto all'età di ottant'anni in una clinica romana il 2 novembre scorso. È stato inaugurato al Tufello, grazie alla Regione Lazio ad Ater Roma e all'As Roma. Dedicato al grande artista romano recentemente scomparso, è stato svelato nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 11 novembre, realizzato proprio in uno dei quartieri di Roma più cari all'attore e dove ha vissuto parte della sua vita. L'opera, dell'artista Lucamaleonte, è stata dipinta sulla parete di un palazzo Ater al civico di via Tonale, poco distante dal luogo esatto in cui abitava l'attore. "Oggi qui a rendere omaggio a Proietti c'è tutta la città – ha detto il direttore di Ater Roma Andrea Napoletano – in questo quartiere faremo tre milioni di investimenti, le gare partiranno tra una decina di giorni, grazie a fondi regionali".

Gigi Proietti indossa i colori della Roma

Il murale di Lucamaleonte raffigura Gigi Proietti sorridente, con lo sguardo rivolto verso i passanti che ammirano l'opera. L'attore veste i colori della Roma. "Abbiamo voluto fare una cosa diversa come Regione Lazio e siamo contenti di aver raccolto la disponibilità della As Roma per portare immagine di Gigi Proietti nel quartiere per farlo rimanere nel tempo – ha commentato entusiasta dell'iniziativa l'assessore regionale alle Politiche abitative Massimiliano Valeriani – riqualificazione in un quartiere straordinario come quello del Tufello. "Siamo felici di aver reso omaggio a uno dei nostri tifosi più illustri e a uno dei quartieri più romanisti della nostra citta – ha spiegato l'amministratore delegato dell'As Roma Guido Fienga – Proietti è una di quelle poche persone che ognuno di noi sente quasi come un parente, che ha avuto un rapporto simbiotico con la città e con la nostra squadra".

Il legame tra Gigi Proietti e il Tufello

Il Tufello è uno dei luoghi del cuore di Roma di Gigi Proietti, dove ha trascorso gli anni dell'adolescenza all'interno di una casa popolare. Ed è proprio in questa parte della perferia romana che il grande artista di teatro, cinema e tv, ha maturato il suo interesse e amore per il dialetto. "Al Tufello c'era gente che veniva da ogni parte. Non posso dire che si parlasse romanesco; ma si romanizzava qualsiasi cosa, dai testi delle canzoni ai termini stranieri – ha detto Proietti in un'intervista rilasciata diversi anni fa a La Repubblica – Ecco, credo che una città che ha sempre offerto, sebbene non istituzionalizzata, una possibilità di convivenza, non potesse non avere un dialetto facile, alla portata di tutti. Il romano è bello anche perché, alla fine, uno se l'aggiusta come je pare. E le periferie, da questo punto di vista, sono sempre il primo laboratorio del cambiamento".