Traffico, pulizia delle strade e sicurezza: cosa non funziona a Roma secondo i suoi abitanti
Un romano su quattro passa più di un'ora al giorno negli spostamenti, oltre la metà usa soprattutto l’automobile e quasi uno su due indica proprio la mobilità come il problema principale della città. Poi vengono la scarsa pulizia, il degrado degli spazi pubblici e una sensazione di insicurezza che cresce soprattutto di notte. È la Roma raccontata dai suoi abitanti nell’indagine ‘Roma: metropoli e quartiere' realizzata dal Censis su un campione di 1.500 residenti e presentata oggi, venerdì 6 novembre, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri.
Più della metà dei romani si sposta in macchina
Il dato che emerge con maggiore forza riguarda gli spostamenti. Il 46,3% dei romani considera la mobilità il principale problema della Capitale e il 70,5% ritiene che, per rendere Roma più sostenibile, la priorità sia migliorare il trasporto pubblico. Nel frattempo, però, la città continua a muoversi soprattutto sulle quattro ruote: il 56,1% dei residenti usa prevalentemente l’auto privata. E il tempo trascorso nel traffico pesa sulla giornata: il 28,3% dedica agli spostamenti più di sessanta minuti ogni giorno. Significa ore sottratte al lavoro, alla famiglia e al tempo libero semplicemente per andare da una parte all’altra della città.
Dopo il traffico, i romani indicano pulizia e degrado
Il secondo grande problema segnalato riguarda il modo in cui Roma viene mantenuta. Per il 30,2% dei residenti, tra le difficoltà principali della città ci sono la scarsa pulizia e la manutenzione degli spazi pubblici. La percezione diventa ancora più netta quando si passa dalla città nel suo complesso alla strada sotto casa: il 48,4% dice che nel proprio quartiere c’è degrado. Il centro storico non sfugge a questo giudizio. Anche se nei rioni centrali vive appena il 4% della popolazione, più della metà dei romani continua a considerarlo il cuore della città. L’80,7% dice di andarci volentieri per il patrimonio storico e culturale e il 78,5% trova piacevole passeggiarvi. Ma quasi otto romani su dieci chiedono più investimenti nella pulizia e nel decoro del centro, mentre il 78% lamenta un’eccessiva confusione.
Di giorno Roma sembra sicura, di notte cambia tutto
La percezione della sicurezza è divisa esattamente lungo la linea che separa il giorno e la notte. Quando c'è luce l’80,4% dei romani si sente sicuro, ma quando arriva la sera, però, la situazione si ribalta: più di un romano su tre dice di sentirsi insicuro durante la notte. La percezione è ancora più forte tra le donne: tre su quattro. A pesare è anche l’idea che le cose stiano peggiorando nel corso del primo mandato di Roberto Gualtieri e del governo di Giorgia Meloni: il 57,7% dei residenti ritiene che la sicurezza a Roma sia diminuita negli ultimi cinque anni.
I romani criticano la città, ma non vogliono lasciare il proprio quartiere
Nonostante tutto, traffico, degrado e insicurezza, il rapporto con il proprio quartiere rimane molto forte nel cuore dei romani. L’85% dei cittadini intervistati si dichiara soddisfatto della zona in cui vive e soltanto il 15% la cambierebbe volentieri. Quasi tre su quattro definiscono il proprio quartiere comodo, mentre due su tre lo considerano vivace. Eppure qui moltissimi trovano nelle vie vicine casa o nel palazzo un supporto. Il 70% dei residenti dà o riceve piccoli aiuti dai vicini, mentre il 63,8% ha proprio nel quartiere una parte importante delle proprie relazioni sociali. Più della metà dice addirittura di impegnarsi personalmente per migliorare la zona in cui vive. Roma appare quindi sempre più come una somma di piccole città: si può essere esasperati dal traffico della Capitale e, allo stesso tempo, profondamente legati alle poche strade attorno a casa.
L’affitto medio sfiora i mille euro: il timore è non potersi più permettere Roma
C’è poi un problema che guarda direttamente al futuro: il costo della vita con, su tutte, la spesa per la casa. Il 72,6% dei romani intervistati vive in una casa di proprietà, mentre il 27,4% è in affitto. Per questi ultimi il canone medio indicato dal Censis è di 978 euro al mese. Il peso della locazione riguarda soprattutto chi ha meno possibilità economiche. Vive in affitto il 40,4% dei giovani tra i 18 e i 34 anni e il 42,2% delle persone con redditi bassi o medio-bassi. Restano tagliati fuori dall'acquisto di una casa anche gli stranieri, con l'82,3% che vive in affitto.
Il rischio di un mercato immobiliare sempre più livellato verso l'alto è che chi ha meno risorse venga progressivamente spinto fuori dalle zone in cui vive. Ed è una preoccupazione già molto diffusa: il 59,2% dei romani pensa che tra dieci anni Roma non sarà una città accessibile a tutti, considerando insieme costo della vita, servizi e mobilità. Anche tra i giovani, sempre meno ottimisti, più della metà teme una città sempre più difficile da permettersi. Il fenomeno dell'allontanamento dai centri è già realtà. La Capitale conta 2,7 milioni di abitanti e circa 800mila vivono oltre il Grande raccordo anulare. Ma negli ultimi vent’anni la popolazione di queste zone è aumentata del 25,6%.
Resta forte l'idea di una identità romana
Oltre a chi ci vive, ogni giorno Roma è attraversata anche da lavoratori pendolari e visitatori per un totale 3,6 milioni di persone. A questi si aggiungono i turisti, che nell’ultimo anno hanno prodotto circa 50 milioni di presenze. Eppure, nonostante una città sempre più grande e dispersa, il senso di appartenenza resiste. Il 63,4% dei residenti ritiene che Roma conservi ancora una propria identità, percentuale che sale al 70,1% tra i giovani.
Per quasi nove romani su dieci la romanità vive soprattutto nella cultura popolare, nel dialetto e nelle tradizioni, mentre l’86,7% la riconosce nell’ironia e nella schiettezza. È forse il dato che meglio sintetizza il rapporto dei romani con la loro città: Roma viene criticata ogni giorno, ma continua a essere sentita come casa. Il 63,5% non pensa di andarsene. Il problema, per molti, è riuscire a continuare a viverci.