Bombe a Roma Est, il minisindaco attacca il governo: “Fanno decreti sicurezza ma tagliano polizia e carabinieri”

Immagine
Massimiliano Umberti, presidente del Municipio IV di Roma, che comprende i quartieri di Casal Bruciato e San Basilio, punta il dito contro il governo Meloni: “Si parla tanto di sicurezza, si fanno i decreti sicurezza per le sciocchezze, ma poi?”.

Due bombe carta sono scoppiate nella notte a Casal Bruciato e a Torre Gaia. Due esplosioni che si inseriscono nella lunga scia che da quest'estate coinvolge le periferie a est della Capitale. Numeri che ormai non possono più essere una casualità: otto ordigni esplosi soltanto nell'ultimo mese, 17 episodi in totale, con ordigni rudimentali e bombe carta fatti deflagrare davanti ad attività commerciali, autorimesse e palazzi.

La preoccupazione del Municipio IV per la scia di esplosioni

Le indagini sono in corso, ma chi amministra il territorio comincia a essere preoccupato per questa spirale di violenza che non accenna a cessare. Massimiliano Umberti, presidente del Municipio IV di Roma, che comprende i quartieri di Casal Bruciato e San Basilio, punta il dito contro il governo Meloni: "Quando si è insediato questo esecutivo ha tagliato i fondi per la caserma di polizia di via Achille Tedeschi e oggi attualmente la nostra polizia sta al Verano, al di fuori del territorio del municipio. Per quanto riguarda i carabinieri, mi sono dovuto inventare uno stratagemma per riportare la caserma nel nostro territorio. Questi sono solo alcuni esempi dove il governo non esiste – spiega il minisindaco a Fanpage.it -. Si parla tanto di sicurezza, si fanno i decreti sicurezza per le sciocchezze, ma poi?".

"Il nostro municipio grande come una città media italiana"

Secondo Umberti il governo dovrebbe attivare politiche proattive per realizzare spazi di socialità all'interno dei quartieri e dovrebbero esserci presidi territoriali, caserme e commissariati all'interno dei municipi. "Non chiediamo chissacché, ma il minimo indispensabile. Dovrebbe essere normale la presenza di due commissariati di polizia all'interno di un municipio e che ci siano le caserme dei carabinieri. Non chiediamo una cosa particolarmente strana. Parliamo di 170mila cittadini soltanto in questo territorio, una media città italiana in sostanza, più grande di Reggio Emilia, per intendersi".

L'ipotesi di una lotta tra fazioni criminali

Per il minisindaco la lunga scia di esplosioni potrebbe essere il segno di "una lotta sul predominio di fazioni criminali che cercano in tutti i modi di prevaricare sulle altre fazioni. Non è normale che i cittadini alle 2:00 o alle 3:00 di notte sentano una bomba sotto casa. Le forze dell'ordine fanno tutto quello che possono, ma mi rendo conto che sono poche e non hanno sedi territoriali. Sulla sicurezza il sindaco Gualtieri ha varato il piano notte e stiamo lavorando sull'illuminazione, sulle telecamere, le cose che possiamo fare le stiamo facendo, ma non basta, servono soldi".

Il caso delle bombe a Roma Est arriva in Parlamento

Intanto il caso è arrivato in Parlamento, con il capogruppo Alleanza Verdi Sinistra nella commissione Affari costituzionali della Camera, Filiberto Zaratti, che ha chiesto al ministro dell'Interno Piantedosi di rispondere a un'interrogazione in merito: "Sappiamo che gli inquirenti sono al lavoro per fare luce, anche per stabilire le connessioni tra i due episodi così ravvicinati ma il problema è che non si tratta di fatti isolati. Sembra con tutta evidenza, sulla base di quanto emerge dalla Dda, di essere di fronte ad una riorganizzazione di poteri criminali e ciò non può che preoccupare molto, chiediamo al ministro dell'Interno Piantedosi di rispondere alla nostra interrogazione e di spiegare".

di Enrico Tata e Francesco Esposito

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views